• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/01638/033 in sede di esame dell'A.S. 1638 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n, 124, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili",...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/1638/33 presentato da ANDREA DE BERTOLDI
martedì 17 dicembre 2019, seduta n. 176

Il Senato,
in sede di esame dell'A.S. 1638 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n, 124, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili", considerato che:
gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) sono stati previsti dall'articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, e hanno sostituito, dal periodo d'imposta 2018, i previgenti studi di settore;
il nuovo strumento, introdotto dal legislatore nella prima parte del 2017, ha trovato la sua concreta implementazione normativa, con notevole ritardo, soltanto nel corso del 2019, con la pubblicazione dei decreti ministeriali 23 marzo 2018 e 28 dicembre 2018 di approvazione di 175 ISA e relative note metodologiche a cui si sono aggiunte le successive modifiche approvate con i decreti ministeriali 27 febbraio 2019 e 9 agosto 2019, il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate del 10 maggio 2019 n. 126200 recante l'attuazione del regime premiale;
L'effettiva implementazione operativa dei nuovi ISA ha subito ulteriori ritardi connessi sia alle tempistiche di rilascio degli applicativi (e dei relativi aggiornamenti) da parte delle software house che forniscono i gestionali agli studi professionali che alla diffusione delle prassi amministrative;
i citati ritardi hanno indotto il legislatore a prorogare, con l'articolo 12-quinquies, commi 3 e 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 i termini di versamento risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, IRAP e IVA, che scadono nel periodo 30 giugno 2019-30 settembre 2019, a favore dei contribuenti che esercitano attività d'impresa o di lavoro autonomo per le quali sono stati approvati gli ISA e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore a 5.164.569,00 euro;
tale intervento legislativo non ha tuttavia risolto le criticità tuttora in campo derivanti dalla tardività degli ultimi aggiornamenti del software necessario al calcolo degli ISA e dalla ancora attuale "incapacità" di taluni indicatori di intercettare le reali situazioni di anomalia delle attività osservate, come nel caso, ad esempio, dell'indicatore "Incidenza dei costi residuali di gestione" che - come riconosciuto dalla stessa Agenzia delle entrate nella circolare n. 20/E del 9 settembre 2019 ( 3.1) - tiene impropriamente conto anche degli "oneri per imposte e tasse" ed inoltre è rapportato al totale dei costi, anziché, come sarebbe preferibile per talune tipologie di attività, al totale dei ricavi/compensi, determinando una riduzione del punteggio di affidabilità del tutto ingiustificato;
al fine di risolvere le evidenti criticità riscontrate in questo primo anno di applicazione degli ISA, tutelando nel contempo l'applicazione di uno strumento istituito con l'obiettivo di favorire l'emersione spontanea delle basi imponibili e orientare in modo più efficace l'attività di contrasto all'evasione da parte dell'Amministrazione finanziaria, è necessario adottare disposizioni modificative dell'attuale disciplina in materia, e in particolare:
a) limitatamente al periodo di imposta 2018, sancire la natura sperimentale degli ISA ai fini della definizione da parte dell'Agenzia delle entrate e del Corpo della guardia di finanza, ai sensi del comma 14 dell'articolo 9-bis del decreto-legge n. 50 del 2017, delle specifiche strategie di controllo basate su analisi del rischio di evasione fiscale che tengono conto del livello di affidabilità fiscale dei contribuenti derivante dall'applicazione degli indici;
b) demandare ad un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate il compito di individuare gli indicatori elementari di normalità e di coerenza della gestione aziendale o professionale che, in sede di prima applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale per il periodo di imposta 2018, hanno evidenziato un'errata impostazione o anomalie di risultato;
c) Al fine di garantire una parità di trattamento tra tutti i contribuenti soggetti agli ISA, stabilire quindi che la revisione di tali indicatori, onde eliminarne i predetti errori e anomalie, dovrà essere effettuata per tutte le attività economiche, anche se non rientranti tra quelle oggetto di revisione nel corso del 2019 individuate nell'allegato 1 del provvedimento direttoriale del 30 gennaio 2019, prot. n. 23723/2019, con effetto anche per il periodo d'imposta 2018, se più favorevoli per il contribuente;
d) Codificare il principio, ampiamente riconosciuto dalla giurisprudenza della Corte di cassazione già con riferimento ai previgenti studi di settore (cfr. da ultimo, sentenza n. 19172/2019 del 17 luglio 2019), secondo cui gli indici sintetici di affidabilità fiscale oggetto di revisione ai sensi del comma 2 dell'articolo 9-bis del decreto-legge n. 50 del 2017 si applicano, se più favorevoli per il contribuente, anche con riferimento ai periodi di imposta precedenti;
e) stabilire che il provvedimento con il quale l'Agenzia delle entrate individua i livelli di affidabilità fiscale ai quali è collegata la graduazione dei benefìci premiali, indicati nel comma 11 dell'articolo 9-bis del decreto-legge n. 50 del 2017, deve essere emanato soltanto dopo aver sentito il parere, obbligatorio ma non vincolante, della commissione di esperti di cui al comma 8 del citato articolo 9-bis;
f) per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per l'applicazione dei medesimi indici, disporre infine la proroga al 30 novembre 2019 dei versamenti - già prorogati al 30 settembre 2019 per effetto dell'articolo 12-quinquies, commi 3 e 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58 - da effettuarsi con la maggiorazione dello 0,40 per cento, attualmente, entro il 30 ottobre 2019 e prevedere che tale proroga si applichi anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, aventi i requisiti precedentemente indicati,
impegna il Governo:
a valutare l'opportunità di adottare idonee misure normative volte a correggere le criticità connesse all'applicazione degli ISA come indicato in premessa.
(numerazione resoconto Senato G16.113)
(9/1638/33)
de Bertoldi