• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.4/02581 CIRIANI - Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che: il trattato di pace tra Italia e...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02581 presentata da LUCA CIRIANI
lunedì 9 dicembre 2019, seduta n.171

CIRIANI - Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che:

il trattato di pace tra Italia e Jugoslavia del 1947, che diede inizio alla fase storica di definizione del confine di Stato tra i due Paesi conclusasi nel 1975 con la firma del trattato di Osimo, prevedeva (precisamente all'allegato IX, lettera B, punto 5) una gestione condivisa delle portate del fiume Isonzo;

in particolare, fu stabilito quanto segue: "La Jugoslavia provvederà a che gli impianti esistenti o che possano essere in futuro costruiti nella zona dell'Isonzo per la produzione di energia elettrica siano utilizzati in modo che i quantitativi di acqua di cui l'Italia abbia bisogno periodicamente per irrigare la regione compresa tra Gorizia e la costa adriatica a sud-ovest di questa città, possano essere prelevati dall'Isonzo";

di fatto, risulta all'interrogante che le portate del fiume Isonzo in Italia siano soggette a notevoli e repentine variazioni durante il giorno, passando da pochi metri cubi al secondo sino a valori ben superiori a 100 metri cubi al secondo, a causa della gestione degli impianti idroelettrici di Salcano, in territorio sloveno in prossimità del confine di Stato;

lo sbalzo giornaliero di portata e del livello del fiume Isonzo in territorio italiano rende difficoltoso, in particolare durante la stagione estiva, l'esercizio dell'irrigazione da parte del consorzio di bonifica "Pianura Isontina" nella parte nord del comprensorio (agro cormonese) e nella parte sud (agro monfalconese);

l'irregolarità della portata rende, in alcuni casi, impossibile per i derivatori (irriguo e idroelettrico) garantire il rispetto del rilascio del deflusso minimo vitale e nei casi peggiori provoca anche l'interruzione della continuità idrica del fiume;

tale esercizio ha avuto conseguenze negative soprattutto sulla fauna ittica e lo stato ecologico di alcuni tratti del fiume Isonzo che risulta "non buono", impedendo il raggiungimento degli obiettivi di qualità imposti dalla "Water framework directive" (direttiva europea 2000/60/CE);

infine, l'aumento notevole e improvviso della portata ha provocato problemi di incolumità pubblica: non sono rari i casi di interventi da parte del personale della protezione civile per soccorrere persone rimaste intrappolate all'interno dell'alveo,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano informati delle problematiche connesse alla gestione delle portate del fiume Isonzo;

quali interventi ritengano conseguentemente di adottare, ciascuno conformemente ai propri profili di competenza, al fine di garantire una gestione equilibrata delle risorse idriche dell'Isonzo tra i due Paesi, evitando l'emersione di profili pregiudizievoli per la sicurezza e l'incolumità pubblica, nonché per l'economia e l'ecosistema collegato al fiume Isonzo sul versante territoriale italiano.

(4-02581)