• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/04185 (4-04185)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04185presentato daVALLASCAS Andreatesto diMercoledì 27 novembre 2019, seduta n. 267

   VALLASCAS. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro per la pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che:

   tra le misure del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni), all'articolo 23, è prevista l'anticipazione del trattamento di fine servizio (Tfs) per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche cui è liquidata la pensione «quota 100», ai sensi dell'articolo 14 del medesimo decreto;

   questa facoltà è riconosciuta anche ai «soggetti che accedono, o che hanno avuto accesso prima della data di entrata in vigore del presente decreto, al trattamento di pensione ai sensi dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214»;

   per quanto concerne le modalità di erogazione della citata anticipazione, l'articolo 23, al comma 2, specifica che gli interessati, sulla base di apposite certificazioni rilasciate dall'ente responsabile per l'erogazione del trattamento di fine servizio, «possono presentare richiesta di finanziamento di una somma pari all'importo [nella misura massima di 45 mila euro] dell'indennità di fine servizio maturata, alle banche o agli intermediari finanziari che aderiscono a un apposito accordo quadro da stipulare»;

   per l'accesso ai finanziamenti relativi all'anticipazione del Tfs, la norma prevede l'istituzione di un fondo di garanzia, la cui gestione è affidata all'Inps in base a una convenzione in capo al Ministero dell'economia e delle finanze con un importo pari a 75 milioni di euro per l'anno 2019;

   per quanto concerne le modalità di attuazione delle citate previsioni di legge, queste devono essere definite con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, della cui adozione si è in attesa;

   da quanto esposto, sembrerebbe che la norma attribuisca importanti e specifici compiti agli enti erogatori del Tfs, con particolare riguardo all'attività di certificazione del trattamento di fine servizio, certificazione necessaria all'ottenimento del finanziamento da parte di banche e intermediari finanziari;

   secondo le previsioni di legge, oltre al citato accordo quadro da stipulare con gli istituti di credito, acquisterebbe particolare rilevanza il censimento avviato il 20 settembre 2019 dal Dipartimento della funzione pubblica al fine di individuare i soggetti diversi dall'Inps erogatori del Tfs e stilare un elenco ufficiale da pubblicarsi sul sito del medesimo Dipartimento della funzione pubblica;

   da numerose notizie di stampa, sembrerebbe che la procedura per l'erogazione delle anticipazioni stia subendo forti rallentamenti, circostanza che avrebbe creato un legittimo allarme tra i soggetti aventi diritto che, nei casi in cui sono andati in pensione con «quota 100», quindi ancora in attesa dell'erogazione dell'assegno pensionistico, si troverebbero nella situazione di non percepire alcun reddito;

   le perplessità attorno all'erogazione del Tfs sarebbero ulteriormente aumentate a seguito della notizia pubblicata sul sito del Dipartimento della funzione pubblica, secondo la quale il termine della rilevazione, previsto per il 3 ottobre 2019, sarebbe slittato al 31 ottobre –:

   se quanto esposto in premessa trovi conferma;

   quali siano le motivazioni dei ritardi nell'erogazione anticipata del trattamento di fine servizio;

   quali iniziative, per quanto di competenza, intenda adottare, anche di natura normativa, per accelerare le procedure di anticipazione del trattamento di fine servizio di cui all'articolo 23 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4.
(4-04185)