• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02211-A/001     in sede di esame dell'Atto Camera n. 2211 «Conversione in legge del decreto-legge 24 ottobre 2019, n. 123, recante Disposizioni urgenti per l'accelerazione e il completamento delle...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02211-A/001presentato daMURONI Rossellatesto diGiovedì 28 novembre 2019, seduta n. 268

   La Camera,
    in sede di esame dell'Atto Camera n. 2211 «Conversione in legge del decreto-legge 24 ottobre 2019, n. 123, recante Disposizioni urgenti per l'accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici»;
   premesso che:
    eventi drammatici quali gli eventi sismici, i danni derivanti dal dissesto idrogeologico del nostro fragile territorio, le alluvioni e le inondazioni delle città, colpiscono in maniera sempre più drammatica l'Italia;
    i terremoti sono eventi naturali, catastrofici c imprevedibili mentre e il dissesto idrogeologico, le alluvioni, le frane, le inondazioni sono causate dai cambiamenti climatici in atto frutto, di scelte umane dissennate. Questi eventi hanno un solo filo conduttore; l'assenza di politiche capaci di affrontarli strutturalmente e con atti adeguati agli eventi;
    è necessario quindi affrontare la ricostruzione delle zone colpite da sismi con azioni e programmi partecipati, sicuri, rigorosi e di qualità, solo così la ricostruzione potrà essere volano di un nuovo e più avanzato sviluppo di queste aree interne così strategiche per il Paese, per evitare che non ci si trovi di fronte a l'ennesima occasione mancata;
    serve una ricostruzione di qualità, rispettosa dell'ambiente, del territorio e del lavoro che coniughi un'idea di futuro fondato sulla costruzione di comunità. Occorre tenere conto delle specificità e delle peculiarità che caratterizzano i territori c valorizzare le vocazioni tradizionali e al contempo offrire ai giovani nuove opportunità. I fatti dimostrano che solo le cose fatte bene, con la collaborazione di tutti, nel rispetto della legalità e della trasparenza, garantiscono tempi di realizzazione certi, qualità del lavoro e delle opere;
    è necessario impedire che si ripetano gli eventi drammatici che solo nel 2018 hanno causato nel nostro Paese: 32 vittime in 148 eventi estremi; 66 casi di allagamenti da piogge intense; 41 casi di danni da trombe d'aria, 23 casi di danni alle infrastrutture e 20 esondazioni fluviali. Eventi accompagnati da una serie infinita di nubifragi, siccità, ondate di calore sempre più forti e prolungate, fenomeni meteorologici sempre più intensi ed estremi, dovuti in primis ai cambiamenti climatici, che stanno causando gravi danni ai territori e alte città;
    per questo non servono sanatorie, sburocatizzazioni, fondi stanziati a pioggia o proroghe delle emergenze, la soluzione al problema delle difformità edilizie che stanno frenando la ricostruzione non può essere quella di riaprire, ogni volta che si verifica un terremoto, i termini dei condoni edilizi creando l'ennesimo pericoloso precedente;
    appare necessario e improcrastinabile introdurre una norma che a partire dal rispetto di tutte le norme urbanistiche e di sicurezza vigenti, dalla qualità e dal monitoraggio del patrimonio edilizio risolva definitivamente la questione delle domande di condono ancora inevase e giacenti da decenni nei cassetti dei Comuni;
    è sempre più necessario avviare interventi strutturali antisismici e di riduzione del rischio idrogeologico: l'introduzione del fascicolo di fabbricato per tutti gli edifici privati annessi ai contributi pubblici per la ricostruzione e la creazione di una Banca dati nazionale sullo stato del territorio, degli interventi antisismici, di riduzione del rischio idrogeologico e delle opere e dei manufatti realizzati;
    pur nella drammaticità degli eventi la ricostruzione deve essere l'occasione per non ripetere gli errori del passato e per fare delle aree colpite dai disastri naturali o di quelli causati dai cambiamenti climatici, un esempio virtuoso di riprogettazione degli spazi, del rapporto tra costruito e ambiente, di sostenibilità ed innovazione avendo una visione unitaria e lungimirante per il futuro dei territori del nostro Paese, e in particolare dell'area appenninica che si stanno inesorabilmente spopolando,

impegna il Governo

a valutare, al fine di affrontare le conseguenze del ripetersi delle drammatiche catastrofi derivanti dai terremoti e quelle derivanti dai cambiamenti climatici, la definizione di provvedimenti strutturali, evitando di continuare ad affrontare gli eventi con decreti emergenziali utili solo per interventi tampone, che affrontino programmaticamente:
    a) interventi antisismici c idrogeologici;
    b) il contrasto al consumo del suolo e all'abusivismo edilizio, anche attraverso l'adozione di una specifica carta d'identità dei territori;
    c) la chiusura delle domande di sanatoria inevase;
    d) il contrasto allo spopolamento del territori investendo nel rilancio dell'imprenditoria, nell'agricoltura biologica e di qualità e nell'occupazione con particolare riferimento a quella giovanile;
    e) il sostegno alla riqualificazione energetica degli immobili anche attraverso l'adozione del libretto dei fabbricato;
    f) l'implementazione dei trasporti sostenibili e una sostenibile raccolta dei rifiuti;
    g) il sostegno alle migliori pratiche per ridurre le emissioni di CO2 e l'inquinamento, attraverso il coinvolgimento delle forze sociali, delle associazioni ambientaliste e delle popolazioni, articolando un cronoprogramma fatto di obiettivi rigorosi.
9/2211-A/1. Muroni.