• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02555 DI GIROLAMO, FEDE, LANNUTTI, RICCIARDI, DONNO, PAVANELLI - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che, per quanto risulta...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02555 presentata da GABRIELLA DI GIROLAMO
lunedì 2 dicembre 2019, seduta n.169

DI GIROLAMO, FEDE, LANNUTTI, RICCIARDI, DONNO, PAVANELLI - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

il tracciato del gasdotto denominato "Rete adriatica", promosso dalla Snam Rete Gas SpA e concepito a metà del decennio scorso, interessa ben tre crateri sismici (terremoti di L'Aquila, di Amatrice e del Vettore). Lo stesso territorio, nel frattempo, ha subito importanti stravolgimenti in seguito ai drammatici eventi sismici, al forte dissesto idrogeologico, ai devastanti incendi dell'estate 2017 e ai mutamenti del quadro socioeconomico;

il tratto Sulmona-Foligno del gasdotto risulta nella fase di autorizzazione finale, mentre la connessa centrale di compressione e spinta di Sulmona è stata autorizzata con decreto del Ministero dello sviluppo economico 7 marzo 2018, a parere degli interroganti con un vero e proprio blitz delle strutture ministeriali avvenuto mentre il Governo era in regime di ordinaria amministrazione e le Camere erano sciolte;

a causa del diniego dell'intesa da parte delle Regioni Abruzzo e Umbria, attualmente è in corso una procedura presso il Consiglio dei ministri in cui è stata ribadita la posizione negativa delle due Regioni per il tratto Sulmona-Foligno;

il decreto di compatibilità ambientale del 7 marzo 2011 per il gasdotto e la centrale di compressione di Sulmona, impone 46 prescrizioni da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, 11 da parte del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, 10 da parte della Regione Marche. La stessa commissione nazionale per la valutazione di impatto ambientale (VIA), pur rilevando le evidenti carenze progettuali dell'opera, come la mancanza di studi sismici di dettaglio, ha espresso in maniera del tutto controdeduttiva parere favorevole e, consapevole dell'alto rischio sismico del territorio, è giunta alla conclusione che, comunque, pur in presenza di tali studi, la vulnerabilità della condotta potrebbe essere solo ridotta ma non eliminata, in palese violazione del principio di precauzione. La necessità di ricorrere a numerosissime prescrizioni fa emergere la superficialità con cui si tenta di porre rimedio con le prescrizioni alle carenze del progetto (la commissione tecnica nazionale VIA ha derubricato a semplici prescrizioni quelle che dovevano essere di fatto vere e proprie integrazioni progettuali da valutare appropriatamente proprio in sede di VIA). Così facendo le prescrizioni non possono, quindi, essere oggetto di valutazione secondo le procedure di legge, in quanto il decreto di compatibilità ambientale è stato già emanato. In questo senso (e si tenga conto che il provvedimento è anche di valutazione di incidenza ambientale) è utile richiamare la nota della Presidenza del Consiglio dei ministri (prot. n. 3253) del 27 marzo 2015 trasmessa alle Regioni e ai ministeri competenti contenente la nota della commissione in cui indicava chiaramente (punto 11) che "Studi molto carenti non dovrebbero essere riscritti dall'ente valutatore o essere approvati con un numero eccessivo di prescrizioni, ma dovrebbero essere considerati irricevibili o determinare una valutazione negativa";

le criticità di carattere ambientale, socio-economico, sanitario e di sicurezza dei cittadini, relative alla costruzione e la messa in esercizio della centrale di compressione del gas di Sulmona, sono state ampiamente sottostimate dalla uscente commissione VIA, come dimostrato da numerosi studi indipendenti e commissionati dagli enti locali interessati;

forti dubbi sulla localizzazione del tracciato dell'opera sono stati espressi precedentemente nella risoluzione 7-00518 approvata in VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera dei deputati nel 2011, con richiesta al Governo di rivalutarne il tracciato escludendo l'opzione relativa al passaggio lungo la dorsale appenninica, cosa mai avvenuta;

la centrale di compressione Snam di Sulmona, connessa alla realizzazione del gasdotto Sulmona-Foligno, rappresenterebbe un grave pregiudizio allo sviluppo economico del territorio peligno, già in forte declino, caratterizzato dalla presenza di numerose e importanti aree protette, che basa il suo potenziale di sviluppo sulla qualità ambientale del territorio quale fattore abilitante del turismo sostenibile e delle produzioni agroalimentari di qualità,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione illustrata;

se, alla luce delle numerosissime ragioni ostative alla realizzazione dell'opera nel territorio appenninico, non intendano dare precise indicazioni in merito alla delocalizzazione del tracciato del gasdotto e conseguentemente della centrale di spinta del gas prevista a Sulmona;

se non intendano assumere iniziative di ulteriore verifica e analisi tecnico-giuridica delle autorizzazioni rilasciate per i gasdotti e le opere connesse, come per la centrale di spinta e compressione del gas prevista a Sulmona in presenza delle numerose violazioni e forzature procedurali che hanno caratterizzato l'iter di autorizzazione dell'opera;

se non intendano valutare le criticità emerse nell'ambito delle procedure di approvazione finale della "dorsale adriatica", ivi compresa l'attuale fase decisoria presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per il tratto Sulmona-Foligno, tenendo conto delle posizioni espresse dalle due Regioni che hanno negato l'intesa, al fine di considerare opzioni alternative all'attuale tracciato;

se non intendano assumere tutte le iniziative di competenza utili ad avviare una supplementare analisi tecnica del rapporto tra costi e benefici relativa alle criticità emerse, anche in base alle nuove evidenze scientifiche disponibili, in relazione alla realizzazione della centrale di spinta del gas di Sulmona.

(4-02555)