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Atto a cui si riferisce:
C.5/03088 (5-03088)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 7 novembre 2019
nell'allegato al bollettino in Commissione IV (Difesa)
5-03088

  Con il documento in esame gli Onorevoli interroganti chiedono di conoscere gli esiti di uno studio che la Guardia di finanza sta svolgendo in alcune regioni in collaborazione con l'Università di Padova finalizzato a rilevare lo stato di livello di benessere psico-fisico del suo personale.
  Al riguardo, sentiti gli uffici del Comando Generale della Guardia di finanza, si rappresenta quanto segue.
  Tra le numerose progettualità messe in atto per la promozione del benessere psico-sociale dei propri appartenenti, la Guardia di finanza ha siglato, nel maggio 2014, un accordo di collaborazione con l'Università degli studi di Padova, concernente lo svolgimento di un'indagine, sul tema della valutazione del rischio stress-lavoro-correlato, finalizzata a monitorare le principali variabili organizzative che possono incidere sul predetto rischio.
  L'osservazione è stata inizialmente effettuata su un campione di operatori del Corpo in servizio presso il Comando Regionale Piemonte, mediante la somministrazione di questionari anonimi a circa 1700 militari.
  In merito, un ispettore del Corpo in forza a un Reparto piemontese, quale rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, ha presentato una richiesta di accesso ai suddetti documenti amministrativi, volta a conoscere gli esiti della valutazione elaborata a seguito della somministrazione dei suddetti test, al fine di svolgere al meglio il proprio incarico.
  A fronte del preliminare provvedimento di diniego opposto dal Comando territoriale competente, il militare si è rivolto alla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi della Presidenza del Consiglio dei ministri, la quale, dopo aver proceduto alla prevista istruttoria, ha concordato con la posizione espressa dal Comando Generale del Corpo, dichiarando inammissibile il reclamo presentato.
  In particolare, le motivazioni poste a base del mancato accoglimento della richiesta dell'istante sono sintetizzabili nei seguenti punti.
  Lo studio commissionato alla citata Università, di natura sperimentale e non finalizzato all'aggiornamento dei documenti di valutazione dei rischi ai fini della normativa sulla sicurezza dei lavoratori, non permette di risalire a specifiche risultanze circoscrivibili al contesto d'interesse dell'istante, in quanto basato sulla somministrazione di questionari compilati in forma anonima e sulla successiva analisi, avvenuta nella sola modalità aggregata a livello regionale. In ogni caso, non è configurabile, in capo al richiedente, l'effettiva sussistenza di un interesse diretto, concreto e attuale alla conoscenza della documentazione di cui ha chiesto l'ostensione.
  Inoltre, la documentazione relativa alla progettualità in argomento rientra nelle categorie degli atti sottratti al diritto di accesso stabilite per la Guardia di finanza dall'articolo 4 del decreto ministeriale n. 603 del 1996, il quale contempla gli «atti e documenti riguardanti il frazionamento dei servizi di polizia ivi compresi quelli relativi all'addestramento, all'impiego ed alla mobilità del personale del Corpo della Guardia di finanza, nonché i documenti sulla condotta del personale rilevanti ai fini della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e la repressione della criminalità e quelli relativi ai contingenti delle Forze armate posti a disposizione dell'Autorità di pubblica sicurezza».
  In ultimo, la diffusione dei dati, ferma restando la natura sperimentale dell'indagine, potrebbe determinare, ai sensi del combinato disposto del predetto articolo 4, con l'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 352 del 1992, un «pregiudizio concreto» all'interesse pubblico tutelato dalla normativa in materia di diritto di accesso ai sensi dell'articolo 24 della legge n. 241/1990, consistente nella divulgazione e conseguente conoscibilità di informazioni riguardanti lo stato psico-fisico e di salute del personale appartenente alla Guardia di finanza.
  In merito alla tematica, si rappresenta, altresì, che, in termini generali, i risultati dello studio – che hanno evidenziato una situazione ampiamente positiva per la Guardia di finanza – nella completa garanzia dell'anonimato di ciascun partecipante, hanno consentito di porre in essere adeguate azioni di miglioramento sul fronte della comunicazione interna con particolare riguardo ai cambiamenti organizzativi, alle modalità di impiego e trasferimento del personale nonché ai meccanismi di avanzamento. Inoltre hanno permesso il contenimento delle eventuali ragioni di stress psico-fisico correlate ai particolari compiti demandati agli appartenenti.
  Occorre, in ultimo, segnalare che gli esiti dell'indagine e le modalità di ricerca adottate sono stati presentati ai diversi Organismi della rappresentanza militare e trasmessi a tutti i Comandanti Regionali ed equiparati. Alla luce del positivo riscontro, l'indagine conoscitiva è stata estesa al personale in forza ai Comandi Regionali della Guardia di finanza dell'Emilia Romagna e della Sicilia, con l'obiettivo futuro di coinvolgere tutto il personale del Corpo.