• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02681 ERRANI, DE PETRIS, LAFORGIA - Ai Ministri della difesa e della salute. - Premesso che: a quanto risulta agli interroganti, in data 14 settembre 2019, gli infermieri G.P. e A.O.,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02681 presentata da VASCO ERRANI
mercoledì 8 gennaio 2020, seduta n.179

ERRANI, DE PETRIS, LAFORGIA - Ai Ministri della difesa e della salute. - Premesso che:

a quanto risulta agli interroganti, in data 14 settembre 2019, gli infermieri G.P. e A.O., l'autista di 118 F.G. e il dottor E.C., tutti operanti presso il 118 di Ferrara, segnalavano congiuntamente con e-mail indirizzata al responsabile medico e al responsabile infermieristico E.T. di Ferrara, al responsabile direzione infermieristica dell'AUSL di Ferrara, al coordinatore della centrale operativa 118 Emilia Est e al responsabile dell'ordine delle professioni infermieristiche di Ferrara un episodio accaduto nella giornata dell'11 settembre 2019, che li aveva visti direttamente coinvolti;

in base alle informazioni di cui sono a conoscenza gli interroganti, secondo tale segnalazione in data 11 settembre 2019 alle ore 13.35, su indicazione della centrale operativa del 118, sarebbe stata chiamata ad intervenire presso la caserma dei Carabinieri di Copparo l'ambulanza Fe5 per un intervento da "codice giallo" in seguito ad una richiesta di intervento pervenuta dal personale dell'Arma dei Carabinieri;

l'equipaggio del 118 avrebbe trovato presso il cortile della caserma un giovane di 33 anni (R.D.), inginocchiato e circondato dai Carabinieri, in preda a dolore addominale e conati di vomito: il giovane risulta essere stato arrestato in attesa di processo;

a seguito di una valutazione preliminare da parte del personale del 118 di Fe5 sarebbe stato ritenuto indispensabile il trasporto del soggetto presso il pronto soccorso di Cona per effettuare il normale iter diagnostico e terapeutico. A questa richiesta, i militari presenti avrebbero opposto un diniego affermando che il comandante della caserma avesse espressamente vietato il trasferimento di R.D. al pronto soccorso di Cona; nonostante le ripetute richieste da parte del personale del 118 di Fe5, i militari avrebbero continuato ad opporre il proprio diniego, chiedendo che venisse invece inviato in loco un medico di E.T. 118 in modo da, così viene riportato nella segnalazione, "praticare una iniezione, chiudere la pratica e refertare" anche in considerazione del peggioramento delle condizioni di R.D.;

sarebbe stata quindi contattata dal collaboratore professionale sanitario infermiere di Fe5 la centrale operativa richiedendo la presenza dell'automedica di Copparo, che in quel momento era impegnata su un codice rosso;

in attesa dell'arrivo dell'automedica, il personale del 118 avrebbe ottenuto l'autorizzazione a sistemare R.D. in una barella all'interno dell'ambulanza, in modo da avere un luogo consono e adatto alle esigenze mediche e di privacy per poterlo soccorrere;

il medico soccorritore dell'automedica Copparo 102, dopo aver somministrato una terapia idratante e antiemetica, avrebbe ritenuto che il caso dovesse essere approfondito presso il pronto soccorso di Cona ricevendo a sua volta il diniego da parte dei Carabinieri presenti;

a seguito delle proteste da parte del personale medico e infermieristico, sarebbe intervenuto il comandante della caserma, il quale avrebbe ribadito in maniera netta il proprio diniego al trasporto al pronto soccorso di R.D. senza fornire spiegazioni e con dei modi che nella segnalazione inviata il 14 settembre 2019 vengono definiti opinabili e fortemente irrispettosi;

di fronte alla forte opposizione da parte del medico e degli infermieri rispetto al diniego del comandante, quest'ultimo avrebbe deciso di assumersi interamente la responsabilità firmando il foglio paziente e impedendo il trasferimento dello stesso al pronto soccorso, in totale disaccordo con il parere del medico;

considerato che:

qualora gli episodi segnalati si rivelassero veritieri, i fatti sarebbero gravi e avvenuti in violazione del protocollo siglato il 25 luglio 2014 fra azienda sanitaria di Ferrara e forze dell'ordine, volto a mantenere la piena autonomia delle figure professionali;

se le informazioni di cui sono a conoscenza gli interroganti fossero giuste, il comportamento messo in atto dai militari e dal comandante dei Carabinieri di Copparo avrebbe pregiudicato la corretta operatività del servizio del 118 nel territorio, tenendo impegnati per lungo tempo e senza una valida motivazione un equipaggio e un'ambulanza e impedendone lo svolgimento dell'attività in piena autonomia decisionale e operativa; inoltre, questo comportamento avrebbe potenzialmente messo a rischio la salute di R.D. e il servizio di pronto intervento attraverso decisioni in diretto contrasto con il parere dei medici;

considerato, inoltre, che a seguito di questi fatti e segnalazioni, in data 27 dicembre 2019, è stata depositata querela da parte del segretario generale della CGIL di Ferrara e del segretario della FP CGIL contro i responsabili di questi fatti per i reati di violenza o minaccia a pubblico ufficiale (art. 336 del codice penale) e interruzione di un ufficio o di un servizio di pubblica necessità (art. 340 del codice penale),

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato e se non intendano intervenire, considerata la gravità dei fatti esposti;

se, in particolare, il Ministro della salute non ritenga necessario e doveroso verificare lo stato di attuazione delle procedure di collaborazione tra personale sanitario e forze dell'ordine, in modo da garantirne la piena e corretta operatività.

(4-02681)