• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01048 (3-01048)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-01048presentato daDEIDDA Salvatoretesto diMartedì 22 ottobre 2019, seduta n. 243

   DEIDDA, CIABURRO, LUCA DE CARLO, OSNATO, MANTOVANI, VARCHI, ROTELLI, TRANCASSINI, GEMMATO, GALANTINO, BUCALO, BALDINI, FRASSINETTI e CARETTA. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro per gli affari regionali e le autonomie, al Ministro per il sud e la coesione territoriale. — Per sapere – premesso che:

   il comma 1 dell'articolo 20 della legge 31 gennaio 1994, n. 97, ha previsto che lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, collaborano nel realizzare un equilibrato sviluppo territoriale dell'offerta di scuola materna e dell'obbligo nei comuni montani, mediante la conclusione di accordi di programma;

   l'articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, prevede, a sua volta, che l'istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno d'età;

   all'inizio di ciascun anno scolastico, a quanto consta agli interroganti l'Istituto professionale di Stato servizi enogastronomici e ospitalità alberghiera «Montanaru» di Desulo – comune montano della provincia di Nuoro in Sardegna – rischia di non vedersi concessa l'attivazione della prima classe in ragione di un numero di iscritti ritenuto insufficiente, sulla base dei criteri stabiliti dai competenti organi nazionali e locali;

   il comune di Desulo dista 60 chilometri da Nuoro, capoluogo di provincia; 150 chilometri da Cagliari, capoluogo di regione; 20 chilometri da altre scuole e 100 chilometri da istituti scolastici analoghi a quello suindicato e per la conformazione e lo stato del sistema viario interno sardo, oltre che per il maltempo, i tempi di percorrenza risultano ampiamente dilatati rispetto a quelli standard rilevati in altre zone dotate di adeguate vie di comunicazione e mezzi di trasporto;

   il predetto Istituto rappresenta uno dei pochi, se non l'unico argine alla dispersione scolastica dell'area in questione e, quindi, al suo spopolamento e la sua eventuale chiusura si porrebbe in aperto contrasto con il diritto allo studio e con quello alla scelta dell'indirizzo più consono agli interessi e alle attitudini del singolo studente, costituzionalmente protetti;

   il medesimo istituto è dotato di eccellenti laboratori di cucina, sala, bar, ricevimento e informatica e il mantenimento della prima classe non comporta costi aggiuntivi eccessivi per il sistema scolastico, in ragione del fatto che molti degli insegnanti assegnati alle classi successive dell'istituto risultano in possesso di ore disponibili da impiegare, appunto, nelle lezioni con la prima classe;

   appare opportuno – anche al fine di rispettare gli obblighi imposti dalla normativa, anche costituzionale, suindicata – rivedere i parametri di attivazione delle prime classi, distinguendo, opportunamente, quelli relativi ai territori montani e/o svantaggiati, da quelli previsti per le zone caratterizzate da un'alta densità di popolazione –:

   se sia a conoscenza dei fatti sopraesposti e quali iniziative intenda assumere al fine di operare un'opportuna differenziazione tra i territori montani e quelli caratterizzati da un'alta densità di popolazione in ordine ai criteri per l'assegnazione delle prime classi agli istituti di istruzione superiore, consentendo, così, il mantenimento dei presidi scolastici anche nelle zone svantaggiate.
(3-01048)