• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03205 (5-03205)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03205presentato daCECCHETTI Fabriziotesto diMercoledì 27 novembre 2019, seduta n. 267

   CECCHETTI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   con una comunicazione inviata al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ai sindacati, alle regioni e agli ispettorati del lavoro, la Fedespedi (Federazione nazionale delle imprese di spedizioni) ha reso nota la procedura di licenziamento collettivo per i dipendenti della propria associata Panalpina Trasporti Mondiali spa con sede a Cerro Maggiore (MI);

   i dipendenti della predetta sede di Cerro sono 150, di cui 60 in capo alle cooperative e 90, tra operai e dirigenti, oggetto della procedura di licenziamento;

   Panalpin spa, si ricorda, è una società di trasporto aereo, marittimo, logistica e soluzioni per il settore energy e project; a livello mondiale è presente direttamente in 70 Paesi ed in altri 100 opera attraverso partner locali; gli uffici nel mondo sono più di 500 e i dipendenti totali circa 14 mila;

   in Italia, oltre alla sede di Cerro Maggiore, conta su altri cinque uffici dislocati a Genova, Bologna, Firenze, Vicenza e Roma, per un giro d'affari generato nel nostro Paese nel 2017 pari a 150 milioni di euro. I principali magazzini di cui dispone la società sono a Cerro Maggiore (17.500 metri quadrati) e Bologna (1.500 metri quadrati);

   il 1° aprile 2019, la società logistica danese Dsv ha annunciato un accordo per l'acquisizione di Panalpina tramite un'offerta pubblica di acquisto con scambio azionario per formare una nuova società;

   in Italia, Dsv ha sede a Limito di Pioltello e impiega circa 1200 persone in ventisei filiali, producendo un fatturato (nel 2016) di 618 milioni di euro. La struttura è articolata in diverse divisioni: trasporto aereo, trasporto marittimo (che ha quattordici filiali operative), trasporto espresso, autotrasporto (con due hub e dodici filiali), fiere, logistica, impianti e progetti, servizi speciali, automotive, pharma, fashion;

   il Consiglio di amministrazione di Panalpina Trasporti Mondiali del tutto inaspettatamente ha deciso la liquidazione della società e il licenziamento di 136 dipendenti giustificandolo con risultati costantemente e pesantemente negativi;

   dall'analisi economica del 2018, anno prima della liquidazione, emerge che Panalpina Trasporti Mondiali ha ottenuto un margine operativo lordo positivo di 2.356.258 euro, a fronte di uno negativo l'anno precedente di 3.540.516 e un risultato operativo positivo di 1.964.926 euro a fronte di uno negativo del 2017 di 3.800.696 euro. Tolte le imposte e i proventi ed oneri finanziari, nel 2018 Panalpina Trasporti Mondiali ha prodotto un risultato netto positivo di 1.321.844 euro, contro uno negativo dell'anno precedente di 5.821.039 euro;

   tali cifre evidenziano un paradosso: per quattro anni la società ha generato perdite, culminate nel 2017 con un rosso di oltre cinque milioni e non risulta che in questo periodo abbia attuato riduzioni di personale o azioni di cassa integrazione e comunque tale voce di costo è rimasta sostanzialmente identica. Nel 2018 c'è stato un evidente miglioramento della situazione e l'azienda ha assunto nuovo personale, come mostra anche l'aumento del costo relativo, aumentando il fatturato e il valore aggiunto e portando in nero il margine operativo lordo, il risultato operativo e quello netto; l'anno successivo, invece, arriva improvvisamente la liquidazione lamentando una situazione economica disastrosa della società: una decisione insolita, se non fosse che nel frattempo l'intera Panalpina è stata acquisita dalla concorrente Dsv;

   la liquidazione del centro logistico di Cerro comporterebbe ricadute occupazionali negative che si collegano ad altre crisi aziendali sul territorio: le operazioni di passaggio dei lavoratori alla nuova società andrebbero gestite secondo la normativa da parte di Dvs, procedendo a una cessione del ramo d'azienda per poi affrontare la discussione sulla fusione delle due società e la possibile riorganizzazione interna –:

   quali iniziative urgenti di competenza, anche di carattere normativo, il Governo intenda porre in essere per tutelare le centinaia di posti di lavoro interessati dalla crisi aziendale richiamata in premessa e se non ritenga opportuno convocare un tavolo istituzionale per comprendere le ragioni sottese alla attivazione della procedura di licenziamento, considerato che l'azienda non risulta in crisi e vanta un nutrito pacchetto di clienti.
(5-03205)