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Atto a cui si riferisce:
C.5/02954 (5-02954)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 23 ottobre 2019
nell'allegato al bollettino in Commissione VI (Finanze)
5-02954

  Con il documento in esame l'Onorevole interrogante chiede di sapere, alla luce delle disposizioni normative che disciplinano le assunzioni di personale nell'ambito del Corpo della Guardia di finanza, se si intenda fare ricorso allo strumento dello scorrimento della graduatoria del concorso 2018 per il reclutamento degli allievi finanzieri per l'anno 2019.
  Al riguardo, sulla base degli elementi forniti dal Comando Generale della Guardia di finanza, si rappresenta quanto segue.
  Ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo n. 199 del 1995, il reclutamento del personale appartenente al ruolo «appuntati e finanzieri» è disposto annualmente.
  La tematica dell'ultrattività delle graduatorie dei concorsi indetti dal Corpo è, invece, disciplinata dall'articolo 7, comma 4, del medesimo decreto legislativo n. 199 del 1995, che costituisce norma speciale per la Guardia di finanza e prevede, per il reclutamento degli allievi finanzieri, la facoltà – e non l'obbligo – di utilizzare le graduatorie dei candidati idonei, ma non vincitori, per l'ammissione ad analoghi e successivi corsi entro 18 mesi dall'approvazione delle stesse.
  Il Corpo, in assenza di cogenti previsioni legislative, ritiene, pertanto, di non avvalersi di tale facoltà, privilegiando l'indizione di nuove procedure concorsuali nella prospettiva di effettuare un'idonea selezione dei migliori candidati all'interno di una rinnovata platea di aspiranti, in applicazione del principio della «massima partecipazione».
  Il citato orientamento trova fondamento nel principio di specialità riconosciuto all'Istituzione dall'ordinamento, con particolare riferimento alla disciplina del rapporto di impiego militare, affermato dall'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo n. 165 del 2001.
  Sul punto, il Consiglio di Stato, con sentenza n. 14 in data 4 luglio 2011 (Adunanza Plenaria) ha – tra l'altro – affermato che «La riconosciuta prevalenza delle procedure di scorrimento non è comunque assoluta e incondizionata», specificando, altresì, che nel caso in cui speciali disposizioni legislative impongano una precisa cadenza periodica del concorso «emerge il dovere primario dell'Amministrazione di bandire una nuova procedura selettiva».
  Tale orientamento è stato ribadito, da ultimo, dall'Alto Consesso con la recentissima sentenza n. 7503 in data 4 ottobre 2019.
  Infine, in ordine alla tematica in argomento, si evidenzia, altresì, che nell'ambito delle procedure per il reclutamento nelle carriere di base, lo «scorrimento delle graduatorie» ha riguardato i concorsi indetti negli anni 2010, 2011 e 2012, in attuazione di provvedimenti legislativi «ad hoc».
  Si tratta in particolare dell'articolo 16-ter del decreto-legge n. 78 del 2015, convertito dalla legge n. 125 del 2015, che ha previsto il reclutamento straordinario, per le Forze di polizia, di n. 2.500 unità nelle carriere iniziali, di cui n. 800 allievi finanzieri (n. 400 nel 2015 e n. 400 nel 2016), a valere sulle facoltà assunzionali relative, rispettivamente, agli anni 2016 e 2017 e dell'articolo 1, comma 296, della legge n. 205 del 2017, (legge di bilancio 2018) che ha previsto il reclutamento di allievi finanzieri utilizzando le n. 304 assunzioni autorizzate con decreto ministeriale 4 agosto 2017, attingendo, fino ad esaurimento delle stesse, alle graduatorie degli idonei non vincitori del concorso bandito nel 2012.