• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/04141 (4-04141)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04141presentato daPALAZZOTTO Erasmotesto diVenerdì 22 novembre 2019, seduta n. 264

   PALAZZOTTO. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   nel settembre 2017 il Ministero dell'interno ha stipulato un'intesa tecnica con il Governo egiziano in tema di flussi migratori nell'ambito di un progetto gestito dalla polizia di Stato, direzione centrale dell'immigrazione e della Polizia delle frontiere, co-finanziato dalla Commissione europea e l'Italia;

   il contributo italiano ammonta a 1.819.528,75 euro per due anni provenienti dai fondi alla Sicurezza interna – Borders and Visa;

   Altreconomia riporta che a sottoscrivere a Roma quel protocollo sono stati, per l'Italia, Massimo Bontempi, direttore centrale dell'immigrazione e della polizia delle frontiere e per l'Egitto il maggior generale Ahmed Adel Elamry, al vertice dell'Accademia di polizia e assistente del Ministro dell'interno;

   il progetto consiste nell'apertura di un centro di formazione internazionale sui temi migratori per 360 ufficiali di frontiera di 22 Paesi africani – Algeria, Burkina Faso, Ciad, Costa d'Avorio, Eritrea, Etiopia, Gambia, Gibuti, Ghana, Guinea, Kenya, Libia, Mali, Marocco, Niger, Nigeria, Senegal, Somalia, Sudan, Sudan del Sud, Tunisia – presso l'Accademia della polizia egiziana de Il Cairo;

   il 20 marzo 2018, si è tenuto il lancio ufficiale del progetto pilota su scala europea. Al tavolo, oltre ad italiani, egiziani e africani erano invitati rappresentanti della Commissione europea e di Frontex;

   le tematiche affrontate dal progetto variano dai «programmi di formazione comuni nei settori della sicurezza e controllo delle frontiere» alle «procedure di rimpatrio (incluso il rimpatrio volontario, assistito)», passando dall'individuazione delle frodi documentali, ed uscendo spesso dall'ambito di competenza della polizia nazionale, sia italiana che egiziana;

   a dar forma a queste attività dovrebbe esserci un «gruppo di esperti italo-egiziano» designato dai due Paesi che si «riunisce regolarmente», mentre la strumentazione tecnica a supporto delle attività di formazione è garantita dall'Italia;

   il 10 e 11 luglio 2018, il progetto «Itepa» è stato presentato in un incontro tematico organizzato nell'ambito del Processo di Khartoum, co-organizzato da Italia ed Egitto; il primo giorno dell'incontro è stato dedicato allo scambio di buone prassi sulla gestione della frontiera, il secondo a una visita all'accademia di polizia egiziana;

   dal sito della polizia di Stato risulta che l'evento conclusivo del progetto si terrà dal 25 al 27 novembre 2019 a Roma;

   in Egitto si assiste alla degradazione del rispetto dei diritti fondamentali, al ricorso sistematico a detenzioni arbitrarie, maltrattamenti, torture, sparizioni forzate, processi irregolari, agghiaccianti condizioni di prigionia (l'ultima ondata di arresti di massa negli ultimi mesi ha portato in carcere oltre 3.800 persone);

   è aumentato l'impiego di tattiche brutali come la tortura ai danni dei difensori dei diritti umani;

   l'Accademia di polizia egiziana è tristemente nota per detenzioni arbitrarie, esempio recente quella dell'ex presidente Morsi, che in questa Accademia ha perso la vita;

   il progetto permette di rivalutare l'Egitto come partner del nostro Paese, tanto da essere hub di formazione anche per le guardie di frontiera di altri Paesi, nonostante sia evidente come le forze di polizia egiziane, interlocutori delle autorità italiane, siano sistematicamente rimesse in discussione – come avvenuto nel recente esame periodico universale delle Nazioni Unite – sottolineando la disastrosa situazione dei diritti umani nel Paese –:

   se corrisponda al vero che dal 25 al 27 novembre 2019 a Roma si terrà l'evento conclusivo del progetto Itepa e chi saranno gli omologhi egiziani inviati all'evento;

   se il Governo intenda proseguire nel progetto Itepa, anche dopo la sua conclusione allocando nuovi fondi;

   se il Governo intenda, alla luce del contesto di degradazione del rispetto dei diritti fondamentali in Egitto, continuare ad espellere cittadini egiziani verso quel Paese, dal momento che tale pratica appare all'interrogante in evidente violazione dell'articolo 16 della Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate, ratificata dall'Italia nel luglio 2015.
(4-04141)