• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.6/00079 udite le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista della riunione del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre, premesso che: tra i punti principali che il Consiglio...



Atto Senato

Risoluzione in Assemblea 6-00079 presentata da LUCA CIRIANI
mercoledì 16 ottobre 2019, seduta n.156

Il Senato,
udite le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista della riunione del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre,
premesso che:
tra i punti principali che il Consiglio europeo affronterà in quella sede, rientrano una serie di importanti questioni tra cui, come emerge dall'ordine del giorno diffuso, anche argomenti di politica estera;
in questo contesto, dunque, - alla luce dei recenti eventi - dovrebbe occuparsi anche della grave situazione derivante dalla recente aggressione della Turchia alla Siria;
il presidente turco Erdogan ha assunto da tempo una pericolosa deriva islamista che si traduce, nella politica interna, nella compressione dei più elementari diritti politici e sociali dei cittadini turchi, e, nella politica estera, nella costante incitazione ad uno scontro di civiltà in nome dell'islamismo politico che mette a serio rischio gli equilibri e la pace internazionale;
il Partito della giustizia e dello sviluppo (AKP) di Erdogan rivendica la tradizione dell'islam politico, e sta occupando ogni carica dello Stato con cui il sultano Erdogan ha costruito una modernissima e preoccupante "democratura islamista";
l'adesione della Turchia alla NATO ha, sino ad oggi, "coperto politicamente" la deriva islamista del sultano Erdogan, nonostante numerosi riscontri della sua politica di contiguità con il jihadismo globale per il tramite del servizio di intelligence (MIT);
in particolare, nel contesto della guerra all'Isis, i funzionari turchi spesso hanno garantito accoglienza all'interno dei confini del Paese della mezzaluna ai militanti dell'Isis che scappavano dai curdi, fatto che è confermato dalla notizia che molti jihadisti catturati dai Curdi nel Nord della Siria fossero in possesso di documenti per entrare e uscire regolarmente dal territorio turco e abbiano affermato di essere stati assistiti da funzionari turchi;
altra terribile circostanza di riscontro è costituita dal fatto che miliziani jihadisti hanno collaborato con i militari turchi non solo nell'occupazione di Afrin, città a Nord della Siria, ma anche nella conseguente pulizia etnica;
ulteriormente due funzionari dell'intelligence turca, catturati dai guerriglieri curdi nel Nord dell'Iraq nel 2017, hanno fornito nomi e contatti di una presunta rete di assistenza all'Isis e ad altri gruppi jijadisti che sono operativi in Siria e in Iraq, una rete di assistenza che farebbe capo direttamente al Governo turco di Erdogan;
a ciò si aggiunga che Wikileaks ha pubblicato 58.000 email che testimoniano il coinvolgimento del genero di Erdogan, Berat Albayrak, nel sostegno al mercato illegale del petrolio dell'Isis rubato dai pozzi di Siria e Iraq, la cui vendita finanziava il Califfato nell'acquisto di armi;
inoltre, la figlia del Presidente turco, Sumeyye Erdogan, ha organizzato a Sanliurfa - città nella parte sud orientale della Turchia vicina al confine siriano - un centro medico che include un ospedale per curare i feriti dell'Isis;
secondo diversi osservatori Erdogan sarebbe il principale sponsor del terrorismo jihadista nella regione, una sorta di padrino per i "fratelli" del Califfato, che in Turchia vengono sostenuti e protetti;
recentemente, a New York, durante l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il ministro degli esteri egiziano, Ahmed Hafez, ha lanciato precise accuse contro Erdogan, sostenendo che il Presidente turco supporta il terrorismo dell'Isis anche in Libia, attraverso la costante fornitura di assistenza militare, armi e addestramento;
Erdogan sta perseguendo una politica di terrore che mira a destabilizzare l'Europa attraverso attentati e stragi contro i curdi che fa parte di un piano ben preciso: indebolire tutti di fronte ai possibili prossimi attentati terroristici di matrice islamica;
