• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02100-A/018     in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, recante disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02100-A/018presentato daRAMPELLI Fabiotesto diGiovedì 24 ottobre 2019, seduta n. 245

   La Camera,
    in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, recante disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica (A.C. 2100 A),
   premesso che:
    il disegno di legge in oggetto reca la conversione in legge di un decreto-legge i cui contenuti sono volti a garantire la sicurezza cibernetica nazionale;
    l'infrastruttura di rete internet in Italia è oggi in mano a due grandi concorrenti, da una parte TIM (alleata con Fastweb) e dall'altra Open Fiber (società partecipata al 50 per cento da Enel e al 50 per cento da Cassa depositi e prestiti e quindi indirettamente controllata dallo Stato – alleata con gli operatori telefonici concorrenti di TIM);
    TIM sta vivendo negli ultimi anni un terremoto societario, dopo la scalata dei francesi di Vivendi si è ritagliato un ruolo da protagonista il fondo americano Elliot che (grazie all'altro grande azionista, Cassa depositi e prestiti) è riuscito a prendere il controllo dell'azienda;
    ormai da anni è sul tavolo della politica e dell'economia nazionale la possibilità di una fusione delle reti TIM e Open Fiber. Cassa depositi e prestiti, proprio in questa prospettiva ha annunciato di voler crescere ancora nel capitale sociale di TIM;
    pur mediata da una società di diritto privato quale Cassa depositi e prestiti, il controllo pubblico della rete internet italiana sembra una prospettiva realizzabile nel medio periodo;
    la rete controllata da Open Fiber è già oggi di proprietà pubblica – a prescindere dall'assetto societario dell'azienda – perché il programma operativo del Piano Banda Ultra Larga, approvato nel 2015, per gli interventi nelle «aree bianche» (a fallimento di mercato), prevede un intervento diretto, cioè non più con contributi a fondo perduto ma con la costruzione di una rete che rimarrà pubblica, di proprietà di Stato e regioni, che coprirà 7.300 comuni in tutto il territorio nazionale;
    oltre agli interventi nelle «aree bianche», da realizzare nell'arco temporale 2016- 2020, il piano BUL prevede l'intervento dello Stato anche nelle aree «grigie» utilizzando ulteriori risorse individuate dalla Delibera CIPE e gli ulteriori strumenti finanziari previsti dal Piano BUL quali il credito d'imposta, il fondo di garanzia e i voucher alla domanda. La fase due del piano sarà programmata e realizzata solo dopo il via libera della Commissione europea che per ora ha espresso un parere preliminare favorevole;
    i lotti 1, 2 e 3 del bando «aree bianche» sono stati tutti appaltati da Infratel (società in house del Ministero dello sviluppo economico) a Open Fiber che dovrebbe concludere i lavori nel giro di qualche anno;
    la distinzione tra aree bianche, grigie e nere è fatta in base a degli orientamenti della Commissione europea, le aree bianche sono quelle che non sarebbero mai coperte da banda larga con investimenti privati, le aree grigie devono essere sottoposte ad una valutazione accurata, le aree nere sono già coperte dai servizi di banda larga (qui l'intervento pubblico è tassativamente escluso);
    sembra strategico per il Paese che il controllo delle reti di diffusione del segnale internet possa essere direttamente o indirettamente detenuto dallo Stato anche per prevenire il rischio di ingerenze da parte di Paesi extra-europei;
    rientra quindi nel perimetro della sicurezza cibernetica favorire l'integrazione delle reti internet esistenti sotto il controllo di un ente terzo partecipato dallo Stato,

impegna il Governo

a favorire l'integrazione delle reti internet di TIM e Open Fiber sotto il controllo pubblico.
9/2100-A/18. Rampelli.