• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02305/301    premesso che:     in base ai dati in possesso dell'Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum), oltre un milione di persone, in età lavorativa, risulterebbero affetti da...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02305/301presentato daSEGNERI Enricatesto diLunedì 23 dicembre 2019, seduta n. 282

   La Camera,
   premesso che:
    in base ai dati in possesso dell'Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum), oltre un milione di persone, in età lavorativa, risulterebbero affetti da tumori;
    secondo un'indagine Favo-Censis in Italia 274 mila persone sarebbero state licenziate o costrette alle dimissioni a seguito della diagnosi di tumore. Il 78 per cento dei malati oncologici avrebbe subito un cambiamento nel lavoro: il 36,8 per cento avrebbe fatto assenze, il 20,5 sarebbe stato costretto a lasciare la propria occupazione e il 10,2 si sarebbe dimesso o avrebbe interrotto l'attività professionale autonoma;
    il lavoratore malato oncologico, che intende continuare a lavorare durante i trattamenti può usufruire di forme di flessibilità come ad esempio il tempo parziale o il telelavoro;
    il lavoratore malato di tumore ha diritto a conservare il posto per un determinato periodo, chiamato «periodo di comporto». Tuttavia, i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro spesso prevedono la possibilità di conservare il posto «senza retribuzione» anche nei casi in cui l'assenza per malattia superi il succitato periodo di comporto, le cui modalità di calcolo avvengono generalmente in maniera «secca» o per «sommatoria»;
   considerato che i permessi e i congedi dal lavoro sono regolamentati da norme specifiche;
    il lavoratore affetto da patologia oncologica, ottenuto il riconoscimento dello «stato di handicap in situazione di gravità» può usufruire, a scelta, di un permesso retribuito di 2 ore giornaliere o di 3 giorni mensili (articolo 33, comma 6, legge n. 104/1992). Di analoghi permessi potrà usufruire anche il familiare che fornisca assistenza al malato oncologico, purché la persona non sia ricoverata a tempo pieno (articolo 33 comma 3, legge 104/1992), salvo eccezioni;
    se viene riconosciuta al lavoratore ammalato di cancro un'invalidità civile superiore al 50 per cento, questi ha diritto ad un periodo di congedo retribuito per cure mediche della durata massima di 30 giorni all'anno, da fruire anche in maniera frazionata (articolo 7 decreto legislativo n. 119 2011);
    i giorni di congedo retribuito per cure sono accordati dal datore di lavoro a seguito di apposita domanda, accompagnata dalla richiesta del medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale o appartenente ad una struttura sanitaria pubblica, dalla quale risulti la necessità della cura in relazione all'infermità invalidante riconosciuta;
    nel caso in cui le cure del lavoratore malato oncologico consistano in trattamenti continuativi, il lavoratore non sarà obbligato a produrre di volta in volta la giustificazione dell'assenza, ma produrre un'attestazione cumulativa. I giorni di congedo per cure si aggiungono ai giorni di malattia previsti dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, applicato alla propria categoria è pertanto non sono computati ai fini del «periodo di comporto»;
    i contratti degli enti pubblici vigenti, che disciplinano le assenze e i permessi dei pubblici dipendenti in caso di malattia, hanno causato gravi problemi ai lavoratori malati oncologici e cronici, in quanto non hanno tenuto conto della necessità di usufruire di detti permessi, per l'effettuazione di esami e controlli sanitari, stabilendo un limite di «diciotto ore annuali» di assenza retribuita;
    alcuni Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro di settore e alcuni contratti aziendali avrebbero ampliato la portata della norma che regolamenta le cosiddette giornate di ferie o riposo «solidali» cedibili ai colleghi di lavoro in difficoltà, riconoscendo il diritto anche ai lavoratori con «gravi e comprovati motivi documentabili»;
    per i lavoratori che presentano patologie oncologiche gravi o croniche, i controlli sanitari sono essenziali per prevenire l'insorgenza di metastasi,

impegna il Governo

nell'ottica di tutelare la salute del lavoratore, affetto da patologie oncologiche gravi o croniche, a valutare l'opportunità di prevedere, attraverso futuri interventi a carattere normativo, l'aumento delle diciotto ore di permesso, attualmente previste dai CCNL, per consentire agli stessi di effettuare visite, esami strumentali, e cure mediche frequenti.
9/2305/301. Segneri, Tripiedi, Invidia, Siragusa, Cubeddu, De Lorenzo, Costanzo, Pallini, Ciprini, Davide Aiello, Tucci, Amitrano, Cominardi, Villani.