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Atto a cui si riferisce:
C.5/02909 (5-02909)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 16 ottobre 2019
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-02909

  Come noto, il regolamento delegato (UE) n. 2016/2376 della Commissione europea ha istituito un piano in materia di rigetti per le vongole (Venus spp.) nelle acque territoriali italiane, con validità dal primo gennaio 2017 al 31 dicembre 2019.
  L'Italia, unico Stato membro avente un interesse di gestione diretto nelle attività di pesca di vongole (Venus spp.) nelle acque territoriali italiane e, nella fattispecie, nelle sottozone geografiche dell'Alto Adriatico, ha presentato alla Commissione europea – in applicazione della procedura di cui all'articolo 18 del regolamento (UE) n. 1380/2013 e previa consultazione del Consiglio consultivo del Mediterraneo (MEDAC) – un nuovo piano in materia di rigetti per lo stock della vongola (Venus spp.), utile anche ad ottenere la proroga della deroga alla taglia minima per la commercializzazione da 25 mm a 22 mm.
  Successivamente, durante la sessione plenaria del Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP) tenutasi dal 1° al 5 luglio 2019, l'Italia ha rappresentato la necessità di prorogare l'applicazione della taglia minima di riferimento per la conservazione delle vongole (Venus spp.) stabilita nel regolamento delegato (UE) n. 2016/2376, in deroga all'allegato III del regolamento (CE) n. 1967/2006.
  Al riguardo, lo CSTEP ha osservato che, seppur ridotta, la taglia minima di riferimento per la conservazione è comunque superiore alla taglia di prima maturità e non esistono elementi che evidenzino ripercussioni negative sullo stock causate dalla sua riduzione.
  Lo CSTEP ha ritenuto pertanto ragionevole la richiesta presentata dall'Italia, relativa alla proroga della riduzione della taglia minima di riferimento per la conservazione fino al 31 dicembre del 2020.
  Conseguentemente, il Parlamento europeo – che sulla questione avrebbe dovuto pronunciarsi entro fine ottobre – ha richiesto un ulteriore periodo di due mesi al fine di valutare anche i riferiti motivi di doglianza del corrispondente comparto spagnolo.
  Per quanto sopra, si ribadisce l'impegno del Governo italiano in tutte le sedi europee al fine di salvaguardare il mantenimento della deroga in questione, che costituisce un'importante misura, anche considerando che, prima dell'entrata in vigore della deroga, i lunghi tempi di accrescimento e la frequente presenza sul mercato di vongole sotto i 25 mm (vecchio limite minimo) hanno altresì favorito la diffusione di altre specie di vongole, provenienti da altri continenti, lavorate o congelate, spesso spacciate per specie autoctone.
  Pertanto il Governo italiano, a tutela e garanzia del relativo comparto produttivo nazionale, sostiene e continuerà a proporre le suddette argomentazioni in tutte le competenti sedi europee, confidando nella positiva conclusione della questione di cui trattasi.