• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03380 (5-03380)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-03380presentato daFIORINI Benedettatesto diMartedì 14 gennaio 2020, seduta n. 288

   FIORINI, BARELLI e PORCHIETTO. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   la plastic Tax, di 45 centesimi al chilogrammo sui prodotti di plastica monouso che il Governo ha inserito nella legge di bilancio, entrerà in vigore dal luglio 2020, colpendo un settore avanzato del sistema produttivo nazionale;

   l'Italia è il secondo Paese dell'Unione europea nella produzione delle plastiche trasformate (14 per cento) e lavora poco meno di 7 milioni di tonnellate di plastica l'anno. Le imprese di settore sono oltre 2.000 e impiegano 50.000 lavoratori;

   in particolare, in Emilia Romagna, l'impatto economico sarà più amplificato che altrove per la fortissima concentrazione dei costruttori di macchinari per il confezionamento e l'imballaggio. In regione i settori che hanno la plastica come materiale chiave del processo, rappresentano oltre il 60 per cento dei volumi, dalle bottiglie, alle pellicole avvolgi-pallet, alla plastica destinata agli alimenti;

   nella packaging valley emiliana operano quasi due aziende su tre di questo specifico comparto produttivo nazionale e garantiscono in regione quasi 20 mila posti di lavoro e 5 miliardi di euro di fatturato l'anno. Numeri che, se sommati agli oltre 16 mila addetti delle circa 230 imprese di trasformazione plastica emiliane (le quali generano più di 3,5 miliardi di euro di ricavi e realizzano il 40 per cento della produzione europea degli imballaggi destinati agli alimenti), danno la misura della rilevanza che riveste la filiera della plastica, in modo diretto o indiretto, nella regione. Senza contare tutta l'industria chimica a monte, dal polo Eni di Ravenna a quello LyondellBasell di Ferrara;

   secondo le organizzazioni imprenditoriali emiliane in gioco ci sono oltre 36 mila posti di lavoro e più di 8 miliardi di euro di giro d'affari che avrebbero vita più facile traslocando oltreconfine, dove non ci sono maggiori imposte meramente destinate a sanare i conti pubblici, incidendo sull'equa concorrenza;

   la regione Emilia-Romagna, che si è espressa criticamente nei confronti della nuova imposta, si sta muovendo in direzione del «plastic free» con uno specifico piano nel quale si parte dall'assunto che per ridurre l'uso di plastica bisogna incentivare tecnologie e consumi ecosostenibili e non penalizzare la competitività delle imprese e le tasche dei cittadini –:

   quali iniziative di competenza intenda intraprendere a favore della filiera produttiva legata al ciclo della produzione e trasformazione della plastica nella regione Emilia Romagna, come descritta in premessa.
(5-03380)