• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/03778 (4-03778)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03778presentato daRUFFINO Danielatesto diMercoledì 9 ottobre 2019, seduta n. 235

   RUFFINO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 1, commi 692 e seguenti, della legge di bilancio 2019, introdotti con il «maxiemendamento» del Governo al Senato, sui quali non è stato possibile svolgere alcun confronto, istituiscono un'imposta sostitutiva per le persone fisiche sui redditi derivati dallo svolgimento, in via occasionale, delle attività di raccolta di prodotti selvatici non legnosi e dalla raccolta di piante officinali spontanee, di cui alla classe Ateco 02.30 (funghi, tartufi, bacche, frutti dell'ippocastano ecc.), a cui si aggiunge la raccolta di piante officinali spontanee;

   la norma stabilisce una soglia dei corrispettivi percepiti dalla vendita del prodotto, pari a 7.000 euro, entro la quale l'attività di raccolta di prodotti selvatici non legnosi si intende svolta in via occasionale. Inoltre, esclude dal pagamento dell'imposta coloro i quali effettuano la raccolta esclusivamente per autoconsumo;

   in Piemonte, la raccolta dei funghi epigei è disciplinata dalla legge regionale n. 24 del 2007. In tale legge costituisce titolo per la raccolta la ricevuta di versamento di apposito contributo; per recepire le istanze delle amministrazioni locali e per sostenere in modo particolare i territori montani, la norma prevede che le unioni montane di comuni possono stabilire quote ridotte di un terzo per i residenti;

   peraltro, la previsione di un titolo per la raccolta in luogo di un'autorizzazione, non avendo natura di provvedimento amministrativo, ha permesso di esentare dal pagamento dell'imposta di bollo;

   le risorse derivanti dal titolo per la raccolta funghi di cui alla legge regionale n. 24 del 2007 introitate dalle unioni montane o dai comuni vengono reinvestite sul territorio, a differenza di quanto avviene per l'imposta sostitutiva introdotta con la legge n. 145 del 2018;

   l'introduzione di questo nuovo balzello rischia di minare il valore di figure tradizionali delle valli piemontesi, a partire dai «boulajour» (cercatori di funghi), la cui attività è un elemento di vitalità per i centri montani e di controllo e pulizia dei boschi –:

   se non ritengano opportuno adottare iniziative per apportare modifiche ai commi 692 e seguenti dell'articolo 1 della legge di bilancio 2019, prevedendo che l'imposta ivi prevista sia ridotta per i residenti nelle aree montane e sia azzerata nei casi in cui le regioni abbiano già previsto nell'ambito dei propri ordinamenti il pagamento di somme a qualunque titolo per svolgere le medesime attività.
(4-03778)