• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02738 FLORIS - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. - Premesso che: l'8 marzo 2019 è stato siglato in Prefettura a Sassari l'accordo tra mondo della trasformazione e...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02738 presentata da EMILIO FLORIS
giovedì 16 gennaio 2020, seduta n.182

FLORIS - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. - Premesso che:

l'8 marzo 2019 è stato siglato in Prefettura a Sassari l'accordo tra mondo della trasformazione e della produzione del latte ovino sardo. L'accordo prevedeva che il latte venisse pagato in acconto a 74 centesimi al litro, IVA esclusa, e saldato a novembre (per tutta l'annata da novembre 2018 a ottobre 2019) in base ad una griglia di corrispondenza che agganciasse il prezzo pieno del latte ovino sardo alla stalla al prezzo medio ponderato del pecorino romano nel periodo considerato, ottenuto dalla borsa merci di Milano, sulla base delle quotazioni già effettuate sul prodotto alle condizioni di "franco caseificio o magazzino di stagionatura, forme marchiate dal Consorzio di tutela, contenuto di grassi secondo la prescrizione di legge e Iva esclusa". Le corrispondenze sono: prezzo del pecorino romano 6 euro al chilo latte per 0,72 centesimi e gradualmente sino a 8,50 euro al chilo per il pecorino quindi 1,02 centesimi. Ad ottobre alla borsa merci di Milano, il prezzo del pecorino romano Dop, stagionatura minima 5 mesi da produttore, è rimasto tra 6,70 euro al chilogrammo sui minimi e 6,95 sui massimi, confermando ulteriormente il fallimento dell'accordo dell'8 marzo 2019, valido per l'annata lattiero-casearia finita il 30 settembre 2019. Per i pastori sardi a novembre, purtroppo, non vi è stato quindi alcun pagamento del conguaglio sul latte oltre i 74 centesimi al litro già incassati, il prezzo base di campagna, perché il prezzo totale del latte, agganciato al prezzo di mercato del pecorino romano Dop, non ha avuto alcun incremento rispetto a quello versato in acconto;

per ottenere prezzi più elevati era condizione essenziale anche la piena applicazione del decreto-legge n. 27 del 2019, con modificazioni, dalla legge n. 44 del 2019, sulle emergenze in agricoltura, che ha stanziato risorse per circa 29 milioni di euro per il comparto lattiero-caseario ovino. Di questi, 14 milioni devoluti all'incremento del fondo indigenti per il ritiro dal mercato del formaggio in eccesso, 10 milioni al fondo per i contratti di filiera, che finanzia anche lo stoccaggio presso le aziende casearie, più altri 5 milioni per rimettere nel circuito del credito gli allevatori. Ma, fatti conti rispetto ai prezzi attuali, per arrivare a un euro al litro di latte ovino servirebbe un intervento pubblico di importo pari ad almeno tre volte quello messo in campo;

vanno ricordati i 12.000 allevamenti della Sardegna, dove pascolano 2,6 milioni di pecore, il 40 per cento di quelle allevate in Italia, che producono quasi 3 milioni di quintali di latte destinato per il 60 per cento alla produzione di pecorino romano Dop e in restante parte al fiore sardo Dop e al pecorino sardo Dop e ad altri formaggi di pecora ed ovi-caprini non a marchio;

una notizia favorevole è quella dell'esclusione del pecorino romano Dop dalla lista dei prodotti UE che l'amministrazione USA tasserà con una tariffa doganale del 25 per cento, posto che circa la metà della produzione di questo formaggio finisce sul mercato americano, per circa 120-130.000 quintali e un fatturato di 100 milioni di euro all'anno. L'altra notizia buona è quella che le esportazioni di pecorino nel mondo sono cresciute del 34 per cento nei primi sei mesi del 2019;

l'obiettivo è ora realizzare un nuovo accordo sul prezzo per l'annata lattiero casearia 2019-2020 che possa dare ai pastori almeno un euro al litro;

non risulta che Agea abbia ancora esperito l'asta di pecorino romano in favore degli indigenti, disponendo di 14 milioni di euro, che dovrebbe consentire un restringimento dell'offerta ed una conseguente lievitazione del prezzo;

la Copagri Nord Sardegna vede una sola possibilità per riportare il latte ovino ad un euro al litro: un intervento per la riduzione in polvere di 30-35 milioni di litri di latte ovino sardo, sui 310 milioni previsti, mantenendo le produzioni di pecorino romano Dop in equilibrio con le richieste di mercato, senza creare eccedenze;

il 28 novembre si è tenuto al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali il tavolo nazionale sul latte ovino, dal quale sono arrivate risposte e proposte, quali: la disponibilità della grande distribuzione, a proseguire nel sostegno alla promozione dei prodotti derivati da latte ovino a partire dalle Dop; dal Banco di Sardegna, a individuare strumenti per il credito per i pastori e le start-up agricole; la costituzione di gruppi di lavoro tematici su credito, innovazione di filiera, trasparenza, promozione nazionale e internazionale, per rafforzare e arricchire, ma anche semplificare e velocizzare, la formula del tavolo nazionale. Lo schema predisposto per la tracciabilità del latte è all'esame della Conferenza Stato-Regioni e oggetto di riunioni tecniche;

ci sono però in piedi le indagini della magistratura sui pastori sardi che destano grande preoccupazione e un'indagine dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato sul consorzio del pecorino romano che riguarda i 3 milioni di litri di latte ovino sardo versato in strada o non lavorato durante i giorni della vertenza. Bisogna quindi evitare che si ripetano quelle scene e quegli episodi di protesta cui si è assistito, di cui i pastori sono stati protagonisti, ma anche vittime,

si chiede di sapere:

quali sia la previsione sui tempi degli effetti concreti sul prezzo del latte per gli allevatori dell'esplicarsi delle misure del decreto-legge citato contenente le modalità di ripartizione del fondo per la qualità e la competitività del latte ovino, che avrebbe dovuto essere adottato entro il 27 giugno 2019 e quali i tempi dell'asta di pecorino per gli indigenti, il cui decreto ministeriale attuativo firmato il 25 luglio è stato pubblicato solo il 29 novembre 2019;

se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno attivarsi al fine di incrementare il valore dell'intervento pubblico in favore dell'intera filiera del latte ovino, in modo che il prezzo del latte raggiunga l'atteso prezzo di un euro al litro.

(4-02738)