• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/01586/027/ ... in sede di discussione del disegno di legge recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022", premesso che: da...



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/1586/27/12 presentato da PAOLA BINETTI
martedì 12 novembre 2019, seduta n. 106

La Commissione,
in sede di discussione del disegno di legge recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022",
premesso che:
da anni l'Unione Europea ha fissato al 3% del Prodotto Interno Lordo nazionale, l'obiettivo di investimenti pubblici sulla ricerca da raggiungere entro il 2020; Secondo l'ultimo rapporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche, l'Italia investe solo l'1,3% del proprio PIL, posizionandosi al di sotto della media dei paesi dell'OCSE e dell'UE. Anche se il rapporto tra spesa in ricerca e sviluppo e PIL è passato dall'1,0% del 2000 all'1,3%, la spesa per ricerca e sviluppo finanziata dal Governo è rimasta stazionaria - di poco superiore allo 0,5% del PIL - mentre gli stanziamenti del MIUR verso gli enti pubblici di ricerca sono scesi dai 1.857 milioni del 2002 ai 1.483 milioni del 2015;
se si guarda al di fuori dei confini nazionali, in tema di studi scientifici lo scenario globale vede Stati Uniti e Cina ai primi posti (rispettivamente rappresentano il 26% e il 21% delle pubblicazioni globali secondo i dati forniti dalla National Science Foundation degli Stati Uniti all'inizio del 2018). Gli USA e i paesi europei producono più studi nelle scienze biomediche e sono i più ripresi dalla comunità scientifica globale, mentre la Cina con le sue scoperte oggi originali e innovative è leader nella ricerca ingegneristica;
per molti ricercatori i 4 presupposti per il rilancio della ricerca in Italia dovrebbero essere: la stabilizzazione e il reclutamento (anche universitario), nuovi tipi di contrattazione, nuovi modelli di governance e un aumento sensibile dei finanziamenti. Attualmente negli EPR, secondo la legge Madia, avrebbero dovuto essere stabilizzati almeno altri 1.200 precari, su di un precariato totale di circa 4.000 unità, che avevano tutti i requisiti richiesti. Le loro speranze sono state disattese non solo a causa dell'insufficienza di fondi ma anche del comportamento difforme adottato da molti Enti di ricerca;
il Governo riducendo la capacità assunzionale degli Enti di ricerca con l'art. 29 dell'attuale legge di bilancio limita ulteriormente i margini d'azione degli Enti; servono invece nuove Basi normative per il rilancio della ricerca in termini di valorizzazione del personale, delle risorse, dei prodotti della ricerca e delle loro ricadute sul sistema Paese attraverso il ripristino di un comparto specifico per la Ricerca e la maggiore protezione della proprietà intellettuale, proprio attraverso una ridefinizione dell'ordinamento degli EPR;
impegna il Governo:
di valutare l'opportunità di istituire una 'cabina di regia'dedicata agli EPR, per dettagliarne struttura e funzioni, prima di dare vita all'Agenzia nazionale della ricerca prevista dall'art. 28, che diventerebbe, almeno inizialmente, una delega al Miur e alla funzione pubblica, per una durata di non più di 6 mesi, nei quali predisporre una definizione della governance degli enti di ricerca e dell'attività di ricerca delle università.
(0/1586/27/12)
Binetti, Rizzotti, Siclari