• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/03826 (4-03826)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03826presentato daCENTEMERO Giuliotesto diLunedì 14 ottobre 2019, seduta n. 238

   CENTEMERO, BITONCI, CAVANDOLI, COVOLO, GERARDI, GUSMEROLI, ALESSANDRO PAGANO, PATERNOSTER e TARANTINO. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   il 25 gennaio 2017 è entrato in vigore il decreto legislativo del 30 dicembre 2016, n. 254 di attuazione della direttiva 2014/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014, recante modifica alla direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di talune imprese e di taluni gruppi di grandi dimensioni, che prevede l'obbligo di presentare una dichiarazione individuale di carattere non finanziario per le imprese di interesse pubblico che abbiano avuto, in media, durante l'esercizio finanziario un numero di dipendenti superiore a 500 e, alla data di chiusura del bilancio, abbiano superato almeno uno dei due seguenti limiti dimensionali: a) totale dello stato patrimoniale: 20.000.000 di euro; b) totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 40.000.000 euro;

   la citata direttiva n. 2014/95 incoraggia gli Stati membri a estenderne l'ambito di applicazione se questo è funzionale e coerente con gli obiettivi perseguiti dall'informazione non finanziaria. In tal senso Germania, Francia, Danimarca e Svezia hanno deciso, di recente, di abbassare il limite dei dipendenti delle imprese destinatarie dell'obbligo di presentazione della dichiarazione individuale di carattere non finanziario, in modo da permetterne una maggiore diffusione nel sistema imprenditoriale nazionale;

   detta decisione di Germania, Francia, Danimarca e Svezia rischia di rappresentare un elemento maggiormente qualificante per le imprese di tali Paesi, con la conseguenza di renderle più competitive rispetto alle nostre imprese;

   tale rischio è supportato dall'attuale momento storico in cui è costantemente in crescita l'attenzione e la sensibilizzazione sulla sostenibilità ambientale, tant'è che è stato ritenuto a livello europeo di adottare ogni utile iniziativa affinché le piccole e medie imprese si avvicinassero ai temi della regolazione in materia di finanza sostenibile;

   ciò anche in considerazione della circostanza che i limiti «quantitativi» indicati dalla direttiva non sono allineati con la definizione suggerita dalla raccomandazione della Commissione relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese n. 2003/361/CE del 6 maggio 2003 e recepita in Italia con il decreto ministeriale del 18 aprile 2005 per le piccole e medie imprese che stabilisce il limite delle medie imprese nell'Unione europea a 250 addetti –:

   se il Governo non condivida la necessità di assicurare massima competitività alle imprese nazionali, adottando le opportune iniziative, anche di carattere normativo, in coerenza con gli obiettivi perseguiti dalla direttiva 94/45/UE, volte ad un'estensione dell'obbligo di presentazione della dichiarazione individuale di carattere non finanziario per le imprese che abbiano avuto, in media, durante l'esercizio finanziario un numero di dipendenti superiore a 250, prevedendo corrispondenti misure di agevolazione fiscale per compensare integralmente eventuali oneri derivanti dall'introduzione dell'obbligo in questione.
(4-03826)