• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01231 (3-01231)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-01231presentato daGIACOMETTO Carlotesto diMercoledì 8 gennaio 2020, seduta n. 284

   GIACOMETTO. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   la Martor di Brandizzo (comune della città metropolitana di Torino) opera da circa 40 anni nel settore della componentistica auto. Il principale committente è la Fca. Da alcuni anni attraversa un'importante crisi industriale e finanziaria e attualmente i lavoratori sono in contratto di solidarietà; l'azienda occupa 117 dipendenti in prevalenza donne, di età media tra i 45 e i 55 anni;

   il 18 dicembre 2019 si è tenuta una riunione presso l'Unione industriale di Torino per affrontare la situazione di crisi. Nel corso dell'incontro, l'azienda ha dichiarato di aver depositato presso il tribunale di Ivrea domanda di concordato in continuità ma con l'intenzione di cessare l'attività entro 12 mesi. La conseguenza immediata è stata il congelamento dello stipendio (già falcidiato dalla «solidarietà» che incide in media per un 50 per cento sull'importo) e della tredicesima;

   dal 20 dicembre 2019 i lavoratori stanno scioperando contro il licenziamento collettivo annunciato dall'azienda e presidiano in permanenza i cancelli, sostenuti concretamente dalla cittadinanza. Il 30 dicembre 2019 si è svolto il consiglio comunale aperto, cui hanno preso parte i lavoratori della Martor, numerosi sindaci del circondario, esponenti politici regionali e nazionali, semplici cittadini e molte associazioni locali, nel corso del quale è stato approvato un ordine del giorno in sostegno dei lavoratori;

   per l'8 gennaio 2020 è prevista la visita dell'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia;

   il 10 gennaio 2020 si terrà un nuovo incontro presso l'Unione industriale di Torino. Al momento, una società concorrente, la Terre del gruppo Borghi, con sede nel modenese, si è detta disponibile ad affittare un ramo d'azienda Martor garantendo la prosecuzione dell'attività solo per 45 lavoratori. La proposta è stata ritenuta inaccettabile dai sindacati, che hanno chiesto «uno sforzo importante e necessario per garantire una continuità a tutti gli attuali dipendenti»;

   il tracollo industriale dell'area torinese sembra essere inarrestabile: alle crisi già in corso, quali quelle di Embraco, Cnh, Mahle, Alpitel, Comital, Lear, ora si aggiunge quella della Martor, che intende avviare rapidamente la procedura di licenziamento –:

   se i Ministri interrogati non ritengano opportuno convocare uno specifico tavolo di crisi aziendale con riferimento al caso Martor;

   se non si ritenga opportuno adottare le iniziative di competenza per avviare la procedura per il riconoscimento della cassa integrazione in deroga in favore dei lavoratori della Martor.
(3-01231)