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Atto a cui si riferisce:
C.5/03071 (5-03071)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 6 novembre 2019
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-03071

  Signor Presidente, Onorevoli deputati,
  mi preme innanzitutto premettere come la gestione della fauna selvatica è un tema da tempo all'attenzione del Governo, di questo Ministero e di altre Amministrazioni centrali e regionali e non v’è dubbio che la tematica involge vari aspetti: la sicurezza delle persone, nelle campagne e nei centri abitati, oltre ovviamente, la tutela dei campi e dei raccolti, frutto del lavoro di chi vive ogni giorno di questo.
  È sicuramente una problematica che richiede l'individuazione di soluzioni condivise e di opzioni utili a trovare risposte ad una serie di criticità riguardanti la sfera di applicazione della legge 11 febbraio 1992 n. 157 con azioni coordinate su tutto il territorio e interventi di gestione che risultino efficaci ma che consentano sia di stabilizzare la situazione nel lungo periodo sia – se possibile – la serena convivenza della fauna selvatica con le comunità antropiche e l'ambiente.
  Già nel 2017 è stato istituito, in sede di Conferenza Unificata un Tavolo per il coordinamento degli interventi territoriali in materia di danni da fauna selvatica, al quale partecipano i Ministeri competenti (Agricoltura, Ambiente, Salute) ed ISPRA, anche allo scopo di elaborare una proposta di modifica della legge 157/92, in risposta a tali problematiche.
  Il gruppo di lavoro congiunto ha prodotto una relazione con proposte di interventi normativi, indicazioni tecniche per la prevenzione dei danni e per gli interventi di controllo e gestione delle aree protette, dalla quale emerge una particolare attenzione per il cinghiale, per il cui controllo – in base alle indicazioni tecniche di ISPRA – risulta massimamente efficace l'uso combinato di catture con gabbie e abbattimenti, con una prevalenza per la prima tecnica.
  Inoltre, per contrastare la grave riduzione della pianta organica delle guardie venatorie provinciali appare urgente, secondo quanto segnalato dal MAATM, modificare l'articolo 27 della legge 157/92 per consentire l'attività delle guardie venatorie provinciali anche laddove transitate nei ruoli delle Regioni, una richiesta quest'ultima già da tempo sollecitata da tutte le Regioni.
  Per quanto riguarda invece specificatamente la problematica relativa al risarcimento dei danni al settore agricolo, intendo ricordare che in data 6 giugno 2018 questo Ministero aveva provveduto ad effettuare la notifica alla Commissione europea di uno schema di decreto interministeriale che disciplina le modalità di concessione degli aiuti per le misure preventive e per gli indennizzi dei danni provocati da fauna selvatica omeoterma protetta dalle direttive comunitarie e dalla legislazione unionale e nazionale alle produzioni agricole.
  Come noto, a seguito di una lunga trattativa, che ha coinvolto questo Ministero, le Regioni e il partenariato economico, la Commissione, con nota del 29 gennaio 2019 ha informato l'Italia della propria decisione di NON sollevare obiezioni nei confronti del regime di aiuti notificato, ritenendolo compatibile con il mercato interno e lo schema di decreto è stato inviato alla Conferenza unificata per il prescritto parere.
  Quanto sopra non esaurisce, per certo, l'attenzione di questa Amministrazione che continuerà a monitorare la situazione e ad adoperarsi per affrontare le problematiche evidenziate dall'interrogante, in sinergia con gli altri Dicasteri e i livelli di governance regionali e locali. A tal fine è indispensabile che le Regioni procedano a rimuovere ogni criticità volta ad impedire l'attuazione dei piani di gestione.
  Pertanto, confermo l'impegno già in atto di questo Ministero ad approfondire le varie problematiche connesse alla tematica della fauna selvatica, congiuntamente altre competenti Amministrazioni centrali e periferiche, in modo da poter poi individuare soluzioni utili, da attivare sia a livello strettamente normativo, sia a livello operativo sul territorio.