• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/01476/011 in sede di esame dell'A.S. 1476 di conversione in legge del decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, recante disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/1476/11 presentato da GIANNI PIETRO GIROTTO
mercoledì 23 ottobre 2019, seduta n. 158

Il Senato,
in sede di esame dell'A.S. 1476 di conversione in legge del decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, recante disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali,
premesso che:
il sistema sociale e produttivo italiano è ancora oggi gravato da forti criticità finanziarie e bancarie da cui non riesce a liberarsi, che ne compromettono le possibilità di ripresa: oltre un milione duecentomila soggetti, famiglie, professionisti e piccole imprese, infatti, hanno debiti ormai deteriorati e numerosi sono i soggetti finanziari (spesso stranieri) che hanno approfittato di tale situazione, realizzando il più delle volte margini di profitto di gran lunga superiori a quelli riscontrabili in altri mercati europei;
il "deterioramento" della qualità del credito delle banche è una delle principali cause di fragilità del sistema finanziario che porta generalmente alle crisi bancarie, il cui costo lo pagano poi, di fatto, tutti i cittadini e le imprese, soprattutto quelle medie e piccole, e non solo azionisti e risparmiatori: una banca, infatti, può essere considerata solida se solidi sano i suoi crediti e, sebbene gli NPL possano essere considerati un elemento fisiologico, è necessario che essi siano ridotti al minimo, perché se superano un certo livello la banca subirà delle conseguenze che influenzeranno la sua redditività ed il suo patrimonio dì vigilanza, che è la quantità di capitale che ogni banca deve detenere per soddisfare i requisiti di vigilanza prudenziale previsti dalla normativa di Basilea 2;
la diretta conseguenza sarà peraltro una minor disponibilità di capitale da poter impiegare per la concessione di ulteriori prestiti, fenomeno che ha particolarmente colpito il sistema sociale e produttivo italiano in questi dieci anni di crisi: le banche italiane infatti sono storicamente collegate con l'andamento dell'impresa nazionale, soprattutto quella di piccola e media dimensione (PMI); a dimostrazione di ciò è evidente come il crollo delle PMI abbia coinciso con un aumento delle esposizioni deteriorate delle banche, proprio perché le imprese italiane o sono in stato dì insolvenza o non riescono ad onorare i debiti a causa delle avverse difficoltà economiche e di riflesso questo colpisce le famiglie italiane, anch'esse in difficoltà nel pagare mutui e prestiti bancari;
considerato che:
agli effetti della crisi economica e alle cattive pratiche gestionali di alcune banche si sono sommati quelli legati alla lentezza delle procedure di recupero dei crediti: in Italia i tempi per chiudere un fallimento sono doppi rispetto alla media degli altri principali Paesi europei, le procedure di recupero dei crediti procedono a rilento e, di conseguenza, le esposizioni non performing sono mantenute in bilancio dalle banche italiane molto più a lungo rispetto agli altri Paesi europei (in media intorno ai sei anni);
in base alle nuove linee guida sui crediti deteriorati da parte della BCE, a partire dal 2018 le banche devono liberarsi degli NPL in tempi molto più rapidi rispetto al passata e non potranno utilizzare margini di discrezionalità sulla loro valutazione (cosa che ha consentito finora di ammorbidire il peso di tali sofferenze sui bilanci);
le cessioni di portafogli di crediti deteriorati sano state effettuate dalle banche in recente periodo con prezzi molto vantaggiosi per gli acquirenti cessionari, grazie anche al momento di drammatica urgenza in cui sono avvenuti; d'altra parte, nel medesimo periodo e in vista delle cessioni, le banche cedenti non avevano accettato o non negoziavano la chiusura transattiva delle posizioni con i debitori;
il profitto delle società cessionarie è notevole soprattutto in Italia, rispetto alla media europea; esse acquistano dalle banche gli NPL a prezzi vantaggiosissimi, realizzando notevoli margini di guadagno, tanto che le stesse banche italiane hanno costituito a loro volta società proprie cui cedere i loro stessi crediti deteriorati; tutto ciò a discapito dei debitori ceduti che devono rispondere ai soggetti cessionari diventati creditori dei loro debiti, i quali non operano in una prospettiva bancaria, ma di legittimo massimo profitto dì realizzo dei crediti rispetto al loro prezzo di acquisto;
obiettivo prioritario dovrebbe essere quello di "liberare dalla schiavitù del debito" chi ha già pagato il prezzo più alto della crisi finanziaria ed economica, ossia famiglie, professionisti e piccole imprese;
al fine di attuare un principio di equità tra le parti in campo, si potrebbe garantire un giusto ma limitato guadagno a chi ''detiene'' il debito di famiglie ed imprese e, nel contempo, realizzare una sorta di "sanatoria" dei crediti deteriorati: un vero e proprio riscatto che consenta a famiglie e imprese di liberarsi dall'incubo della schiavitù del debito e ricominciare a vivere e produrre,
al fine di attuare un principio di equità tra le parti in campo, si potrebbe garantire un giusto ma limitato guadagno a chi ''detiene'' il debito di famiglie ed imprese e, nel contempo, realizzare una sorta di "sanatoria" dei crediti deteriorati: un vero e proprio riscatto che consenta a famiglie e imprese di liberarsi dall'incubo della schiavitù del debito e ricominciare a vivere e produrre,
tenuto altresì conto che:
il Gruppo Fratelli d'Italia sul tema ha depositato da più di un anno un disegno di legge recante disposizioni volte ad agevolare le prospettive di recupero dei crediti in sofferenza e a favorire e accelerare il ritorno in bonis del debitore ceduto (A.S. 788 - a prima firma sen. Urso);
nel corso dell'esame del disegno di legge n. 1063 (cosìddetto decreto Carige), nella seduta del 6 marzo, il Governo aveva già accolto un ordine del giorno (G21-bis.100) presentato dal sottoscrittore del presente atto di indirizzo, vertente sulla medesima materia;
il Presidente del Consiglio dei Ministri - lo scorso mese di giugno - anche a seguito della rilevanza mediatica che aveva assunto la questione, in occasione - come è noto - della sua visita a Napoli alla redazione di Fanpage, si era assunto pubblicamente l'impegno di approfondire la tematica, anche con riferimento al disegno di legge citato;
ad oggi non è stata ancora intrapresa alcuna iniziativa concreta al riguardo,
impegna il Governo a valutare l'opportunità
di adottare ogni opportuna iniziativa di competenza volta a risolvere le criticità di cui in premessa, al fine di consentire - a determinate condizioni - ai soggetti debitori in sofferenza ma che hanno ancora un margine di possibilità di rimettersi in gioco di poter estinguere il proprio debito a un prezzo ragionevole, ad esempio mediante pagamento di un importo pari al prezzo di acquisto della posizione debitoria da parte della società cessionaria, maggiorato di una determinata percentuale, con evidenti ricadute positive sull'intero tessuto sociale e produttivo del Paese (rilancio dei consumi e degli investimenti, riapertura dell'accesso al credito).

(numerazione resoconto Senato G9.502)
(9/1476/11)
Girotto, De Vecchis