• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02365 DE PETRIS - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che: a quanto risulta all'interrogante, in data 23 settembre 2019, Rete Ferroviaria Italiana, nella persona del...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02365 presentata da LOREDANA DE PETRIS
mercoledì 23 ottobre 2019, seduta n.158

DE PETRIS - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

a quanto risulta all'interrogante, in data 23 settembre 2019, Rete Ferroviaria Italiana, nella persona del suo amministratore delegato e direttore generale M. Gentile, ha presentato a Verona un piano di investimenti di 59 milioni di euro per realizzare nel Quadrante Europa, in collaborazione con il Consorzio ZAI, ente economico pubblico partecipato pariteticamente da Comune, Provincia e Camera di Commercio di Verona, un cosiddetto "Quarto Modulo" per il ricevimento di treni da 750 metri di lunghezza, in previsione dell'apertura del tunnel del Brennero, che presumibilmente avverrà entro il 2027;

nell'occasione, in base a quanto riportato dalla stampa locale, si è affermato che l'investimento si inserisce nell'ambito di "Agenda 2030" dell'Unione europea, che si prefigge di aumentare il trasporto merci su rotaia entro il 2030 del 30 per cento ed entro il 2050 del 50 per cento;

attualmente, sull'area ferroviaria Brennero-Verona, insistono un terminal intermodale pubblico operativo, Interbrennero SpA, localizzato a Trento, dotato già di binari di 620 metri, che a breve diventeranno di 750 metri di lunghezza e un terminal privato sito in Sommacampagna, provincia di Verona, a 5 chilometri dal Quadrante Europa già operativo, dotato pure di binari di presa, consegna e lavorazione di 620 metri e che fra qualche mese disporrà di binari da 750 metri di lunghezza;

gli interventi annunciati si prefiggono di aumentare la capacità complessiva del terminal intermodale di Verona Quadrante Europa, per offrire un'adeguata risposta ad una crescente domanda di trasporto combinato ferroviario, destinata ad aumentare con il completamento e l'entrata in esercizio della galleria di base del Brennero, nonché con lo sviluppo dell'AV/AC verso Est;

le reti ferroviarie europee programmano interventi per rendere possibile il transito di treni della lunghezza di 740 e non di 750 metri, come unicamente RFI sembra voler attuare;

nonostante le intenzioni possano essere ritenute lodevoli, a quanto risulta all'interrogante, i tempi di apertura della galleria del Brennero potrebbero slittare al 2028, e l'adeguamento della rete nella Valle dell'Inn in Baviera (RFT) terminerà presumibilmente, secondo le previsioni più ottimistiche, nel 2038. Infatti le popolazioni di quell'area, pur soddisfatte della diminuzione del passaggio dei TIR, esigono che l'inquinamento acustico dei treni sia minimizzato attraverso il loro transito in trincea o attraverso tunnel;

secondo le informazioni pervenute all'interrogante, dal Brennero a Verona non è tecnicamente possibile ad oggi il transito dei treni dal 750 metri di lunghezza e in ogni caso fino al 2038 non potranno transitare nel tunnel del Brennero treni della lunghezza citata;

né è possibile il transito di treni di detta lunghezza sull'attuale linea, data l'altitudine del valico (i treni più pesanti e lunghi, massimo 550 metri, vengono trainati con l'impiego di ben tre locomotori);

nell'ambito dell'investimento complessivo, comprensivo del potenziamento della stazione ferroviaria attraverso la realizzazione di binari da 750 metri, non si conosce l'entità del cofinanziamento dell'Unione europea per lo sviluppo della progettazione e la realizzazione degli interventi;

Rete Ferroviaria Italiana prevederebbe il termine dei lavori entro il 2026, ma non ha ancora reso noto basi dettagliate di valutazione del piano industriale che giustificherebbe l'investimento, proprietà ed eventuale valutazione dell'area, in cui è previsto l'investimento in caso di cessione da parte del Consorzio ZAI a RFI;

è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 229 del 30 settembre 2019 la delibera del CIPE, che rinnova la concessione autostradale alla A 22 per altri 29 anni, dal 2020 al 2049, con la previsione della progettazione e realizzazione, tra gli interventi di interesse europeo previsti, dell'interporto ferroviario intermodale di Isola della Scala (Verona), a 20 chilometri dal terminal del Quadrante Europa;

considerato che l'opera è definita di importanza strategica per il futuro del trasporto intermodale sull'asse del Brennero e che tale stazione intermodale verrebbe realizzata ex novo; che la società di gestione dell'autostrada A22 ha ottenuto il rinnovo in house e non attraverso gara, essendo di proprietà pubblica,

si chiede di sapere:

di quali informazioni sia in possesso il Ministro in indirizzo rispetto all'effettiva realizzazione del piano industriale del cosiddetto terminal gate del Quadrante Europa, che a suo tempo fu presentato da RFI come decisivo per lo sviluppo dei trasporti intermodali nell'ambito del sistema dell'interporto di Verona;

se non reputi necessario soprassedere ai piani messi in cantiere fino ad oggi per realizzare il cosidetto "Quarto Modulo", e se valuti, nelle sue competenze, che il nuovo investimento presentato da RFI rappresenti un progetto poco coerente con l'obiettivo del miglioramento del trasporto merci ferroviario su un'area dove già operano attori pubblici (Interbrennero SpA e Quadrante Europa, nonché a breve A22) più un operatore privato, concentrando invece gli investimenti di RFI sul trasporto pubblico passeggeri, oggi molto in sofferenza, come le reiterate proteste dei pendolari dimostrano.

(4-02365)