• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02305/264    premesso che:     i commi 455 e 457 recano misure volte a riconoscere alle mamme che non possono allattare un contributo fino a un massimo di 400 euro l'anno per neonato, fino...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02305/264presentato daBARONI Massimo Enricotesto diLunedì 23 dicembre 2019, seduta n. 282

   La Camera,
   premesso che:
    i commi 455 e 457 recano misure volte a riconoscere alle mamme che non possono allattare un contributo fino a un massimo di 400 euro l'anno per neonato, fino al sesto mese di vita. A tal fine verrà istituito presso il ministero della Salute un fondo con una dotazione di 2 milioni di euro per il 2020 e di 5 milioni per il 2021. Un decreto ministeriale stabilirà poi le misure attuative individuando sia le condizioni patologiche, tra cui ipogalattia e agalattia materna, e le modalità per beneficiare del contributo;
    nell'articolo pubblicato il 1o ottobre 2015 sull'editoriale «Epicentro – Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica», a cura dell'istituto superiore di sanità, vengono riportati gli studi dell'ISS eseguiti tra il 2008 e il 2011 nell'ambito del progetto «Il percorso nascita: promozione e valutazione della qualità dei modelli operativi» (rapporto Istisan 12/39);
    su un campione di 5320 mamme Italiane, al 3 mese dal parto, già il 27,7 per cento delle italiane, ha smesso di allattare (svezzamento precoce). Di queste soltanto il 15,3 per cento di italiane ha smesso per ragioni legate esclusivamente a problemi di salute;
    la comunità scientifica è unanime nel ritenere che le donne che allattano hanno anche un ridotto rischio di sviluppare cancro al seno e alle ovaie. Il marketing inappropriato dei sostituti del latte materno continua a minare gli sforzi per migliorare i tassi e la durata dell'allattamento al seno in tutto il mondo;
    l'OMS e l'UNICEF raccomandano che i bambini siano nutriti esclusivamente con il latte materno per i primi 5 mesi dopo la nascita;
    come sottolineato da Werner Schuitink, Responsabile UNICEF per la Nutrizione. «L'industria dei sostituti del latte materno è forte e in crescita, e quindi la battaglia per aumentare il tasso di allattamento esclusivo al seno in tutto il mondo è difficile, ma ne vale la pena», «Le madri meritano la possibilità di ottenere le informazioni corrette: devono avere prontamente disponibili i mezzi per proteggere la salute e il benessere dei loro figli, Non dovrebbe essere consentito un marketing aggressivo che metta in dubbio la verità: non vi è sostituto che possa eguagliare il latte della madre»;
    la Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha espresso perplessità sul bonus di 400 euro per l'acquisto gratuito di sostituti del latte materno, a favore delle madri che non allattano al seno per condizioni patologiche, ivi compresi i casi di ipogalattia e agalattia materna e «pur comprendendo le motivazioni che hanno portato all'approvazione della misura, la SIN ritiene che il provvedimento potrebbe, se non correttamente interpretato e non affiancato da altri interventi a sostegno dell'allattamento naturale, penalizzare l'allattamento al seno. Prevedere un aiuto economico isolato non a sostegno dell'allattamento materno, ma solamente a favore di quello in formula, rischia di essere controproducente, supportando un'alimentazione i cui effetti benefici non possono essere paragonati a quelli del latte materno»;
    sempre la SIN precisa «un conto è infatti prevedere un sostegno economico per l'acquisto del latte artificiale per le madri ed i bambini in cui l'allattamento materno non è praticabile per cause mediche ben documentate (cosa peraltro già prevista dalle normative vigenti), un altro discorso è destinare risorse ai casi di abbandono dell'allattamento al seno per vera o presunta mancanza di latte materno (ipogalattia e agalattia materna). Sono davvero pochissime le controindicazioni all'allattamento materno, che spesso viene interrotto non perché legato a una specifica patologia, bensì per la presenza di difficoltà che potrebbero essere facilmente superate, aiutando ed informando le mamme durante questo delicato romento»;
    anche l'Associazione culturale pediatri (Acp), attraverso il suo presidente afferma che «Il provvedimento innalza il rischio di diminuire la diffusione dell'allattamento al seno, va contro le indicazioni di tutte le società scientifiche e dell'Oms, ed è in evidente contrasto con lo spirito del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno»;
    già esistono «Indirizzi regionali per l'acquisto e la fornitura gratuita dei sostituti del latte materno» che comprendono condizioni eziopatogenetiche considerate dalla comunità scientifica incompatibili con l'allattamento al seno; secondo tali indirizzi le condizioni neonatali e materne che controindicano in modo assoluto e permanente l'allattamento materno sono: infezioni da HIV/HTLV; assunzione di farmaci controindicati per cui non esistono terapie alternative; tossicodipendenza grave con uso di sostanze controindicate nell'allattamento quali cocaina, allucinogeni eccetera; etilismo cronico; psicosi severa; epatite acute in fase attiva; tubercolosi in fase attiva; cancro mammario in fase attiva; agenesia mammaria; mastectomia bilaterale;
    appare quindi importante che il tipo di contributo economico previsto per i casi di ipogalattia ed agalattia materna non siano determinati da una transitoria condizione rilevabile come quadro sintomatico ma ad una delle condizioni mediche considerate ostative per l'allattamento al seno;
    per il rilascio dei benefici previsti dai commi citati potrebbe crearsi un vuoto all'interno delle buone pratiche cliniche già esistenti per l'allattamento al seno proprio per l'eventuale conflitto che si creerebbe tra la possibile e reiterata richiesta del paziente di passare ai sostituti del latte materno e gli aspetti deontologici che prevedono, per le figure mediche e sanitarie coinvolte, il sostegno per l'allattamento al seno e la rimozione degli eventuali ostacoli;
    evidenziata dunque l'esigenza di scongiurare il rischio di incentivare l'utilizzo del latte artificiale in luogo di quello materno, è quantomeno opportuno prevedere, nel decreto attuativo della disposizione all'esame, che il medico di famiglia, il ginecologo e il pediatra debbano consultare i medici specialisti di riferimento (ad esempio l'oncologo, l'endocrinologo, lo psichiatra ecc.) al fine di accertare se vi siano le condizioni patologiche che impongano di ricorrere all'allattamento artificiale,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di assumere ogni utile iniziativa, in particolare nell'atto di emanazione del decreto attuativo previsto dai commi 456 e 457, volta a prevedere la salvaguardia delle politiche attive per l'allattamento al seno previste dall'organizzazione mondiale della Sanità (OIVIS), anche attraverso l'introduzione di un'ulteriore certificazione medica, rilasciata da uno specialista, dipendente del SSN che attesti la correlazione con la certificazione di agalattia o ipogalattia rilasciata dal medico che ha in cura la donna.
9/2305/264. (Testo modificato nel corso della seduta) Massimo Enrico Baroni, Siani, Rostan, De Filippo, Nesci, Mammì, Sarli, Nappi, Ianaro, D'Arrando, Sportiello, Menga, Lapia.