al fine di rappresentare la simbolica battaglia ingaggiata contro l'Europa, l'Occidente e la Cristianità, riproducendo la retorica jihadista volta a cancellare le tracce della Cristianità proprio dalle terre della prima Cristianità, il sultano Erdogan ha ancora nel marzo 2019 ribadito che Santa Sofia, la storica chiesa della Cristianità costruita nel 537 dall'imperatore Bizantino Giustinano, "non sarà più museo; il suo status cambierà. La chiameremo moschea", alimentando la retorica islamista e anticristiana della "fratellanza dei naxbantiya" a cui appartiene;
la politica estera del sultano Erdogan è ugualmente aggressiva, a partire dalle roboanti e inaccettabili affermazioni in ordine alla islamizzazione dell'Europa attraverso l'invito ai turchi europei alla proliferazione come quando alimentando la frustrazione degli immigrati turchi in Europea dichiarava stentoreo "Non fate tre, ma cinque figli perché siete il futuro dell'Europa";
il presidente Erdogan ha deciso di egemonizzare l'area nella convinzione che il futuro della Turchia sia non quello di piccola potenza regionale, ma di guida dell'islam politico;
inoltre, nei giorni scorsi, incredibilmente e in spregio ad ogni norma, il ministro dell'energia turco Fatih Donmez ha dato sfacciatamente l'ordine di iniziare le trivellazioni nel cosiddetto Blocco 7, non solo e non tanto di pertinenza del Governo di Nicosia, quanto e soprattutto assegnato ad un consorzio formato da ENI e Total;
l'inaudita posizione turca si inserisce nella sfacciata prosecuzione della sua temeraria politica energetica che, utilizzando il Governo di Cipro del Nord, sostiene, in spregio alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, che l'aera marittima oggetto di interrogazione appartenga alla piattaforma continentale turca;
l'atteggiamento di aperta sfida turca pregiudica gli interessi all'approvvigionamento energetico nazionale, atteso che ENI detiene buona parte delle concessioni cipriote, ma soprattutto è una nuova sfida alla comunità internazionale ed un chiaro messaggio all'islamismo politico di cui, anche con queste azioni, vuole rivendicare la guida;
considerato che:
l'attacco turco dei giorni scorsi alla Siria è da condannare con la massima fermezza, anche considerando la minaccia lanciata da Erdogan all'Unione europea di "aprire i confini e inviare 3,6 milioni di rifugiati in Europa", qualora si cercasse di descrivere l'operazione militare nel Nord della Siria come un'invasione;
è necessario dunque rivedere complessivamente la posizione nei confronti della Turchia e non limitarsi ad affrontare la delicata questione delle attività illegali di trivellazione della Turchia nel Mediterraneo orientale, nel tratto marino di sovranità cipriota e dato in concessione a ENI e Total, per le quali, peraltro il Consiglio ha già deciso la messa a punto "di un regime quadro di sanzioni restrittive rivolte alle persone fisiche e giuridiche responsabili o coinvolte nelle attività di trivellazione" e invita l'Alta rappresentante e la Commissione a presentare rapidamente proposte a tal fine";
del tutto insufficiente è la risposta italiana a tale drammatica situazione, consistente in un "futuro" embargo - peraltro solo annunciato - considerato che, come emerge dalle ultime notizie di stampa, da "Roma è in partenza verso Ankara un cannone da 600 colpi al minuto" e che attualmente sono ancora utilizzati da Erdogan elicotteri da combattimento italiani,
impegna il Governo:
ad adottare ogni iniziativa in sede europea volta a:
a) bloccare e annullare il processo di adesione della Turchia all'Unione europea;
b) sospendere tutti i fondi di preadesione e gli aiuti finanziari di cui essa ancora gode la Turchia;
c) prevedere l'adozione, sin da subito, di severe sanzioni "selettive" - anche di natura finanziaria e commerciale - contro Erdogan e ogni altro esponente dell'amministrazione turca che si rendano responsabili di violazioni dei diritti umani, azioni destabilizzanti per l'equilibrio europeo nonché operazioni volte a minacciare la pace, la sicurezza e la stabilità internazionale.
(6-00079)
Ciriani, Rauti, Balboni, Bertacco, Calandrini, de Bertoldi, Fazzolari, Iannone, La Russa, La Pietra, Maffoni, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Garnero Santanchè, Totaro, Urso, Zaffini.