• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/03916 (4-03916)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03916presentato daCECCHETTI Fabriziotesto diGiovedì 24 ottobre 2019, seduta n. 245

   CECCHETTI e BONIARDI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   il 22 ottobre 2019, nel carcere di Bollate (Milano), considerato una eccellenza nella detenzione, durante un'accurata perquisizione delle sezioni detentive, in una cella sono stati rinvenuti coltelli, lame e cellulari e diverso materiale pericoloso non consentito;

   nel carcere in questione sono detenuti personaggi molto noti alla cronaca quali Rosa Bazzi e Massimo Bossetti;

   la notizia della perquisizione è stata comunicata dal Segretario regionale per la Lombardia del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe: «Ieri sera i nostri Agenti, nel corso di una perquisizione straordinaria all'interno del carcere di Bollate occupata da soli detenuti stranieri, hanno rinvenuto e sequestrato materiale pericoloso di cui, ovviamente, non è consentito il possesso. Parliamo di un telefono cellulare, lame affilate, un punteruolo, un cacciavite. Ma quel che più è significativo è il sequestro di più di 50 buste di tabacco che probabilmente venivano utilizzate per traffici illeciti.»;

   sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la polizia penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo;

   una comunicazione ministeriale risalente a maggio 2019 dava notizia che «il Servizio Telecomunicazioni del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria aveva ultimato la consegna degli apparati inibitori di comunicazioni cellulari a tutti i Provveditorati» e che «a breve si sarebbe dovuta dare l'adeguata e pertinente formazione del personale individuato per l'utilizzo e il funzionamento di tali apparecchiature». Non risulta, ad oggi, che tali apparecchi siano stati dati in uso alla polizia penitenziaria di Bollate;

   come richiesto anche dal Sappe, il sindacato di polizia penitenziaria, occorre segnare con forza un netto «cambio di passo» nelle attività di contrasto all'indebito possesso ed uso di telefoni cellulari e droga in carcere «a tutela di coloro che in prima linea delle sezioni detentive del carcere di Bollate rappresentano lo Stato, ossia gli appartenenti alla polizia penitenziaria» –:

   se il Ministro interrogato non reputi necessaria ed indifferibile l'adozione di concrete iniziative a tutela della sicurezza della polizia penitenziaria, nonché interventi, anche di carattere normativo, per contrastare il dilagante quanto indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani, nonché il possesso di materiale pericoloso non consentito, come appunto lame e coltelli.
(4-03916)