• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02305/346    premesso che:     l'agenda 2030 ed i suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile sono il faro per la creazione di un futuro di sviluppo e benessere globale, ma il loro stato di...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02305/346presentato daGADDA Maria Chiaratesto diLunedì 23 dicembre 2019, seduta n. 282

   La Camera,
   premesso che:
    l'agenda 2030 ed i suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile sono il faro per la creazione di un futuro di sviluppo e benessere globale, ma il loro stato di attuazione, ha intensità e velocità ancora insufficienti;
    la transizione ecologica dev'essere accompagnata da una strategia definita, ma per ottenere risultati durevoli e solidi sarebbe preferibile evitare di perseguire politiche punitive e regressive, come tagli lineari o nuove tasse;
    la transizione ecologica e l'innovazione dei processi produttivi dev'essere segnata da un mutamento del paradigma culturale, anche attraverso politiche di sistema implementate dalle Istituzioni nazionali e locali, valutando peraltro scelte ponderate e sostenibili, anche dal punto di vista della sicurezza per i consumatori e della sostenibilità per il sistema produttivo italiano;
    emerge l'esigenza di creare un dialogo tra le Istituzioni e le imprese, disegnando insieme un percorso di revisione graduale e intelligente della normativa e la creazione per tappe di una piattaforma di sostenibilità ambientale e sociale che sia anche conveniente e competitiva;
    si ritiene che gli obiettivi fondamentali di contrasto ai cambiamenti climatici non possano essere perseguiti mediante singole misure che vanno ad incrementare la complessità burocratica e fiscale di un Paese che è già affetto da gravi criticità in tema di semplificazione per le imprese, bensì attraverso una visione di insieme che privilegi interventi di agevolazione per l'accesso al credito e gli investimenti sostenibili;
    rileva inoltre l'esigenza che le politiche ambientali rispettino l'inderogabile diritto costituzionale alla salute dei cittadini, di cui all'articolo 32 della Costituzione, da cui a cascata discende il diritto alla sicurezza alimentare;
    nel dichiarare l'assoluta necessità del processo di transizione dal modello lineare ad un modello circolare, emerge contestualmente l'esigenza di un bilanciamento con l'altra priorità di rango costituzionale su citata, ovvero la protezione dei consumatori;
    la discussione in merito alla così detta plastic tax, contenuta nel presente disegno di legge di Bilancio per il 2020, sembrerebbe purtroppo viziata da un atteggiamento forse ideologico, che ha finito per sottovalutare alcuni aspetti connotati da assoluta serietà;
    emerge in particolare la questione degli imballaggi primari, ovvero – come definito dal Codice ambiente di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006, all'articolo 218 – «il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e a proteggere determinate merci» (in particolare il riferimento immediato va alla protezione degli alimenti, condizione essenziale per la tutela della salute umana di cui all'articolo 32 Cost. it.), «dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all'utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo»;
    la normativa comunitaria e nazionale prevede, conseguentemente, criteri molto stringenti rispetto al contatto con gli alimenti, che non devono essere contaminati da sostanze nocive e devono anche garantire la così detta «vita a scaffale»;
    in particolare, vi sono specifiche tipologie di imballaggi con funzioni di protezione e contenimento utilizzati per i prodotti alimentari, rispondenti ai requisiti di confezionamento e imballaggio di cui al capitolo X del Regolamento (CE) n. 852 del 2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sull'igiene dei prodotti alimentari, realizzati con polimeri espansi in grado di assicurare, in via esclusiva, in ragione delle caratteristiche tecniche del prodotto, i necessari requisiti di sicurezza e integrità dei prodotti e materiali ivi contenuti grazie alle precipue qualità di isolamento termico;
    si rammenta inoltre che, proprio in merito alla possibilità di utilizzare plastica riciclata per gli imballaggi primari, l'EFSA – Autorità europea per la sicurezza alimentare – ha segnalato la difficoltà nell'individuare con precisione le sostanze chimiche presenti alla fine del riciclo della plastica, anche perché ci potrebbero essere problemi con i contaminanti che derivano da utilizzi precedenti della plastica, i così detti prodotti chimici « legacy»;
    secondo quanto disposto dai commi 634 ss. in commento, tali tipologie di manufatti non rientrano nei casi di esclusione dall'applicazione dell'imposta, anche se nel settore agroalimentare l'imballaggio plastico utilizzato a contatto con l'alimento deriva principalmente da materia prima vergine;
    l'utilizzo di imballaggi sostitutivi, come ad esempio potrebbero essere vetro o alluminio o altri materiali riciclabili, non è una scelta sempre percorribile. Potrebbero altresì insorgere pesanti ricadute in termini occupazionali e tenuta del sistema produttivo, andando a penalizzare imprese del nostro territorio ad esempio del comparto agroalimentare, che tutelano la salute dei cittadini in conformità a quanto previsto dalle normative comunitarie in materia di sicurezza e igiene;
    è necessario che il Governo valuti di adoperarsi per una transizione ecologica che incentivi ricerca e riconversione, garantendo però al contempo la sicurezza alimentare per i cittadini nonché la sostenibilità economica ed occupazione per le imprese virtuose del settore agroalimentare,

impegna il Governo:

    nelle more della predisposizione del provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli di cui al comma 651, volto a stabilire le modalità di attuazione dei commi 634 ss., a valutare l'opportunità di aprire un confronto tecnico con Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e Ministero della salute ed il coinvolgimento dell'istituto Superiore di Sanità e dei Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell'Arma dei Carabinieri, finalizzato ad identificare i manufatti che risultino infungibili, per i quali non siano disponibili sul mercato alternative in grado di assicurare la costanza nel mantenimento della catena del freddo durante le fasi di trasporto, l'integrità, la salubrità e il mantenimento delle condizioni organolettiche dei prodotti;
    a valutare l'opportunità di assumere le necessarie iniziative, anche nell'esercizio delle funzioni di impulso al procedimento legislativo, per provvedere ad una sospensione della così detta plastic tax, di cui al presente ordine del giorno, in riferimento alla garanzia di sicurezza per i consumatori nel settore agroalimentare, con particolare riguardo alle prestazioni dell'imballaggio primario dei prodotti per cui non si ravvisino alternative valide sulla base delle risultanze del suddetto approfondimento tecnico.
9/2305/346. (Testo modificato nel corso della seduta) Gadda, Fregolent, D'Alessandro.