• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03030 (5-03030)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03030presentato daGRIPPA Carmelatesto diGiovedì 31 ottobre 2019, seduta n. 250

   GRIPPA, TESTAMENTO, NAPPI, PROVENZA e RAFFA. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   con il termine «sito contaminato» ci si riferisce a tutte quelle aree nelle quali, in seguito ad attività umane pregresse o in corso, è stata accertata un'alterazione delle caratteristiche qualitative delle matrici ambientali suolo, sottosuolo e acque sotterranee tale da rappresentare un rischio per la salute umana;

   ne deriva che le attività di bonifica sono oltremodo importanti per il nostro Paese e ancora molto c'è da fare in questo specifico settore in special modo se tali azioni si percepiscano come occasione di sviluppo sostenibile e di crescita per una intera comunità. Timidezze e burocrazia paralizzano l'opera di disinquinamento. Secondo i dati dell'Ispra il risanamento è stato effettivamente avviato o completato solo in un quarto dei 41 «siti di interesse nazionale» eredità dell'industrializzazione selvaggia;

   la relazione annuale della Corte dei conti sui rapporti finanziari con l'Unione europea parla chiaro: il caso che costa di più è quello delle discariche abusive. Nel 2014 l'Italia è stata condannata per 200 discariche, di cui 14 contenenti rifiuti pericolosi, ubicate in 18 regioni e non conformi alle norme sull'interramento dei rifiuti. A oggi, quelle ancora aperte e da bonificare sarebbero oltre 40, ma, nel mentre, gli italiani hanno pagato oltre 200 milioni di euro solo in sanzioni;

   pur tuttavia, dal 2 dicembre 2014, data di inizio del contenzioso con l'Unione europea, l'Italia ha regolarizzato 156 siti, spiega il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, «con la conseguente riduzione della sanzione semestrale da 42 milioni e 800 mila euro agli attuali 10 milioni e 200 mila». Le ultime 7 bonifiche sono avvenute tra Campania, Lazio, Abruzzo e Calabria –:

   quali iniziative intenda adottare il Governo per affrontare e definire il ciclo di bonifica dei siti ancora da trattare, in particolare di quelli che insistono nella regione Abruzzo, e se non intenda, alla luce dei numerosi roghi che si sono sviluppati di recente nelle discariche abruzzesi e che sovente sono motivo di problemi e disagi per le popolazioni dei comprensori adiacenti, adottare, nell'ambito delle proprie competenze, tutte le opportune iniziative a tutela della integrità dell'ambiente e della salute dei cittadini.
(5-03030)