• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02222-A/028    premesso che:     la legge 29 luglio 1991, n. 243 – Università non statali legalmente riconosciute – all'articolo 4 stabilisce che, ai fini del trattamento di...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02222-A/028presentato daTUCCI Riccardotesto diLunedì 2 dicembre 2019, seduta n. 269

   La Camera,
   premesso che:
    la legge 29 luglio 1991, n. 243 – Università non statali legalmente riconosciute – all'articolo 4 stabilisce che, ai fini del trattamento di quiescenza dei professori e dei ricercatori dipendenti dalle Università non statali, trova applicazione la disciplina prevista per i dipendenti civili dello Stato, di cui al decreto legislativo 1092 del 1973, con versamento di un contributo pari a due volte l'importo posto a carico del lavoratore;
    la legge n. 335/1995 ha aumentato la contribuzione previdenziale complessiva a carico delle amministrazioni statali al 32 per cento, di cui l'8,20 per cento a carico del lavoratore e il 23,8 per cento, a carico del datore del lavoro, prevedendo l'omogeneizzazione dei diversi regimi previdenziali, riguardanti le categorie di personale non statale, a carico del bilancio dello Stato, demandandone l'attuazione a uno o più decreti legislativi ai sensi dell'articolo 2, commi 22 e 23;
    la mancata emanazione dei suddetti decreti legislativi, ha comportato una differenziazione tra le percentuali contributive dei docenti delle università non statali rispetto a quelle versate dai docenti statali, la cui aliquota è del 33 per cento (Legge 296/2006);
    nonostante l'articolo 4, comma 1 della Legge 29 luglio 1991, n. 243 preveda che «i provvedimenti di attribuzione del trattamento di quiescenza dei docenti non statali, siano adottati con la medesima procedura applicata nei confronti del personale delle Università statali», permane comunque il rischio di un danno, in termini di minor importo della pensione per i docenti delle università non statali;
    a causa di quanto precedentemente espresso, si crea altresì una forte discriminazione tra i docenti delle Università non statali già collocati in quiescenza, i docenti che andranno in pensione usufruendo del regime pensionistico retributivo e i giovani docenti, cui sarà applicato il coefficiente di calcolo previsto per il sistema contributivo, ovviamente meno favorevole del retributivo;
    la suddetta situazione non appare superabile dal punto di vista normativo, poiché la riserva di legge e il relativo Regolamento sulle aliquote contributive non consente di incrementare gli importi versati all'istituto previdenziale,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di intervenire con provvedimenti a carattere normativo, al fine di sanare detta situazione con una certa gradualità, eventualmente incrementando con cadenza annuale l'aliquota contributiva, nella misura fissa dell'1,36 per cento, fino a concorrenza delle aliquote in vigore per il personale docente in servizio presso le università statali.
9/2222-A/28. Tucci.