• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/04255 (4-04255)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04255presentato daIORIO Mariannatesto diGiovedì 5 dicembre 2019, seduta n. 272

   IORIO, MENGA e NAPPI. — Al Ministro della salute, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   dalla metà degli anni ’50 fino alla metà degli anni ’60, in Italia, è stato oggetto di commercializzazione un farmaco denominato Talidomide, somministrato, prevalentemente, alle donne incinte, per attenuare i disturbi associati alla gravidanza. Nella seconda metà degli anni ’60, rilevata la teratogenicità di tale farmaco, assodato che la somministrazione dello stesso è stata la causa di malformazioni gravissime sui feti, traducendosi in fenomeni come l'amelia o diversi tipi di focomelia, è stato ritirato dal commercio;

   comma 363, della legge n. 244 del 2007, ha previsto l'erogazione di un indennizzo a favore dei soggetti affetti da sindrome da talidomide, nati dal 1959 al 1965. Con l'articolo 2, comma 1, del decreto ministeriale n. 163 del 2009 è stato disposto che i soggetti che intendono ottenere l'indennizzo, possono presentare domanda entro il termine di dieci anni dalla data di entrata in vigore della legge n. 244 del 2007; con il comma 1, dell'articolo 21-ter del decreto-legge n. 133 del 2016 – convertito dalla legge n. 160 del 2016 – e stato previsto lo stesso indennizzo anche per soggetti nati nel 1958 e nel 1966, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione;

   con la sentenza n. 55 del 2019, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità del succitato comma 1 dell'articolo 21-ter, nella parte in cui l'indennizzo è riconosciuto dalla data di entrata in vigore della legge n. 160 del 2016 anziché dalla data di entrata in vigore della legge n. 244 del 2007, rilevando una evidente ed ingiustificata disparità di trattamento tra le due categorie di soggetti, e perciò lesiva dell'articolo 3 della Costituzione;

   la Corte costituzionale, nell'affermare che la misura prevista, ovverosia l'indennizzo, presenta natura assistenziale, basandosi sui princìpi di solidarietà collettiva, alla stregua degli articoli 2 e 38 della Costituzione, considerando il necessario bilanciamento tra esigenza di tutela del diritto al sostegno assistenziale, da una parte, e la garanzia del mantenimento dell'equilibrio nella gestione delle risorse finanziarie disponibili, dall'altra, ha ritenuto idoneo censurare la previsione di cui al suddetto articolo 21-ter, comma 1;

   è evidente che la Corte costituzionale ha ritenuto la misura assistenziale de qua meritevole di una particolare tutela, prevalente e sovraordinata rispetto a tutti gli altri elementi di natura costituzionale in gioco, compresi quelli finanziari. Pertanto, detto principio sarebbe da applicarsi anche nel caso in cui i soggetti nati tra il 1959 e il 1965, per qualsiasi ragione, non abbiano presentato domanda entro il suddetto termine decennale. Infatti, essendo tale indennizzo previsto per i cittadini che versano in una situazione di bisogno, come detto, meritevole di una particolare tutela, prevalente e sovraordinata rispetto a tutti gli altri elementi di natura costituzionale in gioco, compresi quelli finanziari, così come sancito dalla Corte, non si ravvisa alcuna motivazione logica che possa giustificare il suddetto termine decennale;

   alla luce dell'attuale quadro normativo e giurisprudenziale, ci si trova nella paradossale situazione in cui i nati nel 1958 e nel 1966, possono fare domanda per l'ottenimento dell'indennizzo, nonché degli arretrati a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge n. 244 del 2007, mentre ai nati tra il 1959 e il 1965 è ormai precluso totalmente l'esercizio del diritto all'allontanamento dell'indennizzo nonché dei relativi arretrati –:

   se, alla luce delle criticità rilevate, si intendano assumere le iniziative normative del caso per provvedere all'abrogazione e/o alla modifica del comma 1 dell'articolo 2 del decreto ministeriale 2 ottobre 2009, n. 163, nella parte in cui è previsto il termine decennale, al fine di garantire l'indennizzo previsto dalla legge a tutti i soggetti affetti da sindrome da talidomide, nati dal 1959 al 1965.
(4-04255)