• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00592 (2-00592) «Bartolozzi».



Atto Camera

Interpellanza 2-00592presentato daBARTOLOZZI Giusitesto diLunedì 9 dicembre 2019, seduta n. 274

   Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'interno, il Ministro della giustizia, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:

   l'articolo 215-bis, comma 1, del codice di procedura penale ha introdotto l'utilizzo di mezzi elettronici o altri strumenti (nella fattispecie, il cosiddetto «braccialetto elettronico»), previa verifica di disponibilità da parte del giudice presso la polizia giudiziaria;

   la ratio con cui tale norma venne introdotta corrispondeva alla necessità di sostituire la detenzione carceraria con arresti domiciliari «controllati» per tutti quei delitti considerati a bassa pericolosità sociale;

   da ultimo, durante l'esame del cosiddetto codice rosso (legge n. 69 del 2019) è stato approvato un emendamento presentato dal gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente che modifica l'applicazione di procedure di controllo mediante braccialetto elettronico nei casi di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa;

   durante l'esame del cosiddetto decreto sicurezza-bis (legge n. 77 del 2019) è stato respinto un emendamento del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente volto ad aumentare della metà la somma attualmente impiegata dei braccialetti elettronici;

   nel tempo, l'incremento dell'uso del dispositivo del braccialetto elettronico ha comportato nell'arco di pochi anni il suo pressoché totale esaurimento;

   a ciò si aggiunga che, come riportato da fonti di stampa, numerosi detenuti sono in lista di attesa per uscire dalle strutture penitenziarie, ma sono impossibilitati a farlo a causa della mancata esecuzione delle ordinanze di concessione di misure alternative alla detenzione dovuta alla indisponibilità dei nuovi braccialetti;

   l'Amministrazione dell'interno, nel dicembre 2016, avviava una procedura ad evidenza pubblica «aperta» ai sensi dell'articolo 60, commi 1 e 3, del decreto legislativo n. 50 del 2016 per la fornitura di braccialetti elettronici a cui prendevano parte Tim spa, Rti Fastweb e Rti Engineering;

   nel giugno 2017, risultava aggiudicataria secondo la graduatoria provvisoria Rti Fastweb, ma, rilevato tuttavia un anomalo ribasso dell'offerta, si è proceduto alla richiesta di documentazione ulteriore probatoria attestante il possesso dei requisiti economici-finanziari della società aggiudicataria;

   ultimata con esito positivo tale verifica documentale, con decreto direttoriale del 2 agosto 2018 è stato definitivamente aggiudicato l'appalto a Rti Fastweb: il servizio erogato dalla società aggiudicataria prevede, per un periodo minimo di 27 mesi, l’«utilizzo» di un numero medio mensile di 1.000 dispositivi con la capacità di utilizzarne anche il 20 per cento in più;

   a distanza di un anno dall'aggiudicazione della suddetta gara, sembrerebbe che ancora oggi il contratto sia bloccato;

   la commissione di collaudo è stata nominata dal Ministero dell'interno solo a fine novembre 2018, ma non si conoscono né gli esiti né i tempi di arrivo dei nuovi dispositivi;

   considerando inoltre le attuali criticità in cui versano alcune strutture penitenziarie, il braccialetto elettronico rappresenta uno strumento indispensabile per ridurre il sovraffollamento carcerario, in favore di una esecuzione della detenzione domiciliare meno onerosa –:

   se il Governo non intenda fornire chiarimenti e indicazioni precise in merito alle modalità e ai tempi con cui i nuovi braccialetti elettronici saranno messi a disposizione, in modo da consentire l'esecuzione delle misure di detenzione domiciliare già disposte e ridurre il sovraffollamento carcerario.
(2-00592) «Bartolozzi».