• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/04362 (4-04362)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04362presentato daCORNELI Valentinatesto diMercoledì 18 dicembre 2019, seduta n. 280

   CORNELI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   negli ultimi anni sono state implementate norme e messe a regimi strutture operative per il trattamento dell'autismo e dei disturbi generalizzati dello sviluppo, ai sensi della vigente normativa socio-sanitaria introdotta a garanzia dei livelli essenziali di assistenza (Lea), la quale contempla la presa in carico dei pazienti eleggibili per lo svolgimento degli appropriati programmi riabilitativi;

   il 12 settembre 2015 entrava in vigore la prima legge sull'autismo, la legge n. 134 del 2015, mentre il 12 gennaio 2017, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante «Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza», entravano in vigore i nuovi Lea, includendo l'autismo (articolo 60) nei livelli essenziali degli interventi garantiti dal sistema pubblico e riconoscendo la patologia come condizione cronica alla quale assicurare le prestazioni necessarie;

   il 7 luglio 2017, con delibera di giunta regionale n. 373/2017, la regione Abruzzo confermava la presa in carico di utenti con autismo e la definizione delle relative modalità organizzative a garanzia dei nuovi Lea prevedendo che il Crra (Centro riferimento regionale autismo) divenisse il punto nevralgico delle attività di coordinamento e di garanzia degli interventi;

   l'8 agosto 2017, con delibera di Giunta regionale n. 437/2017, la medesima regione prevedeva la riorganizzazione territoriale degli interventi per l'autismo, con l'attivazione di percorsi specifici, anche residenziali, per coloro i quali fossero risultati esclusi dalle strutture convenzionate;

   a fronte di tali normative e previsioni, negli ultimi anni, come portato all'attenzione anche da alcune associazioni come Autismo Abruzzo Onlus, si sono tuttavia verificati continui casi di inadempienze – alcune ancora in essere – da parte delle strutture sanitarie deputate all'erogazione di tali servizi, con grave danno causato ai legittimi destinatari a seguito di interpretazioni normative, a giudizio dell'interrogante, spesso arbitrarie e inaccettabili che hanno permesso alle Asl di evitare l'adempimento di specifiche ordinanze emesse dai giudici di diversi tribunali abruzzesi;

   tra i casi più eclatanti, da evidenziare vi è quello di V.G., bambino affetto da un severo disturbo dello spettro autistico, la cui vicenda è stata contraddistinta da un estenuante contenzioso protrattosi per anni con la asl n. 2 Lanciano-Vasto-Chieti, mentre solo l'ultimo in ordine di tempo è quello relativo al piccolo T.B., che pare essersi sbloccato soltanto di recente dopo la minaccia della madre di lasciarsi morire di inedia se non fosse stato riconosciuto al figlio il diritto alle cure;

   la medesima asl è stata inoltre coinvolta in altri simili casi di inadempienza nei confronti di minori aventi diritto all'assistenza e, nonostante l'accoglimento dei ricorsi presentati nei confronti di tale Asl, la stessa, a quanto consta all'interrogante, non ottempererebbe ai provvedimenti giudiziari;

   a seguito di quanto esposto rileva rimarcare che, nonostante le normative e le varie ordinanze, a tutt'oggi appare ancora assai farraginoso garantire in tempi consoni il diritto alla cura a diversi bambini affetti da codesta patologia –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza del sistematico ripetersi di tali criticità nel garantire l'erogazione dei corretti setting riabilitativi, così come esplicitamente definiti e riconosciuti dalla legge, e se e quali iniziative di competenza intenda adottare affinché siano definitivamente superati, sia in merito alle fattispecie descritte in premessa, che in un'ottica di sistema, gli ostacoli che tuttora impediscono di assicurare le effettive cure a tutti i «pazienti eleggibili», in applicazione di quanto disposto dalle normative sopra richiamate.
(4-04362)