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Atto a cui si riferisce:
C.4/03438 (4-03438)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Domenica 22 dicembre 2019
nell'allegato B della seduta n. 281
4-03438
presentata da
PELLICANI Nicola

  Risposta. — In merito all'atto di sindacato ispettivo in esame, sentita la direzione generale competente e sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, si rappresenta quanto segue.
  Con il tema in discussione, si richiama l'attenzione sulla complessa vicenda del deposito costiero di prodotti petroliferi della società Costa Bioenergie S.r.l., sito in Val del Rio nel comune di Chioggia.
  A tal proposito, occorre premettere che il quesito posto dall'interrogante è riferito ad eventi conclusi negli scorsi mesi, in merito ai quali si espongono in questa sede i relativi aggiornamenti.
  Con sentenza del 28 febbraio 2019, n. 1396, il Consiglio di Stato ha confermato la precedente sentenza del T.A.R. Veneto che, accogliendo il ricorso proposto da Costa Bioenergie, aveva: annullato l'ordinanza di demolizione emanata dal comune di Chioggia (maggio 2017) e respinto la richiesta di annullamento del provvedimento di proroga del termine di ultimazione dei lavori (adottato dal Ministero dello sviluppo economico in data 24 maggio 2017).
  Nel frattempo, i lavori di realizzazione del deposito sono andati avanti, come disposto dalla citata sentenza del Consiglio di Stato, e al momento sarebbero in parte conclusi, al netto delle opere insistenti su aree demaniali, che allo stato risulterebbero oggetto di un apposito procedimento penale.
  Di conseguenza, allo stato non è stata ancora rilasciata la concessione demaniale marittima e non sono state definite le condizioni di esercizio, con riferimento al traffico delle navi gasiere, da parte degli organi competenti.
  A riguardo, si sottolinea altresì che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e l'autorità di sistema portuale, dovrebbero chiarire al più presto le rispettive valutazioni, riguardo:

   1) alle condizioni di ingresso delle navi gasiere nel porto e l'esistenza di tutte le garanzie per la sicurezza;

   2) alla necessità o meno di una variante del piano regolatore portuale.

  Alla luce di tali circostanze, dunque, si informa che attualmente si è in attesa delle determinazioni di competenza del Ministero delle infrastrutture e trasporti, dicastero concertante in merito al parere sulla proroga del termine di ultimazione dei lavori.
  Si evidenzia, inoltre, che anche la posizione del Governo, circa l'infrastruttura in parola, non può prescindere dal contesto non del tutto definito, dagli accertamenti e dalle valutazioni in corso, nonché dal contenzioso ancora in itinere.
  Si informa, tuttavia, che già dagli inizi dell'anno 2019, quando ancora si attendeva il giudizio del Consiglio di Stato, si è dato avvio, su input del Ministro dello sviluppo economico, ad un dialogo con tutte le parti interessate, al fine di definire una posizione sulla fattibilità o meno dell'infrastruttura in parola.
  A tal riguardo, si sono svolti alcuni incontri ai quali hanno preso parte anche tutti i Ministeri competenti e le autorità locali, al fine di effettuare un riesame congiunto dello stato dell'arte della vicenda, alla luce degli avvenimenti che si sono succeduti nel tempo, e procedere all'individuazione di un percorso condiviso.
  Su tale scia, attualmente il Ministero dello sviluppo economico sta analizzando tutte le strade tecnicamente percorribili al fine di giungere, al più presto, alla definizione della problematica esposta dall'interrogante, nel rispetto del territorio costiero veneto e dei cittadini coinvolti.
Il Ministro dello sviluppo economico: Stefano Patuanelli.