• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00569 (2-00569) «Masi».



Atto Camera

Interpellanza 2-00569presentato daMASI Angelatesto diVenerdì 22 novembre 2019, seduta n. 264

   Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere – premesso che:

   nel 2007 in agro di Altamura (Bari), in contrada «Le Lamie», il commissario delegato per l'emergenza ambientale con l'ordinanza n. 54 del 31 gennaio 2007 disponeva la chiusura dell'impianto di discarica di proprietà della Tradeco s.r.l, che anche in seguito all'ordinanza della provincia di Bari n. 40/ap del 27 dicembre 2007, continuava a ricevere rifiuti fino al 31 marzo 2008 come emerge dalla nota prot. n. 13760 della regione Puglia «alla luce della intervenuta cessazione dei conferimenti al 31 marzo 2008, si ritiene pertanto conclusa la fase di gestione operativa dell'impianto ed avviata la sua chiusura definitiva di cui, con la presente, si chiede riscontro alla provincia come previsto dall'articolo 12 del decreto legislativo n. 36 del 2003»;

   nel mese di ottobre 2018 il tribunale di Bari dichiarava il fallimento della società Tradeco s.r.l. di Altamura e, a quanto consta all'interpellante, la curatela del fallimento della società disponeva un accertamento tecnico per verificare lo stato della discarica in questione con relazione consegnata agli organi della procedura fallimentare in data 17 giugno 2019;

   dalla citata relazione emergerebbe la necessità di intervenire con urgenza con una serie di attività che contemplerebbero i seguenti costi:

    a) euro 3/4 milioni per asporto e trattamento percolato;

    b) euro 5,3/12 milioni per riprofilatura e capping;

    c) euro 0,5/1 milione per altri costi (smaltimento rifiuti abbandonati, manutenzioni a altro);

   parimenti l'urgenza e la necessità di realizzare gli interventi è stata comunicata ai creditori dai curatori fallimentari in una comunicazione ai creditori del 16 settembre 2019; l'articolo 13 del decreto legislativo n. 13 gennaio 2003, n. 36, Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti, prevede che anche dopo la chiusura della discarica devono essere rispettati i tempi, le modalità, i criteri e le prescrizioni stabiliti dall'autorizzazione e dai piani di gestione post-operativa e di ripristino ambientale. La manutenzione, la sorveglianza e i controlli della discarica devono essere assicurati anche nella fase della gestione successiva alla chiusura, fino a che l'ente territoriale competente accerti che la discarica non comporta rischi per la salute e l'ambiente. In particolare, devono essere garantiti i controlli e le analisi del biogas, del percolato e delle acque di falda che possano essere interessate. Al fine di dimostrare la conformità della discarica alle condizioni dell'autorizzazione, il gestore deve presentare all'ente territoriale competente, secondo le modalità fissate dall'autorizzazione, una relazione dalla quale si evincano, tra l'altro, i risultati del programma di sorveglianza e i controlli effettuati relativi sia alla fase operativa che alla fase post-operativa. Il gestore deve, inoltre, notificare all'autorità competente anche eventuali significativi effetti negativi sull'ambiente riscontrati a seguito delle procedure di sorveglianza e controllo e deve conformarsi alla decisione dell'autorità competente sulla natura delle misure correttive e sui termini di attuazione delle medesime;

   da diverso tempo la vicenda della discarica «Le Lamie» sta interessando anche l'opinione pubblica preso atto che sia i cittadini sia gli organi di stampa stanno evidenziando che vi possa essere del percolato, il quale invece che essere smaltito defluirebbe nei terreni circostanti con il rischio di intaccare le falde acquifere –:

   se il Ministro non ritenga opportuno promuovere una verifica da parte del comando carabinieri per la tutela dell'ambiente al fine di accertare lo stato della discarica, se vi sia danno ambientale, se vi siano rischi di compromissione delle falde acquifere, dei terreni e delle coltivazioni che circondano il sito di discarica e di potenziali impatti sanitari nonché se sia sussistente una condizione di pericolo sia per l'ambiente sia per la salute dei cittadini.
(2-00569) «Masi».