• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03025 (5-03025)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-03025presentato daNOVELLI Robertotesto diMercoledì 30 ottobre 2019, seduta n. 249

   NOVELLI, MUGNAI, BAGNASCO, BOND, BRAMBILLA e VERSACE. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   negli ultimi tempi in Toscana si sono verificati 126 casi, il 33 per cento con esiti mortali, conseguenza del batterio New Delhi, un enzima prodotto da alcuni particolari batteri presenti nell'intestino, che hanno la potenzialità di annullare l'effetto di numerose tipologie di antibiotici;

   il nome del batterio richiama evidentemente all'India, Paese da cui proviene. E proprio in India si sono recati i giornalisti del programma «Report» per realizzare un'inchiesta andata in onda il 28 ottobre 2019, dal titolo «Principi cattivi», un reportage nelle fabbriche low cost delle medicine da dove arriva il batterio New Delhi. Un gioco di parole che ben riassume un fenomeno allarmante: medicinali regolarmente autorizzati dalle autorità competenti conterrebbero principi attivi contaminati, presi a basso costo da Paesi asiatici, India in particolare;

   le immagini trasmesse da Report sono inquietanti: prodotti spesso adulterati, realizzati in impianti scadenti e con scarse condizioni igieniche. Un cocktail micidiale che genera batteri multifarmaco-resistenti che una volta giunti in Europa rischiano di causare patologie e morti, soprattutto nei pazienti più fragili;

   risulta che nel nostro Paese 1 medicinale su 10 è prodotto in un distretto farmaceutico dell'India nelle cui acque di scarico sono state rinvenute grosse quantità di antibiotici;

   nell'inchiesta viene dichiarato che i batteri New Delhi che stanno creando seri problemi e morti in Toscana sono molto simili a quelli trovati negli scarichi del distretto farmaceutico indiano;

   a questo si aggiunga che il 19 settembre 2019 l'Ema, l'Agenzia europea per i medicinali, chiede alle aziende farmaceutiche di controllare i farmaci che producono, perché potrebbero essere contaminati da nitrosammine, che anni di letteratura scientifica hanno identificato come cancerogeni e che attaccano il fegato, lo stomaco e l'esofago. Le «impurezze» si trovano in farmaci anche molto popolari e secondo le stime dell'Ema potrebbero causare un tumore ogni 3.500 pazienti circa. Ma l'agenzia ammette che la portata non è quantificabile con precisione. Manca la qualità, mancano i controlli;

   risalire la filiera di produzione è complicatissimo, se non impossibile. Non c'è tracciabilità circa la provenienza dei principi attivi. I principi attivi per il 60 per cento arrivano da Paesi extra europei: India, Cina, Brasile, Armenia e Argentina;

   i controlli dell'Aifa sono pochissimi e circa 250 l'anno –:

   quali iniziative urgenti si intendano avviare per garantire la tracciabilità dei farmaci, al fine di aumentare e migliorare i controlli e tutelare la salute dei cittadini.
(5-03025)