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Atto a cui si riferisce:
C.4/02420 (4-02420)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Domenica 22 dicembre 2019
nell'allegato B della seduta n. 281
4-02420
presentata da
OCCHIONERO Giuseppina

  Risposta. — In relazione alla vicenda evocata dall'interrogante, il Ministro della difesa ha interessato il dipendente commissariato generale per le onoranze ai caduti, il quale ha riferito che, ai fini del riconoscimento dello status di caduto o disperso – per la successiva fase di definizione della posizione giuridico-militare dei militari deceduti nel secondo conflitto mondiale – è stato preso a riferimento l'intervallo di tempo dal 10 giugno 1940 al 25 dicembre 1947 e sono stati inseriti nell'albo d'oro dei caduti della seconda guerra mondiale coloro i quali avevano i requisiti previsti dalla normativa di riferimento.
  Attualmente, presso il commissariato generale sono censiti sessanta caduti appartenenti alle compagnie richiamate in premessa all'atto, i cui dati sono stati inseriti, in passato, sulla base della documentazione {di varia tipologia, ma ufficiale) disponibile per ognuno di loro.
  Il commissariato generale ha, altresì, fatto presente che, qualora necessario, potrà procedere alla verifica/aggiornamento dei dati dei caduti, ovviamente avvalendosi di documentazione probatoria che dovrà pervenire unicamente da fonti ufficiali (uffici anagrafe, centri documentali, eccetera).
  Per quanto concerne gli avvenimenti storici delle compagnie genio rastrellatori di mine 561a, 562a, 563a e 564a, lo Stato Maggiore della difesa ha comunicato che i relativi diari storico-militari non sono mai pervenuti presso l'archivio storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, dove sono custoditi, invece, alcuni fascicoli con carteggi degli anni 1943-1945 sull'attività di sminamento effettuata dall'Esercito italiano durante la seconda guerra mondiale.
  In particolare, nel fondo denominato N-1/11 Diari storici della seconda guerra mondiale, è presente un rapporto che risale al 9 ottobre 1944 dove sono riportati i nomi dei caduti e dei feriti della 562a compagnia rastrellatori di mine.
  Con riferimento al 7° reparto infrastrutture di Firenze, la documentazione riguardante la bonifica dei campi minati è stata depositata nel 2009 presso l'archivio dell'ufficio storico dell'Esercito, sito a Roma, in Via Etruria 23 ed è consultabile.
  Il fondo è attualmente ordinato in tre serie, di cui la prima, che: comprende il periodo che va dal 1945 agli anni ’90, è costituita da 290 buste che racchiudono pratiche di sminamento e del personale; la seconda (anni di riferimento 1945-1950) è composta da pratiche relative a bonifiche (soprattutto nelle province di La Spezia, Livorno e Pisa) e la terza (anni 1948-1987) raccoglie fascicoli di operazioni di bonifica, in ordine numerico progressivo.
  Relativamente ai documenti in possesso dei reparti infrastrutture 6° di Bologna e 10° di Napoli, l'ufficio storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, per mancanza di spazio presso il proprio archivio storico e allo scopo di consentirne la disponibilità per la consultazione, ne disporrà il deposito: temporaneo o il versamento agli archivi di Stato territorialmente competenti, mentre la documentazione in giacenza presso l'8o reparto infrastrutture di Roma è stata recentemente depositata presso il citato archivio dell'ufficio storico dell'Esercito dove è possibile prenderne visione.
  Per quanto concerne, infine, le richieste riferite ai fogli matricolari, tale materiale cartaceo, predisposto all'epoca dai reparti di appartenenza dei militari, è custodito presso i centri documentali (ex distretti militari) di riferimento, in funzione del luogo di nascita di ogni singolo militare (caduto o disperso e anche reduce).
Il Ministro della difesa: Lorenzo Guerini.