• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/04461 (4-04461)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04461presentato daBRAMBILLA Michela Vittoriatesto diMartedì 14 gennaio 2020, seduta n. 288

   BRAMBILLA. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   con una serie di proprie determinazioni, l'ultima delle quali è datata 30 dicembre 2019 e impegna 195 mila euro, il direttore dell'ente Parco nazionale del Circeo sta provvedendo a rendere operativo il piano di gestione del daino (Dama dama), sul quale sono stati acquisiti il parere positivo del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, autorità vigilante, e quello della regione Lazio, per quanto riguarda la procedura di valutazione di incidenza;

   il piano, approvato con delibera del consiglio direttivo (n. 2 del 23 gennaio 2017) e il solo voto contrario dell'allora sindaco di Ponza Piero Vigorelli, prevede la cattura e l'abbattimento di centinaia e centinaia di daini, discendenti degli animali introdotti oltre sessant'anni fa nell'area del futuro parco dall'ex Azienda di Stato delle foreste demaniali per programmi di ripopolamento. I daini, originariamente confinati in una superficie recintata di 400 ettari, sono fuggiti e hanno dato origine alla popolazione che occupa attualmente l'intera foresta, con densità diverse: nel complesso, secondo la stima risalente al 2015, circa 1268 capi, una media di 42 ogni 100 ettari a fronte di una «capacità massima», secondo gli estensori del piano, di 15-20 esemplari;

   il piano, per ripristinare la «naturalità» della foresta attraverso «un controllo permanente» della popolazione di daini, prevede il «prelievo» di almeno 350 esemplari in tre anni, da realizzare principalmente con due tecniche: la cattura in vivo tramite corral (recinti collettivi) dove gli animali vengono convogliati da esche e l'abbattimento diretto con arma da fuoco;

   beninteso, il destino dei daini catturati non sarebbe diverso. «Qualora la gestione degli animali vivi sia eccessivamente dispendiosa sia in termini di procedimenti da mettere in atto, che di organizzazione delle attività – precisa il Piano – si può prevedere di abbattere i capi catturati all'interno dei corral di cattura ovvero traslocandoli nelle recinzioni fisse dove procedere all'abbattimento mediante sparo con tiro con arma a canna rigata munita di cannocchiale di mira, dall'altana (realizzabile anche trasformando una struttura già presente)». Insomma, una vera e propria «camera della morte» sulla quale gli «operatori» potrebbero sparare in tutta tranquillità come in un tirassegno con bersagli viventi;

   tra le «opportunità» indicate dal piano c'è addirittura lo sfruttamento ai fini alimentari degli animali uccisi. «Ipotizzando un prelievo di circa 350 capi e un peso medio di un capo pari a 40 kg – afferma il testo – si potrebbero avere a disposizione, circa 14.000 kg di carne nel solo primo anno di gestione. Questo rappresenta un quantitativo tale, da poter originare una preziosa filiera di prodotto fresco o stagionato che possa far sviluppare un importante indotto socio-economico per la comunità locale»;

   in realtà, non solo manca un censimento aggiornato della popolazione di daini, ma è ormai noto che il ricorso a mezzi cruenti per il «contenimento» delle popolazioni animali è praticato dai parchi italiani e generalmente in tutta Italia da oltre vent'anni senza aver mai portato risultati significativi né placato le continue lamentele delle categorie controinteressate (coltivatori e allevatori) per i danni subiti. Sarebbe ora, a parere dell'interrogante, di sperimentare tecniche innovative e non cruente, per esempio farmaci contraccettivi, a maggior ragione in un parco come quello del Circeo, già assediato dal cemento e dai bracconieri. Altrimenti, si rischia di avallare lo sterminio di animali che si sono moltiplicati per colpa e incuria dell'uomo: ennesimo episodio della guerra alla fauna selvatica avviata, ormai senza alcun ritegno, in questo Paese –:

   se, alla luce delle considerazioni sopra esposte, si intenda riconsiderare il parere positivo reso a suo tempo dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e fermare l'inutile mattanza dei daini del Circeo.
(4-04461)