• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/01586/021/ ... in sede di discussione del disegno di legge recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022", premesso che: il...



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/1586/21/12 presentato da LAURA STABILE
martedì 12 novembre 2019, seduta n. 106

La Commissione,
in sede di discussione del disegno di legge recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022",
premesso che:
il comma 1 dell'articolo 23 del d.lgs. 75/2017 dispone che "Al fine di perseguire la progressiva armonizzazione dei trattamenti economici accessori del personale delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la contrattazione collettiva nazionale, per ogni comparto o area di contrattazione opera, tenuto conto delle risorse di cui al comma 2, la graduale convergenza dei medesimi trattamenti anche mediante la differenziata distribuzione, distintamente per il personale dirigenziale e non dirigenziale, delle risorse finanziarie destinate all'incremento dei fondi per la contrattazione integrativa di ciascuna amministrazione";
nelle more di attuazione di tale processo il comma 2 dello stesso articolo congela al 2016 l'"ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale" con conseguente mancato utilizzo della Retribuzione Individuale di Anzianità (R.I.A.) dei medici e dirigenti sanitari dipendenti cessati dal servizio;
sulla fattispecie sono intervenute numerose deliberazioni della Corte dei Conti (una per tutte Corte dei Conti, Sezione autonomie, deliberazione n. 19/SEZAUT/2018/QMIG che ha espresso un principio di diritto "Gli incrementi del Fondo risorse decentrate definite a livello nazionale e previste nei quadri di finanza pubblica, non sono assoggettati ai limiti di crescita dei Fondi previsti dalle norme vigenti e, in particolare al limite stabilito dall'art. 23, comma 2, del decreto legislativo n. 75/2017");
con la sottoscrizione dell'ipotesi contrattuale Area della sanità avvenuta il 24 luglio 2019, le O.O.S.S. della Dirigenza Sanitaria hanno ottemperato al dettato del comma 1 articolo 23 del d.lgs. 75/2017 procedendo alla armonizzazione dei trattamenti economici accessori del personale afferente alla stessa area contrattuale, attraverso l'unificazione dei fondi per la posizione ed il disagio e la armonizzazione dei fondi di risultato - Capo IV Titolo V dell'Ipotesi "I Fondi";
il rinnovo dei contratti di lavoro del pubblico impiego non può prescindere dal ripristino delle risorse previste dai vigenti contratti di lavoro per la remunerazione dell'incremento della produttività e dell'efficienza nonché per la valorizzazione del merito e del disagio lavorativo; diversamente non potrebbe avere luogo di fatto un'efficace contrattazione decentrata sui luoghi di lavoro;
occorre superare il tetto fissato dall'art. 23 del D. Lgs. 75/2017, altrimenti tali risorse andranno disperse, allo scopo di ricollocare, senza incremento di spesa pubblica, nei fondi contrattuali le risorse liberate dai dirigenti sanitari che vanno in pensione (la cui entità è attualmente già finanziata dal FSN),
impegna il Governo a:
valutare l'opportunità di porre in essere tutti gli atti idonei, anche attraverso provvedimenti normativi, volti a garantire l'incremento del fondo legato alla Ria dei cessati, in quanto onere già coperto dalla finanza pubblica.
(0/1586/21/12)
Stabile, Rizzotti