• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02752 LANNUTTI, DI GIROLAMO, VANIN, ROMANO, PRESUTTO, CORRADO, TRENTACOSTE - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che: l'aeroporto di Roma Fiumicino "Leonardo da Vinci", è...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02752 presentata da ELIO LANNUTTI
giovedì 16 gennaio 2020, seduta n.182

LANNUTTI, DI GIROLAMO, VANIN, ROMANO, PRESUTTO, CORRADO, TRENTACOSTE - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

l'aeroporto di Roma Fiumicino "Leonardo da Vinci", è per il secondo anno consecutivo al primo posto nella classifica Aci dei 20 scali europei con oltre 25 milioni di passeggeri. Superati in finale gli scali di Monaco di Baviera, Copenaghen, Dublino, Istanbul Sabiha Gökçen, Londra Gatwick, Mosca Sheremetyevo e Vienna, ma secondo la tabella realizzata da "AirHelp", per una settimana di sosta nei posti più vicini ai terminal, a volte gli unici disponibili, l'aeroporto Roma Fiumicino si classifica al terzo posto per i più esosi degli scali italiani;

il parcheggio in aeroporto può costare più del volo, con Bologna, Firenze e Roma tra i più cari per i posti più vicini ai terminal, fra i meno esosi Torino, Pescara e Napoli;

"Una settimana al parcheggio dell'aeroporto Marconi di Bologna costa ben 98 euro. Mentre al Peretola di Firenze si scende a 93 euro. Subito dopo arriva l'EasyParking di Roma Fiumicino, con 92,70 euro per i confort, cioè i più vicini ai terminal. L'indagine, infatti, prende anzitutto in considerazione quelli più comodi, non le formule più economiche di cui in certi casi gli scali dispongono. Nel caso di Roma si tratta per esempio del parcheggio economy lunga sosta per raggiungere il quale occorre prendere una navetta gratuita, a dire il vero molto comoda e veloce. Alla quarta piazza dei più cari c'è il parcheggio dello scalo Bari Palese con 91,70 euro e poi il Milano Malpensa con 74 euro, che chiude la cinquina dei più cari. Fra i più economici, cioè quelli della seconda parte di questa sorta di top 11, spuntano Palermo Falcone e Borsellino con 65 euro a settimana, stessa cifra del parking a Orio al Serio di Bergamo. L'aeroporto di Venezia-Marco Polo scende sotto i 60 euro (59) e Napoli Capodichino si attesta intorno ai 53 euro. I più economici fra quelli analizzati sono il parcheggio dell'aeroporto di Pescara, lo scalo internazionale d'Abruzzo (da cui tuttavia parte poco più di una decina di voli al giorno, l'equivalente di quanti ne decollino da Roma Fiumicino in una manciata di minuti) con 45 euro, e Torino Caselle con 44 euro. Nell'analisi AirHelp ha tuttavia inserito, dove presenti, anche le formule più economiche. Insomma, i parcheggi più distanti dai terminal, e quindi più scomodi, ma spesso ben più convenienti. Ce ne sono, considerando gli scali della classifica, a Bologna Marconi (dove si scende a 34 euro), Roma Fiumicino (dove pure ci si piazza a 32,90). E ancora a Bari (35 euro), Milano Malpensa (45), Palermo (55), Bergamo (29), Napoli 39 e Torino (37)" (articolo tratto da "GQ", edizione Italia, del 4 settembre 2018);

considerato che:

il 13 gennaio 2020 sulla stampa è apparsa la notizia che uno dei più alti dirigenti del gruppo Atlantia, Ugo De Carolis, amministratore delegato di Aeroporti di Roma (AdR), società controllata al 99,38 per cento dalla holding delle infrastrutture, ha venduto 27.000 azioni della società, un'operazione dal valore di 573.000 euro, "mentre il gruppo Atlantia è nella bufera per l'intenzione del Governo di revocare la concessione autostradale tagliando gli indennizzi o, in alternativa, di tagliare le tariffe delle autostrade";

De Carolis è un ingegnere meccanico ed è entrato nel gruppo Atlantia nel 2008, dopo esperienze in altre aziende, tra cui Procter & Gamble, General Electric, Fiat e Cnh. Prima di assumere la guida di AdR è stato amministratore delegato di Telepass;

dagli avvisi di Borsa riguardanti le «persone rilevanti» risulta infatti, (si legge sui quotidiani) che "mercoledì 8 gennaio l'ingegner De Carolis ha venduto il pacchetto di 27.000 azioni, a un prezzo medio di 21,23 euro. L'operazione è stata fatta alle ore 15:32. A quel prezzo il controvalore incassato per l'intero pacchetto è pari a 573.210 euro, al lordo di spese e delle tasse sul capital gain (pari al 26 per cento della differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita). In quella seduta le azioni Atlantia hanno chiuso a 21,42 euro, in rialzo del 3,9 per cento sul giorno precedente";

De Carolis ha quindi venduto le azioni poche ore prima che, la sera dell'8 gennaio alle ore 22, fosse resa nota la decisione dell'agenzia di rating Fitch, che ha abbassato il rating (il giudizio) sul debito di Atlantia e delle controllate Autostrade per l'Italia e AdR, in seguito alle modifiche introdotte alle concessioni autostradali dal decreto "Milleproroghe". Il decreto, in particolare, riduce gli indennizzi per i concessionari, in caso di revoca della concessione, rispetto a quanto previsto nelle convenzioni già firmate con lo Stato. "Il rating di Autostrade per l'Italia - si legge ancora - è stato abbassato da "BBB+" a "BB+" e quello della controllante Atlantia da "BBB" a "BB". Rivisto anche il rating di Aeroporti di Roma da "BBB+" a "BBB-". I rating sono stati anche posti in "watch negative", per le persistenti incertezze sul futuro delle concessioni autostradali";

anche S&P Global (Standard & Poor's) ha tagliato il rating di Atlantia al livello «junk», cioè spazzatura. "L'agenzia americana ha ridotto il rating da BBB- a BB- con prospettiva (outlook) negativa. Le azioni ieri hanno chiuso a 21,15 euro, in ribasso dell'1,44 per cento, prima che arrivasse la notizia del declassamento",

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa vicenda riguardante uno dei più alti dirigenti del gruppo Atlantia, Ugo De Carolis, amministratore delegato di Aeroporti di Roma (AdR), società controllata al 99,38 per cento dalla holding delle infrastrutture, che ha venduto 27.000 azioni della società, con un'operazione dal valore di 573.000 euro;

se risulti che la Consob (Commissione nazionale sulle società e la borsa) abbia provveduto ad aprire una indagine ai sensi dell'art. 180 del Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ossia l'abuso di informazioni privilegiate (insider trading);

se il Ministro ritenga di svolgere gli ulteriori accertamenti di competenza.

(4-02752)