• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02663 VANIN, RICCARDI, TRENTACOSTE, CORRADO, NOCERINO, LANNUTTI, GUIDOLIN, DE LUCIA, DONNO - Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze. - Premesso che: con decreto 2 aprile...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02663 presentata da ORIETTA VANIN
giovedì 19 dicembre 2019, seduta n.178

VANIN, RICCARDI, TRENTACOSTE, CORRADO, NOCERINO, LANNUTTI, GUIDOLIN, DE LUCIA, DONNO - Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

con decreto 2 aprile 2015, n. 70, del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, "Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera" ed avente ad oggetto la riorganizzazione della rete ospedaliera, le strutture ospedaliere sono state ripartite in tre livelli in base al bacino di utenza (presidio di base, di primo livello, detti anche spoke, e di secondo livello, detti anche hub, ove le specialità presenti in ciascun presidio e la complessità della struttura sono ovviamente crescenti);

in particolare, al punto 2.2 dell'allegato 1 si classificano come "presidi ospedalieri di base" (ossia al livello più basso) quelli con il bacino di utenza compreso tra 80.000 e 150.000 abitanti sulla base, quindi, di un mero criterio quantitativo;

alla luce di tale disposizione, l'ospedale civile di Venezia, da sempre considerato quale ospedale di primo livello, si colloca nel gradino più basso ossia tra quelle strutture dotate di un pronto soccorso e di un numero limitato di specialità ad ampia diffusione territoriale nonché di letti di "osservazione breve intensiva";

il decreto dimostra, quindi, di non aver tenuto in nessun conto della specificità di Venezia (con riguardo all'imponente flusso turistico) mentre invece condizioni di disagio sono state riconosciute per gli ambiti montani o insulari, predisponendo deroghe al punto 9.2.2 dello stesso allegato 1;

con legge regionale 16 maggio 2019, n. 18, art. 1, comma 1, è stata modificata la legge regionale 28 dicembre 2018, n. 48, "Piano socio sanitario regionale 2019-2023", inserendo, dopo il comma 3 dell'art. 7 il comma 3-bis, il quale prevede che l'ospedale del centro storico di Venezia è classificato come presidio ospedaliero di primo livello "tenuto conto che il bacino d'utenza di afferenza è comprensivo, oltre che della popolazione del territorio insulare, anche della forte presenza turistica e della mobilità urbana giornaliera, e considerate le peculiari e disagiate condizioni geomorfologiche e insulari, in conformità all'articolo 15, comma 3, dello Statuto del Veneto";

una simile soluzione appare "provvisoria" e non strutturale, considerato che la Regione Veneto ha posto in essere una forzatura non prevista o legittimata dalle disposizioni al decreto ministeriale n. 70 del 2015;

sotto un altro rilevante profilo, si ricorda che il sistema delle fonti normative è ordinato secondo i principi di gerarchia e di competenza, particolarmente problematici nei rapporti tra fonti dello Stato e delle Regioni. In forza del primo, infatti, il regolamento ministeriale appartiene al rango secondario, sotto-ordinato alla legge ordinaria dello Stato. In forza del secondo, la legge regionale non è subordinata a quella dello Stato ed è ad essa equiparata sul livello primario; tuttavia dispiega i suoi effetti solo nei limiti degli ambiti materiali di competenza. La competenza legislativa dello Stato e delle Regioni è disciplinata dall'articolo 117 della Costituzione, che, al comma terzo, affida alla competenza concorrente la tutela della salute. Quindi, la Regione può intervenire con la propria fonte di rango primario, la legge regionale, solo nei limiti di propria competenza, non potendo interferire con gli ambiti normativi che sono affidati alle fonti dello Stato, la legge ordinaria, per il rango primario; i regolamenti governativi per quello secondario. L'interferenza illegittima tra le fonti regionali e quelle statali è motivo di ricorso per conflitto tra Stato e Regione innanzi alla Corte costituzionale, ai sensi dell'articolo 134 della Costituzione;

