• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02305/254    premesso che:     il livello di finanziamento del Fondo sanitario nazionale, per invarianza di quanto già stanziato con la legge di bilancio 2019, è incremento di 2...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02305/254presentato daLOREFICE Marialuciatesto diLunedì 23 dicembre 2019, seduta n. 282

   La Camera,
   premesso che:
    il livello di finanziamento del Fondo sanitario nazionale, per invarianza di quanto già stanziato con la legge di bilancio 2019, è incremento di 2 miliardi;
    la legge 25 febbraio 1992, n. 210 «Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati», riconosce ai soggetti che a seguito di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati hanno riportato danni irreversibili, il diritto a percepire un indennizzo, a carattere vitalizio, da parte dello Stato;
    a seguito del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 maggio 2000, le funzioni e le risorse in materia di indennizzi sono state trasferite alle Regioni e il Ministero della salute gestisce, in via amministrativa, quasi 9.000 posizioni che riguardano anche gli indennizzati i cui ruoli di spesa fissa sono stati aperti antecedentemente al trasferimento delle funzioni alle Regioni;
    la normativa in esame prevede il riconoscimento di un ulteriore indennizzo, di importo pari al 50 per cento di quello base, in caso di riconoscimento della seconda patologia tra HIV e una tra HCV e HBV ed è previsto un assegno «una tantum» da riconoscere ai congiunti di danneggiati deceduti a causa della patologia correlata all'infezione di 77.000 euro circa, in unica soluzione o rateizzato in 15 anni;
    il legislatore, con l'articolo 27-bis del decreto-legge n. 90 del 2014, convertito nella legge n. 114 dell'11 agosto 2014, ha introdotto un'equa riparazione per i danneggiati da trasfusione con sangue infetto, o emoderivati infetti, o vaccinazioni obbligatorie (o per i loro aventi causa, in caso di decesso) che abbiano presentato domanda di adesione alla procedura transattiva di cui alla legge 24 dicembre 2007 n. 244, entro il 19 gennaio 2010, e tale beneficio è stato previsto anche per coloro che, avendo aderito alla transazione, hanno instaurato un contenzioso per il riconoscimento del solo danno «jure proprio»; in tal caso, il beneficio non può essere riconosciuto agli eredi che non hanno, all'epoca, aderito alla transazione, né che abbiano instaurato un contenzioso per risarcimento danni dopo la data del 1 gennaio 2008;
    con un emendamento della prima firmataria del presente atto alla legge di bilancio del 2018, è stata riconosciuta l'equa riparazione del risarcimento anche agli eredi iure proprio dei cittadini danneggiati da sangue infetto; in realtà l'emendamento originario prevedeva di riconoscere l'equa riparazione anche ai familiari contagiati dal danneggiato da sangue infetto ma a riguardo, per insufficienza di risorse, è stato possibile estendere l'equa riparazione solo agli eredi;
    il Ministero della salute procede alla liquidazione dei titoli di condanna al risarcimento dei danni sia jure proprio che jure hereditatis passati in giudicato, secondo l'ordine cronologico di notifica, attraverso il trasferimento di «contributi» alle regioni e province autonome, in proporzione agli indennizzi effettivamente corrisposti e non rispetto al reale fabbisogno degli stessi;
    le risorse destinate all'indennizzo, configurandosi come contributi, sono erogate sotto forma di concorso mentre sarebbe opportuno configurarle come «finanziamenti integrali» da erogare, come anzidetto, in relazione al fabbisogno espresso dalle Regioni;
    ad oggi il contenzioso in materia ha raggiunto la cifra di oltre 630 milioni di euro, risorse che le Regioni hanno anticipato dal 2015, costrette a reperire notevoli risorse dai propri bilanci, non di rado a seguito di atti di diffida e nelle more che lo Stato proceda al payback;
    a titolo di esempio si cita il caso della Regione Marche la quale, a seguito di diffida da parte del Comitato Indennizzati Marche, ha rappresentato che il mancato trasferimento dei fondi ministeriali per il pagamento degli indennizzi costringe la Regione medesima, così come le altre Regioni, ad intervenire anticipando risorse con fondi propri, restando a tutt'oggi in attesa di refusione di quanto anticipato dal 2015 ad oggi; poiché l'esposizione media della Regione Marche, per la copertura degli oneri derivanti dalla legge sugli indennizzi è pari a circa 5 milioni di euro l'anno, la refusione spettante per quanto anticipato ammonta al momento ad oltre 21 milioni di euro solo per la voce indennizzi, senza considerare, per quanto minore, l'onere ulteriore del pagamento delle cosiddette una tantum in caso di decesso correlato di circa 1 milione; senza considerare altresì che la Regione vanta nei confronti del competente Ministero, per gli stessi oneri della legge n. 210 del 1992, un ulteriore «credito» di oltre 6 milioni di euro per quanto anticipato antecedentemente al 2012 e non ancora refuso/saldato dal competente Ministero,

impegna il Governo:

   a valutare l'opportunità di intraprendere idonee iniziative, anche di carattere finanziario, anche normative, affinché i contributi alle regioni e province autonome siano erogati tempestivamente e non in proporzione agli indennizzi effettivamente corrisposti ma al reale fabbisogno degli stessi, dando la possibilità a tutte le regioni di ricevere le risorse stanziate dalla legge, anche a quelle regioni che non hanno avuto la possibilità di anticipare gli indennizzi per conto del Ministero della salute;
   a valutare l'opportunità di intraprendere idonee iniziative, anche finanziarie, per estendere l'equa riparazione anche ai familiari contagiati dal danneggiato da sangue infetto.
9/2305/254. (Testo modificato nel corso della seduta) Lorefice, Lapia, Menga, Nappi, Sarli, D'Arrando, Ianaro, Mammì, Troiano.