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Atto a cui si riferisce:
C.5/03119 (5-03119)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 13 novembre 2019
nell'allegato al bollettino in Commissione I (Affari costituzionali)
5-03119

Signor Presidente, On.li Deputati,

  su quanto esposto nell'interrogazione ricordo, preliminarmente, che la determinazione dei flussi di ingresso di cittadini stranieri per motivi di lavoro è predisposta con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, in conformità ai criteri generali fissati nel documento programmatico triennale, relativo alla politica dell'immigrazione. L'ultimo adottato si riferisce al triennio 2004/2006.
  In caso di mancato rinnovo del decreto di programmazione, il Presidente del Consiglio dei ministri provvede, in via transitoria, con proprio decreto, nel limite delle quote stabilite nell'ultimo decreto emanato.
  Lo scorso 12 marzo è stato firmato dal Sottosegretario di Stato delegato il DPCM che prevede le quote di immigrati da ammettere in Italia per motivi di lavoro subordinato (a carattere stagionale e non) e di lavoro autonomo, definiti, a titolo di programmazione transitoria, per l'anno 2019, entro una quota complessiva massima di 30.850 unità.
  Come ricordato nell'interrogazione, il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9 aprile 2019 ed è conseguente all'attività di coordinamento e di concertazione svolta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con i Ministeri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, del lavoro e delle politiche alimentari e forestali e dell'interno.
  La quota complessiva di 30.850 unità è ripartita in 18.000 quote riservate al lavoro stagionale e 12.850 quote per altri ingressi consentiti, di cui:

   a) 9.850 quote per le conversioni di permessi di soggiorno in permessi di soggiorno per lavoro subordinato o lavoro autonomo;
   b) 3.000 quote così distribuite: 500 quote per cittadini stranieri non comunitari residenti all'estero che abbiano completato programmi di formazione e istruzione nei Paesi di origine; 100 quote per lavoratori di origine italiana da parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea retta di ascendenza residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile; 2.400 quote per motivi di lavoro autonomo per cittadini non comunitari residenti all'estero appartenenti a particolari categorie di imprenditori e liberi professionisti e cittadini stranieri che intendono costruire imprese start up innovative.

  Alla data di ieri a fronte delle 18.000 quote per lavoro stagionale sono state presentate, a partire dal 24 aprile scorso, 47.056 domande e sono stati rilasciati 9.932 nulla osta.
  In particolare le domande hanno riguardato le seguenti nazionalità:

  Per le 12.850 quote per gli altri ingressi consentiti lavoro subordinato o autonomo, dal 16 aprile scorso a ieri sono state presentate 9.194 domande e sono stati rilasciati 88 nulla osta.
  Le prime dieci cittadinanze per richieste di conversione sono:

  Relativamente alla destinazione dei cittadini cui è stato rilasciato il nulla osta, il dato è risultato di complessa elaborazione e, in considerazione della diffusione capillare degli ammessi su tutto il territorio nazionale, lascio agli atti della Commissione il relativo prospetto.
  Rispetto all'efficacia, in generale, dello strumento, pur nel rilevare che lo stesso possa essere ulteriormente perfezionato, si evidenzia come i percorsi legali di ingresso siano un elemento essenziale della gestione dell'immigrazione dell'Unione Europea, anche come disincentivo all'immigrazione irregolare, in linea con quanto affermato nella relazione sullo «Stato di attuazione dell'Agenda europea sulla migrazione 2015», presentata dalla Commissione europea al termine della precedente legislatura.

d.fl. 2019 conversioni 11/11/2019 05:18