• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02203/104    premesso che:     presso il Mise sono aperti oltre 150 tavoli di crisi aziendali;     nel 2013 la Pernigotti spa, azienda piemontese specializzata in cioccolato e...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02203/104presentato daMOLINARI Riccardotesto presentato Mercoledì 30 ottobre 2019 modificato Giovedì 31 ottobre 2019, seduta n. 250

   La Camera,
   premesso che:
    presso il Mise sono aperti oltre 150 tavoli di crisi aziendali;
    nel 2013 la Pernigotti spa, azienda piemontese specializzata in cioccolato e nocciolati, era entrata tra le proprietà del gruppo turco Sanset, controllato dalla famiglia Toksoz, e terminava così un lungo capitolo della storica azienda dolciaria di Novi Ligure, 150 anni di storia, 75 milioni di euro di fatturato annuo e 150 dipendenti;
    nel 2018, la Pernigotti, dacché avrebbe dovuto rilanciarsi e svilupparsi, diventa un caso di emergenza aziendale e occupazionale di livello nazionale, avendo subito lo spostamento di molte produzioni in Turchia e l'annuncio da parte dei fratelli Toksoz di chiudere definitivamente lo stabilimento, lasciando a casa un centinaio dei 200 dipendenti in organico;
    da recenti notizie stampa si apprende che, per lo stabilimento Pernigotti di Novi Ligure, dopo mesi di incertezze e proteste, ci si trovi di fronte ad un nuovo cambio di prospettiva. Infatti, il Gruppo turco Toksoz ha ceduto il ramo d'azienda gelati a Optima, leader nel settore, continuando a produrre cioccolato, praline e torrone, oltre che ingredienti per il gelato, nello stabilimento piemontese;
    la prospettiva di avviare una partnership di lunga durata con il gruppo Optima, sta alla base della decisione della Pernigotti di rivedere il precedente piano industriale che prevedeva, lo scorso anno, la chiusura del sito piemontese; l'azienda ha annunciato che presenterà nel dettaglio il nuovo piano industriale entro il mese di ottobre;
    riguardo ai lavoratori è stata annunciata una riorganizzazione che possa contare su diversi strumenti, a partire dagli ammortizzatori sociali, per rendere economicamente sostenibile lo stabilimento,

impegna il Governo:


   a valutare l'opportunità di:
    adottare ogni utile iniziativa per salvaguardare le eccellenze produttive del nostro Paese, in quanto, con queste operazioni si rischiano di perdere non solo le aziende fisiche, importanti per il tessuto produttivo, ma anche l'identità culturale, la reputazione, la rinomanza e l'enorme valore immateriale di taluni marchi storici aziendali collegati con le aziende e con i prodotti che realizzano;
    adottare ogni utile iniziativa di contrasto al fenomeno della delocalizzazione, che rappresenta uno dei principali fattori di crisi economico-industriale, nell'intento di arginare il paventato rischio della chiusura o del trasferimento all'estero di aziende storiche italiane con esternalizzazione dei relativi prodotti e marchi identificativi e commerciali;
    monitorare il percorso per il salvataggio industriale dello stabilimento di Novi ligure affinché siano definiti tutti i dettagli del nuovo Piano industriale ponendo la massima attenzione sull'effettivo rilancio delle attività produttive nello stabilimento e alla salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori, inclusi gli stagionali.
9/2203/104. (Testo modificato nel corso della seduta)  Molinari, Benvenuto, Boldi, Caffaratto, Gastaldi, Giaccone, Giglio Vigna, Gusmeroli, Liuni, Maccanti, Patelli, Pettazzi, Tiramani.