• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00576 (2-00576) «Bartolozzi, Aprea, Battilocchio, Brambilla, Calabria, Cannatelli, Cannizzaro, Carrara, Casciello, Costa, Cristina, D'Ettore, Della Frera, Fatuzzo, Dall'Osso, Cassinelli, D'Attis,...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00576presentato daBARTOLOZZI Giusitesto diGiovedì 28 novembre 2019, seduta n. 268

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro della giustizia, il Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione, per sapere – premesso che:

   il 15 ottobre 2019 presso il Consiglio d'Europa ove si sono riuniti i Ministri della giustizia, il Ministro della giustizia italiano ha annunciato un progetto sui sistemi di intelligenza artificiale per decidere «procedimenti elementari»;

   segnatamente ha dichiarato che alcuni dei progetti più ambiziosi che sta iniziando ad ipotizzare in Italia, unitamente al Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione, riguardano il ricorso a sistemi di intelligenza artificiale per la decisione in prima istanza di procedimenti di natura elementare, quale per esempio le impugnazioni contro sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, lasciando comunque alla parte ricorrente il diritto di richiedere una revisione della decisione da parte del giudice;

   il Ministro Bonafede ritiene, per come dichiarato, che altro punto importante sia il ricorso a sistemi di intelligenza artificiale dotati di funzionalità predittive da porre a disposizione degli utenti del sistema giustizia per la previsione dell'esito, probabile esito, di giudizi di struttura elementare in modo da disincentivare, ove possibile, il ricorso alla giustizia da parte dei soggetti più probabilmente soccombenti e incentivare così il ricorso a soluzioni stragiudiziali di componimento delle liti;

   di questa progettualità annunciata a Strasburgo come già in essere non vi è alcuna traccia nei documenti economici all'esame, né tantomeno il Ministro Bonafede ha cennato alcunché in sede parlamentare, il 23 ottobre 2019, in audizione sulle linee generali sull'azione del suo dicastero;

   nel merito della questione, la possibilità di una diffusione di decisioni giudiziarie algoritmiche in materia penale ha richiamato l'attenzione, e destato la preoccupazione, proprio del Consiglio d'Europa il quale, tramite la propria Commissione per l'efficacia della giustizia (Cepej), il 4 dicembre 2018 ha adottato la Carta etica europea per l'uso dell'intelligenza artificiale nei sistemi di giustizia penale e nei relativi ambienti;

   proprio in relazione ai procedimenti penali, il documento avverte che, anche se non sono specificamente progettati per essere discriminatori, l'uso di algoritmi basati sull'intelligenza artificiale ha mostrato il rischio di favorire la rinascita di teorie deterministiche a scapito delle teorie dell'individualizzazione della pena;

   allo stato attuale, quanto meno in Europa, gli algoritmi predittivi della pericolosità criminale (e, più in generale, gli automated decision systems) non hanno avuto accesso nelle aule penali, anche perché, a precludere loro tale accesso, si erge l'articolo 15 della direttiva 95/46/CE, confluito nell'articolo 22 del nuovo regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, entrato in vigore il 25 maggio 2018. Tale articolo stabilisce, infatti, che ogni persona ha il diritto di non essere sottoposta ad una decisione che produca effetti giuridici o abbia effetti significativi nei suoi confronti, fondata esclusivamente su un trattamento automatizzato di dati destinati a valutare taluni aspetti della sua personalità –:

   se il Governo non intenda chiarire se e a quale soggetto sia stato affidato uno studio di progettazione di software specifici in ambito giudiziario;

   se, alla luce di quanto riportato in premessa, il Governo non intenda fornire gli opportuni chiarimenti in merito alle tipologie di infrastrutture analizzate al fine della realizzazione del progetto richiamato, specificando la somma destinata, la provenienza delle risorse impiegate nel progetto citato e i capitoli di spesa interessati;

   se non intenda indicare i tempi stimati per l'attuazione del progetto citato in premessa e se, in merito allo studio di fattibilità progettuale, sia stato interpellato il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza al fine di valutare le «direttive Nis» per la realizzazione del medesimo progetto.
(2-00576) «Bartolozzi, Aprea, Battilocchio, Brambilla, Calabria, Cannatelli, Cannizzaro, Carrara, Casciello, Costa, Cristina, D'Ettore, Della Frera, Fatuzzo, Dall'Osso, Cassinelli, D'Attis, Ferraioli, Fiorini, Labriola, Milanato, Occhiuto, Pettarin, Pittalis, Polidori, Rotondi, Ruggieri, Santelli, Sarro, Sandra Savino, Spena, Versace, Zanettin, Zanella, Vietina, Anna Lisa Baroni».