• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.4/04201 (4-04201)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04201presentato daVARCHI Maria Carolinatesto diGiovedì 28 novembre 2019, seduta n. 268

   VARCHI, MASCHIO e BUCALO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   ha destato sconcerto e indignazione nell'opinione pubblica, la notizia che l'ex brigatista Saraceni, condannata a 21 anni per l'omicidio del giuslavorista D'Antona e attualmente agli arresti domiciliari, sia tra i beneficiari del reddito di cittadinanza;

   a norma di legge, per beneficiare del reddito di cittadinanza è necessario che il richiedente non sia sottoposto «a misure cautelari personali» e non sia stato condannato in via definitiva nei dieci anni precedenti la richiesta per reati gravissimi; dopo il caso Saraceni, sono emersi altri due nomi di ex terroristi beneficiari del sussidio: Massimiliano Gaeta, condannato, tra l'altro, per banda armata con finalità eversiva, e Raimondo Etro, condannato per concorso nel sequestro di Aldo Moro e per l'omicidio del giudice Riccardo Palma;

   non solo terroristi, ma anche delinquenti recidivi, spacciatori, rapinatori, ladri d'appartamento, stupratori, stalker, assassini e pedofili sono tra i possibili percettori di questa misura, poiché sono tutte categorie non escluse dalla norma, che contempla solo pochissimi reati di mafia e terrorismo;

   è di pochi giorni fa la notizia, riportata da testate giornalistiche locali e nazionali, che secondo l'ispettorato generale del lavoro sono 185 le persone che fino a giugno 2019 hanno incassato il reddito di cittadinanza, ma non ne avevano diritto: perché lavoravano in nero, o perché criminali, come lo spacciatore napoletano o cinque fermati per mafia a Ficarazzi, in Sicilia;

   tra i «furbetti del reddito» c'è anche chi è stato scoperto nel corso di tre distinte operazioni delle forze dell'ordine a Palermo, che nelle ultime settimane hanno arrestato altri nove «spaccaossa», due trafficanti di droga e una banda di contrabbandieri, che nel Canale di Sicilia stava trasportando un carico di sette tonnellate di sigarette destinate al mercato nero dell'isola;

   in particolare, tra i sei italiani arrestati c'è un trapanese che percepiva da giugno 1.000 euro di reddito di cittadinanza, così come cinque delle nove persone coinvolte nell'inchiesta che ha svelato il desolante scenario in cui si muovevano gli «spaccaossa» agli ordini dei boss di Brancaccio;

   anche uno dei presunti trafficanti di droga finito in arresto nel corso di un'operazione della Guardia di finanza tra Napoli e Palermo percepiva dalla scorsa estate cinquecento euro mensili di reddito di cittadinanza;

   tra i furbetti del reddito di cittadinanza, negli ultimi mesi nel capoluogo siciliano, c'è anche un uomo arrestato per furto di energia elettrica allo Zen e tre parcheggiatori abusivi; i dati sono sempre più sconfortanti, se si considera che da quando il reddito viene erogato, i «furbetti» scovati solo in Sicilia sono più di mille e da un capo all'altro dell'isola. Il maggior numero di casi si registra a Palermo e a Catania;

   sulla reale efficacia del reddito di cittadinanza possono esserci vedute diverse, ma una convinzione dovrebbe accomunare tutti: ex brigatisti e criminali, in generale, non dovrebbero percepire alcun sussidio dallo Stato –:

   se e quali urgenti iniziative di competenza il Governo intenda adottare con riguardo ai fatti esposti in premessa relativamente all'erogazione del reddito di cittadinanza a chi si è macchiato di gravi reati;

   quali urgenti iniziative stia ponendo in essere per il recupero delle somme corrisposte ai soggetti che non ne avevano diritto;

   se non ritenga di dover fornire elementi in merito al monitoraggio dell'attuazione di questa misura di sostegno al reddito e alle relative evidenti falle riscontrate.
(4-04201)