• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/04139 (4-04139)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04139presentato daDE CARLO Sabrinatesto diVenerdì 22 novembre 2019, seduta n. 264

   SABRINA DE CARLO, SUT e OLGIATI. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   nel 1946 l'ingegnere Virgilio Florian fondò a Milano lo stabilimento Telettra che in pochi anni diventò una delle più grandi aziende nazionali nel settore delle telecomunicazioni con più di 10.000 dipendenti e diverse sedi dislocate sia in Italia che all'estero. Nel 1976 l'azienda venne venduta alla Fiat che a sua volta, nel 1990, decise di rivenderla alla multinazionale francese Alcatel che, a seguito dell'unione con Lucent, ha incorporato tutte le attività dell'ex Telettra. Nel 2015, con la fusione di Nokia con Alcatel-Lucent, la sede di Trieste viene acquisita dalla multinazionale americana FLEXtronics diventando un semplice stabilimento di produzione e tralasciando completamente la ricerca che, fino a quel momento, era stata l'elemento caratterizzante dell'azienda;

   la fusione è avvenuta a seguito di un lungo processo di contrattazione al Ministero sviluppo economico in cui erano presenti i rappresentanti dei lavoratori e i dirigenti della nuova azienda. L'obiettivo ovviamente era quello di tutelare i lavoratori e, al contempo, permettere uno sviluppo dell'azienda che inizialmente, secondo il programma di sviluppo, si sarebbe dovuta trasformare nel dentro di eccellenza globale di FLEXtronics per il trasporto ottico;

   purtroppo, ciò non avvenne e nei successivi incontri che ci furono al Ministero sviluppo economico si riformulò l'assetto dello stabilimento che divenne principalmente un centro di produzione Nokia e un centro di montaggio e collaudo dei contatori di nuova generazione Enel;

   in data 24 ottobre 2018, si è svolto al Ministero dello sviluppo economico un tavolo istituzionale inerente alla situazione dell'azienda FLEX – stabilimento di Trieste, che si è concluso con un ottimo risultato, in quanto è stata stabilita la trasformazione dei contratti di somministrazione in contratti a tempo indeterminato e staff leasing. In quella sede l'azienda ha ribadito gli sforzi di sviluppo presentando i diversi progetti che avrebbero dovuto portare a un rafforzamento delle attività produttive e a un consolidamento dei propri clienti. Il Ministero ha ribadito, inoltre, la sua disponibilità a mantenere un ruolo di monitoraggio e la possibilità di riattivare il tavolo a seguito della richiesta delle parti;

   nel corso di quest'anno l'azienda ha iniziato a trasferire in Romania una serie di prodotti che venivano fabbricati a Trieste, giustificando l'operazione come aiuto alla produzione stessa sui picchi di lavoro. È necessario sottolineare che i lavoratori hanno invece notato, negli ultimi mesi, un calo di produzione e hanno già richiesto all'azienda di far rientrare le produzioni trasferite in Romania al fine di avere un riequilibrio delle produzioni nei due stabilimenti. Tale richiesta è però stata rifiutata;

   il rischio di licenziamento per i lavoratori della FLEX è sicuramente elevato. Già a 23 lavoratori non è stato rinnovato il contratto di somministrazione e sembrerebbe, da diversi articoli di stampa, che siano state traslocate altre due produzioni in Romania che conseguentemente metterebbero a rischio altri 100 posti di lavoro –:

   se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non ritenga necessario riconvocare un tavolo istituzionale al Ministero sviluppo economico, al fine di poter ulteriormente monitorare la situazione, anche adottando ogni utile iniziativa di competenza per l'elaborazione di un vero piano industriale in grado di salvaguardare i lavoratori dello stabilimento triestino e garantire lo sviluppo dell'azienda, che permetterebbe il mantenimento di un know-how tecnologico elevato.
(4-04139)