• Testo della risposta

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/03352 (5-03352)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 9 gennaio 2020
nell'allegato al bollettino in Commissione IV (Difesa)
5-03352

  A seguito dell'attacco che ha portato all'uccisione del generale Soleimani, la Difesa ha immediatamente sancito un innalzamento delle misure di sicurezza e di controllo in tutte le aree che vedono impegnati i nostri militari.
  Fondamentale criterio ispiratore di tali misure è stato ed è quello di assicurare il massimo livello di protezione possibile per le nostre forze.
  Tali misure, aggiungo, hanno avuto un focus specifico sul Libano e sull'Afghanistan, oltre che, ovviamente, sullo stesso Iraq.
  In particolare, in Libano – fermo restando che il livello di minaccia non è mutato e che le Nazioni Unite non hanno impartito limitazioni o, comunque, provvedimenti aggiuntivi – il personale ha ricevuto disposizioni di incrementare il proprio livello di attenzione durante l'esecuzione delle attività.
  In Afghanistan, su disposizione della NATO, le attività di addestramento esterne sono state temporaneamente sospese. Inoltre sono state aumentate le predisposizioni di force protection all'interno delle installazioni.
  Quanto all'Iraq, sono state innalzate le misure di force protection ed il personale impiegato nella Base cosiddetta «Union 3» a Baghdad è stato temporaneamente riposizionato in altre basi all'interno dell'Area d'Operazioni. Inoltre, l'attività di addestramento esterna è stata sospesa fino a nuova disposizione.
  Onorevoli colleghi, come oramai noto, gli attacchi missilistici della notte tra il 7 e l'8 gennaio non hanno comportato conseguenze per soldati italiani.
  Anche in quella circostanza sono state, comunque, messe in atto tutte le procedure di contingenza tese alla salvaguardia della sicurezza del contingente, che rimane una priorità assoluta della Difesa, in Iraq come ovunque.