• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01299 PARRINI, BINI, FEDELI, VATTUONE, D'ALFONSO, MARCUCCI, IORI, LAUS, D'ARIENZO, MANCA, ASTORRE, BOLDRINI, ALFIERI, TARICCO, BITI, VALENTE, STEFANO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01299 presentata da DARIO PARRINI
martedì 14 gennaio 2020, seduta n.180

PARRINI, BINI, FEDELI, VATTUONE, D'ALFONSO, MARCUCCI, IORI, LAUS, D'ARIENZO, MANCA, ASTORRE, BOLDRINI, ALFIERI, TARICCO, BITI, VALENTE, STEFANO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

Giacomo Termine è sindaco di Monterotondo Marittimo (Grosseto), eletto una prima volta nel 2014 e confermato alle elezioni amministrative del 26 maggio 2019;

il sindaco Termine è iscritto al Partito Democratico e, dall'ottobre 2019, è segretario della federazione provinciale di Grosseto del PD;

considerato che:

dopo aver vinto il concorso come istruttore direttivo amministrativo (cat. D), il 31 dicembre 2018 Giacomo Termine è stato assunto dal Comune di Piombino (Livorno); prima di allora era stato dipendente del Comune di Gavorrano (Grosseto);

da dipendente prima del Comune di Gavorrano e poi del Comune di Piombino Giacomo Termine ha usufruito dei permessi di lavoro necessari all'espletamento delle sue funzioni di sindaco di Monterotondo Marittimo, secondo quanto previsto dall'articolo 51 della Costituzione che, al terzo comma, stabilisce che "chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro", e secondo quanto stabilito dall'articolo 79 del testo unico degli enti locali (di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000);

preso atto che:

il 24 dicembre 2019 l'amministrazione comunale di Piombino, con lettera a firma del segretario generale Gianpaolo Brancati, ha comunicato a Giacomo Termine la cessazione del rapporto di lavoro "per mancato superamento del periodo di prova";

Francesco Ferrari, esponente di Fratelli d'Italia ed eletto sindaco di Piombino nel giugno 2019, è intervenuto commentando il licenziamento con queste parole: "Termine deve ottemperare anche ai doveri che la sua posizione implica. Non credo sia giusto che qualcuno percepisca uno stipendio senza svolgere il lavoro che è chiamato a fare";

Francesco Torselli, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, commentando pubblicamente il licenziamento di Giacomo Termine, ha affermato: "Bravo il sindaco Ferrari per aver fatto emergere chi si nasconde nei posti pubblici per fare invece un altro tipo di attività, differente da quella per cui è stato assunto e pagato dai contribuenti. Un buon governo di destra abolirà anche questi privilegi che negli enti pubblici, le Asl e altri enti intermedi della Toscana sono diventati un'abitudine per la sinistra. Basta con i 'compagni' mascherati da dipendenti pubblici";

infine, il deputato toscano di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, commentando pubblicamente il licenziamento di Giacomo Termine, ha affermato: "Essere del Pd non può essere un motivo valido per non andare a lavoro… Forse qualcuno finora era abituato così grazie ad amici che glielo consentivano. Il Pd è dunque favorevole all'assenteismo?";

valutato che, a giudizio degli interroganti:

il licenziamento di Giacomo Termine dal Comune di Piombino rappresenta un gravissimo precedente, nel suo violare l'articolo 51 della Costituzione e il testo unico degli enti locali, con il quale si rischia di minare alla radice il diritto di ogni cittadino a candidarsi a funzioni pubbliche elettive e a svolgere il mandato elettivo senza per questo dover rinunciare al proprio lavoro;

il licenziamento di Giacomo Termine dal Comune di Piombino si configura inoltre, e con ogni evidenza, come un atto di ritorsione politica assunto da un sindaco di Fratelli d'Italia nei confronti di un esponente del Partito Democratico del suo stesso territorio: il quale, nella sua qualità di amministratore locale, ha legittimamente usufruito dei regolari permessi di lavoro previsti dall'articolo 79 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

quali iniziative intenda assumere per assicurare, nel caso citato e in ogni altro caso simile, il rispetto dell'articolo 51 della Costituzione e delle norme contenute nel testo unico degli enti locali relativamente al diritto di ogni cittadino di disporre del tempo necessario ad espletare le proprie funzioni pubbliche elettive, conservando il proprio posto di lavoro.

(3-01299)