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Atto a cui si riferisce:
C.5/03380 (5-03380)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 15 gennaio 2020
nell'allegato al bollettino in Commissione X (Attività produttive)
5-03380

  In merito alla questione sottoposta dagli Onorevoli interroganti, il Governo si trova a bilanciare due opposti interessi: da un lato, la necessità di occuparsi della tutela dell'ambiente e della salute umana, alla luce delle crescenti tendenze di consumo di plastica, dall'altro lato, la necessità di tutelare un settore industriale di rilievo nel quadro dell'economia nazionale.
  Vorrei precisare che l'imposta della « Plastic tax» è una singola misura, inserita in un insieme più ampio di interventi finalizzati prevalentemente ad incentivare una nuova modalità produttiva e di consumo, a favorire il riciclo e il reimpiego dei materiali, anche sulla scia delle disposizioni europee in materia.
  Numerose sono le misure promosse dal Governo a favore della filiera legata al ciclo della produzione e della trasformazione della plastica, per le imprese dell'Emilia-Romagna, come per tutte le imprese italiane del settore, misure che fanno leva sull'incentivazione e lo stimolo alla rinnovazione.
  La politica del MiSE per il settore è infatti finalizzata alla qualificazione e alla reindustrializzazione dei poli chimici, nonché a promuovere la nascita di nuove piccole e medie imprese di filiera e a rafforzare lo sviluppo ecocompatibile delle PMI trasformatrici esistenti.
  Per quanto attiene specificamente alle misure adottate per supportare le aziende italiane del packaging e riattivare gli investimenti delle più grandi realtà industriali operanti sul territorio nazionale in conseguenza dell'introduzione del nuovo tributo, occorre evidenziare che, nella stessa Legge di Bilancio 2020, unitamente e conseguentemente all'istituzione del tributo stesso, si riconosce (articolo 1, commi da 653 a 658) alle imprese attive nel settore delle materie plastiche, produttrici dei «MACSI» (manufatti in plastica con singolo impiego), un credito d'imposta nella misura del 10 per cento delle spese sostenute, dal 1o gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, per l'adeguamento tecnologico finalizzato alla produzione di manufatti compostabili, nonché la possibilità di beneficiare, sempre nell'anno 2020, anche del credito d'imposta per le spese in attività di formazione del personale dipendente necessarie per acquisire o consolidare le conoscenze connesse al predetto adeguamento tecnologico.
  Ricordo, inoltre, le misure già introdotte con il Decreto Crescita: le agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell'ambito dell'economia circolare; le disposizioni in materia di rifiuti e di imballaggi; le agevolazioni fiscali sui prodotti da riciclo e riuso; il credito d'imposta per le spese sostenute dalle imprese che acquistano prodotti realizzati con materiali derivati da plastiche miste, provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica o da selezione di rifiuti urbani residui.
  Ricordo ancora i regolamenti cosiddetti « end of waste» riguardanti la plastica (che sono in lavorazione presso il MATTM, Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare) o ancora i bandi (dello stesso MATTM) per il finanziamento di progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati, tra l'altro, ad incentivare la corretta gestione dei rifiuti.
  Ricordo, infine, l'iniziativa Global Start Up Program del MiSE a sostegno delle start up titolari di brevetti non ancora presenti sui mercati internazionali, che dedica uno specifico settore all'economia circolare, con l'obiettivo di incentivare un'economia a basse emissioni di carbonio e l'uso di materiali innovativi sostitutivi della plastica.
  Per quanto attiene lo specifico rilievo mosso dagli Onorevoli interroganti sul tema della concorrenza, occorre rilevare che l'imposta cosiddetta « Plastic tax» sarà applicata, nella stessa identica misura prevista per i prodotti monouso ottenuti nel territorio nazionale, anche sui prodotti di importazione e su quelli provenienti da altri Paesi UE. Parimenti è previsto che l'imposta non sarà applicata sui «MACSI» realizzati nel territorio nazionale ed esportati (o venduti in altri Paesi dell'UE). Risulterà pertanto garantita la concorrenzialità delle aziende nazionali rispetto a quelle operanti in altri Paesi.
  Il Governo, dunque, anche alla luce delle citate misure, intende continuare ad essere a fianco delle imprese interessate dall'applicazione della plastic tax e si impegnerà a trovare tutte le possibili soluzioni per contemperare le ragioni industriali con quelle ambientali.