• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/03020 (5-03020)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03020presentato daBENAMATI Gianlucatesto diMercoledì 30 ottobre 2019, seduta n. 249

   BENAMATI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   il gruppo Eni, fondato nel 1953 come ente pubblico sotto la presidenza di Enrico Mattei e successivamente convertito in società per azioni controllata dal Tesoro con il decreto-legge n. 333 dell'11 luglio 1992 dal Governo Amato, opera in 67 Paesi e impiega oltre 30.000 persone in tutto il mondo nei settori del petrolio, del gas naturale, della chimica e della chimica verde, con attività di esplorazione, produzione, raffinazione e commercializzazione di olio e gas e produzione e distribuzione di energia elettrica anche attraverso energie rinnovabili;

   il principale azionista di controllo è lo Stato italiano che con il Ministero dell'economia e delle finanze ha il controllo di fatto in Eni spa in forza della partecipazione detenuta, sia direttamente con il 4,34 per cento, sia attraverso Cassa depositi e prestiti spa che detiene il 25,76 per cento, raggiungendo il 30,10 per cento del totale azionario;

   la produzione complessiva di idrocarburi, nel 2018, è stata pari a 1,9 milioni di barili/giorno, la più alta mai registrata dalla compagnia, con un incrementi del 5 per cento rispetto al 2017, sono 7.158 milioni di barili le riserve di idrocarburi accertate di proprietà Eni, distribuite nei 5 continenti: di tutte le riserve, il 52 per cento (3.711 milioni di barili) è situato in Africa, che con una produzione di 1,06 milioni di barili/giorno risulta la più alta al mondo, seguita con il 26 per cento (1.891 milioni di barili) da Asia e Oceania dove si producono 392 mila barili/giorno di idrocarburi. Il gas e il petrolio prodotto da Eni, sono venduti, rispettivamente, per il 50,8 per cento e 24 per cento in Italia;

   Eni rappresenta un asset strategico per l'Italia in politica energetica e industriale e risulta essere un cardine per il posizionamento del nostro Paese nel complesso scacchiere geopolitico mondiale;

   in una intervista rilasciata al quotidiano Sole 24 Ore il 18 ottobre 2019 l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha messo in evidenza come, in caso di interesse all'acquisizione del gruppo Eni da parte del gruppo francese Total o da altre compagnie, sia il Governo in ultima istanza ad avere il potere di decidere in merito alla cessione;

   inoltre, Descalzi ha sottolineato che «Una società come l'Eni deve proteggersi con le sue competenze e con la sua capacità d'innovazione. Nel lungo termine è la tutela migliore, quella che paga davvero. Nel 2014, il 25 per cento degli analisti consigliava l'acquisto di azioni Eni, ora siamo al 70 per cento: questo è avvenuto avendo sempre lo stesso azionista di maggioranza relativa. Più che una grande preda siamo una grande società con tanta tecnologia, poco debito, tante riserve di petrolio e gas, patrimonio di competenze uniche al mondo. E abbiamo dimostrato attraverso le nostre capacità tecnologiche e competenze umane di riuscire ad espanderci velocemente in diverse parti del mondo» –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza di eventuali progetti di acquisizione di quote rilevanti dell'azionariato di Eni o di fusione da parte di gruppi esteri e se il Governo intenda adottare le iniziative di competenza per esercitare la «golden share» in caso di tentativo di acquisizione del controllo della compagnia da parte di soggetti privati e non italiani.
(5-03020)