considerato che:

in analoghe condizioni versa il presidio ospedaliero di Chioggia che, come risulta dalla versione definitiva delle schede ospedaliere, di cui alla delibera della Giunta regionale n. 614 del 14 maggio 2019, è stato classificato come ospedale spoke;

la definizione è legata ad una nota in cui si legge: "riconoscimento subordinato alla verifica del tavolo DM 70/2015": infatti, il decreto ministeriale prevede che le programmazioni delle singole Regioni siano sottoposte alla verifica di un tavolo tecnico che controlli il rispetto degli standard;

tuttavia, anche in questo caso il punto debole per lo spoke di Chioggia è rappresentato dall'effettivo bacino di utenza pari a circa 70.000 abitanti che è la metà di quello minimo previsto (almeno 150.000) dalla norma primaria di cui al decreto ministeriale;

quindi, ci si trova di fronte, anche per Chioggia, a disposizioni a carattere provvisorio e non definitivo che potrebbero essere messe a rischio dalle decisioni del tavolo tecnico; ciò pone in serio rischio le sorti di questi presidi ospedalieri che versano in condizioni territoriali specifiche, se non uniche, e quindi bisognose di una previsione normativa certa che tenga in considerazione, in via definitiva, tali specificità onde evitare il rischio di declassamento;

rilevato che:

l'ospedale civile di Venezia è indiscutibilmente un punto di riferimento dei residenti del centro storico e delle isole, ma anche di milioni di turisti che visitano annualmente la città; inoltre, Venezia presenta, invero, caratteristiche territoriali e geomorfologiche uniche che impongono una peculiare organizzazione del sistema sanitario capace di rispondere a tutte le esigenze che da essa promanano (si pensi, per tutte, al massiccio afflusso turistico);

analoghe problematiche, solo minimamente attenuate, caratterizzano l'ospedale che serve la città di Chioggia, anch'essa ad elevata vocazione turistica soprattutto nel periodo estivo, la quale presenta difficoltà di spostamento per tutti i residenti per effetto della particolare conformazione territoriale;

per entrambi i presidi, poi, il declassamento può portare alla perdita di operatori sanitari, con la probabile conseguente chiusura di reparti ospedalieri e, in generale, può causare lo scadere drammatico del livello degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi delle strutture sanitarie pubbliche dedicate all'assistenza ospedaliera nel centro storico e nelle isole lagunari;

i residenti, le associazioni di volontariato nonché di assistenza ai malati, allarmati per la decisione, si sono mobilitati massicciamente e hanno manifestato in più sedi la propria preoccupazione per la drastica riduzione dei servizi offerti agli utenti del servizio sanitario;

considerato infine che, a parere degli interroganti:

permane ad oggi il problema del declassamento sia per l'ospedale di Venezia che per quello di Chioggia a causa dell'assenza, nelle attuali disposizioni di cui al decreto ministeriale n. 70 del 2015, di previsioni in grado di tenere conto della specificità di queste città;

è altresì da ritenere preoccupante una soluzione a carattere provvisorio e non risolutiva come quella adottata oggi per entrambi gli ospedali;

vi è l'evidente necessità di riesaminare integralmente i criteri e i presupposti di fatto ad oggi posti alla base delle disposizioni normative, che si fondano unicamente sul dato numerico della popolazione residente, modificando gli elementi di valutazione e classificando gli ospedali di Venezia e di Chioggia quali ospedali "presidio di rete" ovvero, secondo la classificazione di cui al decreto ministeriale n. 70 del 2015, "presidi ospedalieri di primo livello", riconoscendo, conseguentemente, le specificità di Venezia e di Chioggia,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto;

se intendano adottare iniziative, anche di carattere normativo, al fine di superare il problema relativo declassamento degli ospedali di Venezia e di Chioggia garantendo adeguati livelli di assistenza sanitaria per le due città.

(4-02663)